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Recensione: “Puoi fidarti di me” di Leisa Rayven

Trama

La forza dell’amore vince sempre. Tranne quando manda in pezzi tutto. Cassie e Ethan si sono conosciuti, poco più che ventenni, all’Accademia d’Arte di New York: elettrizzanti ed esplosivi sulla scena, complicati e riservati dietro le quinte. Travolti da un’attrazione che li ha avvicinati sin dal primo istante. Si sono amati. Si sono spezzati il cuore.
È passato qualche anno ed Ethan di nuovo ha mandato all’aria tutto: ora deve convincere Cassie di essere cambiato, di essere finalmente l’uomo che lei merita. Cassie, però, non ha dimenticato, e alle sue orecchie le promesse di Ethan suonano come minacce.
Lui per convincerla è disposto a tutto: le offre uno sguardo sulla sua parte più nascosta, permettendole di leggere i suoi diari scritti all’epoca del college. Ma come può Cassie concedergli un’altra possibilità sapendo che potrebbe distruggerla di nuovo?
Come se non bastasse, i due si ritrovano a recitare insieme in uno spettacolo romantico e sensuale, che mette a dura prova i loro istinti più inconfessabili, annullando ogni razionalità. Il copione sembra ripetersi: se Romeo e Giulietta li ha fatti avvicinare, questa nuova pièce rischia di distruggerli una volta per tutte.
Shakespeare una volta ha scritto: “Mai è stato liscio il corso del vero amore”. Sembra proprio che quella frase sia stata pensata per Ethan e Cassie…

Recensione

Mi ritengo, in qualche modo, una privilegiata. Avendo letto “Cancella il giorno che mi hai incontrato” non molto tempo prima dell’uscita di “Puoi fidarti di me”, non ho dovuto far altro che attendere pochi giorni.
Ci tengo davvero molto a rendere omaggio al titolo originale “Broken Juliet”, che è qualcosa di eccelso, oltre la semplice perfezione.
Leisa Rayven, infatti, interrompe la narrazione della storia di Ethan e Cassie proprio sul più bello. Si sente bussare alla porta e poi… e poi? Pagina bianca. Se fossi stata costretta ad attendere un anno, come spesso accade nelle serie, avrei anche potuto bruciare il libro.
Ero un groviglio di emozioni. Volevo sapere cosa era successo sei anni prima e cosa sarebbe accaduto nel presente, disperatamente anelavo che tutto si risolvesse nel migliore dei modi. Ma, come dice l’autrice, “Comprensione significa assoluzione? No, e non dipende da noi.” (Mi sono presa delle piccolissime libertà nel riportare la frase, ma è abbastanza fedele).
Il secondo volume della serie ‘Starcrossed’ inizia con uno degli incipit più belli che io abbia mai avuto l’onore di leggere:

In Giappone esiste una tecnica chiamata kintsugi, che consiste nel riparare preziosi vasi di ceramica con l’oro. Le crepe restano visibili, ma proprio per questo il risultato è ancora più bello. È un concetto che mi ha sempre affascinato. Troppo spesso nascondiamo le nostre cicatrici, come se persino la minima incrinatura rivelasse una debolezza. Identifichiamo le cicatrici con gli errori, e gli errori con la vergogna. E la perfezione diventa impossibile. La filosofia del kintsugi sostiene l’esatto opposto: Dalla tragedia può nascere la bellezza. Guardate le meravigliose crepe prodotte dall’esperienza.”

Pelle d’oca. Davvero. In questo romanzo ho trovato una serie di riflessioni che mi hanno tolto il fiato e preso la testa.
Adoro il modo in cui Leisa Rayven ci guida attraverso lo studio e la conseguente accettazione di difetti, imprecisioni, passati difficili. Non smette mai di dirci che siamo il prodotto di ciò che ci è successo, incredibili proprio per questo e non “nonostante”.
Sarebbe meraviglioso se fosse così semplice, ma spesso dobbiamo percorrere una strada lunga e tortuosa per prendere coscienza del nostro valore, soprattutto se la sofferenza è stata tanta.

