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Recensione: “Quando l’amore fa scintille” di Valentina Vanzini

 

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Si può amare qualcuno alla follia eppure odiarlo?

Michele è bellissimo, ricco e raccomandato e nella vita ha avuto tutto. Simona è cinica, determinata, affetta da stress cronico e nella vita si è dovuta conquistare ogni cosa. A metterli uno contro l’altra saranno il destino e il posto da ricercatore che solo uno dei due potrà conquistare. Ne nascerà una guerra senza esclusioni di colpi in cui i due si scontreranno (anche fisicamente!), tenteranno di distruggersi e… si innamoreranno. Perché dietro a tanto odio e a una rivalità che fa scintille si nasconde sempre qualcosa di più. Basterà l’attrazione fatale che provano l’una per l’altro a tenerli insieme o finiranno per annientarsi a vicenda?

Fra intrighi, bugie, malintesi e momenti di irresistibile comicità, Michele e Simona proveranno a scoprirlo.

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Si può amare qualcuno alla follia eppure odiarlo?

Dopo aver letto questo libro per me la domanda più corretta da porre al probabile lettore dovrebbe essere: si può odiare alla follia qualcuno eppure amarlo?

Se è vero che amore e odio sono le due facce della stessa medaglia, probabilmente la risposta più ovvia è sì, però leggendo la storia di Simona e Michele sinceramente mi è venuto qualche dubbio.

Simona, la Stronza, è una ragazza della periferia di Roma a cui la vita non ha regalato niente e ha dovuto faticare non poco per ottenere un impiego come ricercatrice all’università di Tor Vergata. Per un triste gioco del destino, poi, la sua strada s’incrocia con quella del Bastrardo.

“Michele Mancini, chiamato da tutti Mikey Occhi Blu per via di quegli occhi di un azzurro intenso incorniciati da folte sopracciglia nere. Uno sguardo magnetico in grado di catapultare ai suoi piedi qualsiasi ragazza e che, unitamente a un mucchio di soldi e a un fisico niente male, lo rendevano lo scapolo perfetto da accaparrarsi.”

Il Bastardo e la Stronza si dovranno contendere la borsa di studio, e di conseguenza l’impiego all’università, presentando ognuno un progetto di ricerca.

“…Cioè il fighetto riccone sta sfidando me? La super secchiona?!”

La sfida senza esclusione di colpi (bassi) tra i due innescherà un gioco al massacro, tipico delle black comedy, violando ogni principio di correttezza e di buon gusto.

Se l’intento dell’umorismo contenuto in questo romanzo è quello di generare ilarità e/o scioccare il lettore, nel mio caso ha prevalso lo schock.

«Sei proprio un testa di cazzo» sbraita.

«Non mi sembra un atteggiamento da signora» la schernisco «E comunque i tuoi capezzoli mi stanno solleticando.»

Sì, lo so, non riesco a parlare d’altro. Lo ammetto sono un porco.

«Porco» grida e lo schiaffo mi arriva in faccia, dritto, preciso, violento.

«Brutta stronza» sbraito e lo schiaffo parte senza che neanche me ne accorga. In automatico.

Lei sembra sorpresa, sussulta e si tocca la guancia, ma prima che possa dire qualcosa me ne dà un altro ancora più forte.

E parte un altro schiaffo a cui lei risponde con uguale energia.

E un altro.

Un altro.

Un altro ancora.

E ancora, ancora.

Dopo cinque minuti di schiaffi furiosi siamo tutti e due storditi, con le guance rosse e gli occhi lucidi. La Stronza ha i capelli arruffati e respira a fatica. Anche il mio respiro è pesante, agitato.

La guardo dritta negli occhi e mi sento furioso come non sono mai stato.

«Stronza!» le grido.

«Bastardo!»

Il cinismo e la veemenza che caratterizzano i due protagonisti, mi sono sembrati troppo enfatizzati ed estremizzati per poter poi virare verso un sentimento che esprime un’inclinazione e una dedizione profonda tra due persone, qual è l’amore.

Naturalmente questa è una mia personalissima considerazione e, oggettivamente, non posso dare un giudizio negativo al romanzo di Valentina Vanzini.

Nel suo complesso Quando l’amore fa scintille è un buon romanzo dinamico, irriverente, attuale per il contesto sociale che fa da sfondo alla storia di Simona e Michele.

Non mi sento di consigliarlo a un lettore suscettibile alle parolacce contenute nel testo e all’aggressività sia verbale sia fisica dei personaggi, ma di contro lo consiglio a chi avesse voglia di leggere una simil black comedy all’italiana.

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Recensione a cura di:

LadyArya

Editing a cura di:

Cahapi

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