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Recensione: “A qualcuno piace tiepido” di Runny Magma

Uno stripman. Una drag queen. E uno scambio di valigie che costringe al confronto col passato…

Sasha è un furioso cosacco della steppa, Ivan un candido Principe delle nevi. Sasha è uno stripman, Ivan una drag queen. In comune hanno solo il paese di origine e una famiglia adottiva, che si è fatta scappare il primo e non ha mai compreso il secondo. Questa sorta di fratellanza imposta non ha impedito loro di avvicinarsi negli anni più spensierati; l’amore non è riuscito a tenerli uniti in quelli più turbolenti. Ma, lasciando raffreddare una minestra riscaldata, il fumo che si sfalda rende più nitidi i ricordi, e forse mettersi l’uno nei panni dell’altro, a distanza di tempo, può rivelarsi metafora risolutiva, più che scherzo da canaglie…

Cari lettori di Romanticamente Fantasy, oggi torno a uno dei miei primi amori, i romanzi male to male, e vi racconto le mie impressioni sull’ultimo libro di Runny Magma, A qualcuno piace tiepido, uscito nel gennaio 2016 in self publishing.

Diciamo subito che questo è il quarto volume di una “serie” di autoconclusivi, e in ognuno dei romanzi incontriamo, magari anche solo per un cameo, alcuni dei protagonisti dei libri precedenti. Possono, però, essere letti anche singolarmente, perché ogni storia è ben separata e cammina per conto proprio.

Di tutti e quattro i libri questo è indubbiamente il più bello. In A qualcuno piace tiepido Runny ha composto una storia complessa, a tratti molto commovente, e ho notato, rispetto al primo volume, una positiva evoluzione dello stile di scrittura, che ora è limpido e mai pesante.

La storia narra, attraverso un’alternanza continua tra scene ambientate nel presente e flashback, le vicende di Sasha e Ivan, due bimbi russi adottati da una famiglia italiana quando avevano circa 10 anni. Li troviamo, all’inizio del libro, trentenni furibondi l’uno con l’altro dopo un acceso litigio, mentre corrono verso il locale dove si devono esibire in uno spettacolo. Ivan è infatti una Drag Queen, Miss Piumetta, e Sasha si esibisce invece come strip man, in tema 007, davanti a un pubblico di donne adoranti, inconsapevoli della sua omosessualità.

Bambini diversissimi allora e uomini distanti adesso, questi due ragazzi mi hanno catturato il cuore. La loro vicenda inizia come una commedia degli equivoci: durante la lite d’inizio libro si scambiano per sbaglio la sacca con i costumi di scena e si trovano, quindi, a dover gestire uno spettacolo inventato sul momento con un materiale che non appartiene loro.

Bimbi diversissimi perché sembrano figli di due universi paralleli. Principe delle steppe Ivan, biondo con gli occhi azzurri, studente e figlio modello; fiero Cosacco Sasha, nero nei colori e nell’anima, dissacrante, indolente nello studio e allergico alle regole.

Uomini distanti perché negli anni si sono persi in seguito a un litigio per il quale Sasha porta nell’anima un rancore e un astio immensi.

Non vi svelo nulla della trama, perché la struttura a flashback alza un po’ alla volta il velo sulla loro storia in una maniera assolutamente perfetta e commovente. Non sempre i libri di questo tipo sono facili da seguire per il lettore, ma in questo caso Runny è bravissimo a tenere desta l’attenzione, e il continuo avanti e indietro nel tempo stuzzica una curiosità quasi morbosa in chi legge.

Favolosi i personaggi comprimari, fra tutti spiccano le Drag Queen che ho amato nei libri precedenti: Marilyn Mon Rot, Helen de Troyes e soprattutto Duchessa, che mette per bene lo zampino nella storia tra Ivan e Sasha. Tre “fate madrine” un po’ particolari, che tifano per i due ragazzi perché, in fin dei conti, l’amore deve trionfare sempre, sennò che gusto c’è?

«Oh maremmina!» sbottò Helen, allargando le braccia e mettendo in pericolo tutto quanto stava in bilico in quello stanzino di fortuna. «Ti stiamo appunto dicendo che se nemmeno ci provi non puoi saperlo.»

«Ma con questo scambio mi odierà ancora di più.»

«Bambina…» riprese Duchessa, in tono materno, continuando a truccarsi. «Da quanto ce ne hai parlato, mi sa che ormai lo conosciamo meglio di te.» Ficcò un dito nel cerone da riporto e cominciò a mascherare i bordi dei pezzetti di lattice. «Se Mister Orgoglio e Passione Selvaggia non avesse accettato la nostra sfida, a quest’ora sarebbe già venuto qui a riprendersi quanto tu non hai ancora iniziato a provarti.»

A quello non aveva pensato…

O mammina…

Quindi significava che Sasha avrebbe inscenato uno strip vestito da donna?

Gli scappò una risata. «Siete diaboliche.» E poi se lo immaginò lì, con la sua roba, il vestito, la parrucca, le zeppe… la borsa…

La sacca che i due protagonisti si scambiano assume in fretta connotazione metaforica di “valigia dei ricordi”: ricordi che un po’ alla volta ci vengono svelati, mentre nei camerini prosegue la vestizione, atto reale ma profondamente simbolico, attraverso il quale Sasha e Ivan riescono, finalmente, a mettersi l’uno nei panni dell’altro.

Una storia leggera solo in apparenza, costellata di sensibilità ma anche divertentissima, da leggere con accento toscano e con un buon bicchiere di rosso a mo’ di conforto.

Inutile dire che la consiglio a tutti!

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Uno stripman. Una drag queen. E uno scambio di valigie che costringe al confronto col passato… Sasha è un furioso cosacco della steppa, Ivan un candido Principe delle nevi. Sasha è uno stripman, Ivan una drag queen. In comune hanno solo il paese di origine e una famiglia adottiva, che si è fatta scappare il primo e non ha mai compreso il secondo. Questa sorta di fratellanza imposta non ha impedito loro di avvicinarsi negli anni più spensierati; l’amore non è riuscito a tenerli uniti in quelli più turbolenti. Ma, lasciando raffreddare una minestra riscaldata, il fumo che si sfalda…

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Voto Kiki 4

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Ilaria

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