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Recensione: “Qualunque cosa accada” di A.M. Arthur (serie All Saints #1)

Care Fenici, oggi Ipanema ci parla di  “Qualunque cosa accada” di A.M. Arthur

Non c’è nulla da fare! Per quanto ci provi, Jonas non riesce ad accettarsi. La sua rigida educazione, la sua famiglia tradizionalista sono per lui uno scoglio insuperabile. Poi arriva Tate… Lui è molto sicuro di sé, sa perfettamente ciò che vuole, e riesce a guardare oltre la scorza di Jonas. Mentre la loro amicizia si intensifica in qualcosa di più, Tate introduce Jonas in un mondo che non ha mai conosciuto e che li terrorizza e li eccita entrambi. Poi il passato si intrufola subdolamente nella loro vita rischiando di distruggere ciò che hanno faticosamente costruito.

A volte l’amore non basta. A volte è esattamente ciò di cui hai bisogno.

Harper Collins riapre al genere Male to Male con un’autrice ancora poco conosciuta ma non inedita in Italia, A.M. Arthur: Qualunque cosa accada è il primo romanzo della serie All Saints, composta da quattro episodi completamente stand alone. La Arthur infatti ambienta le sue trame in piccole cittadine di provincia degli USA, storie che gravitano attorno a locali notturni gay friendly, coffe shops, diner e in questa serie, un dormitorio per giovani homeless gay, l’All Saints appunto. Storie d’amore e di rinascita, tutte indistintamente, e varie situazioni di disagio o consapevolezza, che hanno come protagonista di volta in volta una coppia di uomini gay attorno a cui gravitano amici che a loro volta sono stati o saranno protagonisti di altri romanzi e che fa piacere incontrare di nuovo anche se sporadicamente.

In Qualunque cosa accada, i protagonisti sono Jonas e Tate. Jonas, ventun anni, figlio di ricchi tradizionalisti, un padre autoritario e poco comprensivo che per anni lo ha considerato un mediocre non degno di stima, una madre succube della prepotenza e del lusso che lo status le offre, genitori assenti ed anaffettivi. Jonas, pur essendo estremamente avvenente e ambito da tutte le più appetitose ragazze della scuola, è cresciuto sentendosi inadeguato, stupido, incapace, all’eterna ricerca di una conferma di stima da parte di un padre che non sarà mai intenzionato a concedergli. Cerca nella confraternita universitaria e nell’atteggiamento spocchioso da bulletto tipica dell’appartenenza a questi gruppi di aggregazione, un’affermazione di sé che non arriva e che anzi, gli procurerà i guai che lo porteranno a essere allontanato da casa, spedito da degli zii che conosce appena e che non hanno la ricchezza e lo status della sua famiglia.

Tate invece è quanto di più agli antipodi si possa immaginare rispetto a Jonas: orfano, con due sorelle a carico,  per cui ha lottato e ottenuto la custodia, è un uomo libero e orgoglioso di ciò che è, trasparente nelle sue idee e opinioni oltre che alle emozioni che prova. Gestisce insieme all’amico Mark l’All Saints dormitorio per giovani homeless LGBT. Quando incontra Jonas, la sua sensibilità e sicurezza gli permette di penetrare l’iniziale chiusura a riccio del ragazzo più giovane, di superare l’atteggiamento scorbutico e sgarbato e a intravedere la vulnerabilità e fragilità che si nasconde dietro la corteccia spessa di Jonas e di vincere l’iniziale riluttanza ad accettare l’attrazione immediata che Jonas prova per lui.

Il romanzo affronta soprattutto il tema dell’abbandono, del rinnegare da parte dei genitori i figli che si dichiarano gay, mostrando varie situazioni nelle quali questi giovani, spesso appena appena adolescenti, si trovano a dover affrontare. Droga, prostituzione, malattie sessualmente trasmissibili, pericoli e smarrimento sono alcuni degli scenari presentati in questo romanzo dalla Arthur anche se alleggeriti da una storia d’amore, quella che nasce con un ritmo lento ma intenso, tra Tate e Jonas, dai toni rosa ma non stucchevole. Grazie infatti a una serie di dialoghi molto ben studiati, piacevoli e alle volte divertenti, il clima generale del romanzo è lieve e non cupo come le tematiche di sottofondo lascerebbero presagire. Il bigottismo, il rifiuto e l’accettazione sono altri temi che si toccano in queste pagine di piacevole lettura. E l’analisi psicologica, la descrizione del cambiamento da parte dei due protagonisti e la loro maturazione attraverso la scoperta e l’abbandonarsi al sentimento d’amore l’uno per l’altro è davvero molto ben articolata. I personaggi minori che fanno da corredo sono anche loro molto ben impostati, tanto che si resta con il desiderio di scoprire di più su Mark, Will – personaggi che saranno protagonisti dei prossimi episodi – e anche di Ezra e Donner insieme a Brendan e al Dr. Taggert, che invece la faranno da padrone in altre serie sempre scritte da A.M. Arthur e che mi auguro saranno anch’esse tradotte in italiano perché, vi assicuro, sono tutte davvero bellissime.

Un bel romanzo, che consiglio vivamente.

 

 

Kiki

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