Mi è capitato spesso di sentire qualcuno dire: “Ho il cuore spezzato”, eppure finora non avevo mai compreso il vero significato dell’espressione. Com’è possibile che un sentimento, qualcosa che non ha né massa né forma se non quella che noi gli diamo, sia capace di avvilupparsi intorno al cuore come un serpente e stringerlo finché ogni valvola e ogni ventricolo non fanno male? Finché persino il sangue non si trasforma in un groviglio di filo spinato? È assurdo.”

È capitato a tutti di non poter distinguere il dolore fisico da quello emotivo, incredibilmente collegati senza sapere come.
Ethan e Cassie si rincorrono. Prima lei cercava di convincere Holt che valeva più di quanto egli pensasse e che dovesse dare una possibilità a loro due. Evidentemente, non è riuscita a ottenere, nell’immediato, quel risultato, ricavandone ferite profondissime.

Batto la mano sul letto, frustrata. Detesto le lacrime calde che mi scendono lungo le guance. «Io ti amo, stronzo! Dove sta scritto che per proteggermi devi spezzarmi il cuore?»”

Poi la situazione si ribalta – nel presente – ed è lui a rincorrere lei, cercando di lenire e, se possibile, guarire le ferite che lui stesso le ha inferto.
A volte mi chiedo quanta sofferenza possa sopportare il nostro cuore, m’immedesimo in questi personaggi e vorrei urlare che non è possibile, che questo dolore è inutile e che non possiamo ignorare i nostri sentimenti e autoinfliggerci pene simili.
Mi piace che l’autrice abbia deciso di intensificare il percorso emotivo della storia, che sia stata in grado di donarmi emozioni così vivide.
Certo, la tensione erotica è palpabile anche in questo libro, ed è proprio grazie al forte coinvolgimento che ho provato che ho potuto assaporarla e degustarla adeguatamente.

«Lo senti?» bisbiglia. «È questo che ci spinge a ritrovarci sempre, nonostante tutto ciò che abbiamo passato. È per questo che dovevo cambiare, ed è per questo che tu non puoi andartene, anche se sei ferita. È il modo in cui ci perdiamo l’uno nell’altra, il modo in cui il battito del mio cuore si confonde con il tuo. Ogni volta che siamo insieme seguiamo un ritmo perfetto. È questa la nostra essenza. Il sesso non c’entra.»

[…]

«Ma…»

«Niente “ma”. Se davvero la nostra storia si basasse solo sul sesso, pensi che avremmo passato tutto questo? Il sesso è facile, è un bisogno da soddisfare… Per quanto mi piaccia fare l’amore con te, però, ciò che voglio non è così semplice. È incasinato e complicato, e talmente pieno di passione che non ho la più pallida idea di come gestirla. Eppure troverò un modo, perché ti amo. Amare è difficile, ma ne vale la pena. Per te. Spero che un giorno ti renderai conto che anche per me ne vale la pena.»”

La lettura è stata, insomma, molto piacevole, scorrevole ed emozionante. Ho continuato ad apprezzare moltissimo lo stile narrativo dell’autrice anche in questo secondo romanzo. La sua capacità di mixare ironia, sensualità e momenti strappalacrime, aggiungendo pensieri che ti spingono a riflettere, spesso con metafore e riferimenti alle opere teatrali che interpretano i suoi personaggi, sono qualità che ho gradito davvero.
Non so voi, ma io inizio a pensare che Leisa Rayven sia un nome che garantisce una buona storia. Chissà se riuscirà a farci amare allo stesso modo anche i protagonisti del terzo volume, che non saranno più Ethan e Cassie, ma Elissa (la sorella di Holt – vi era familiare il nome, vero? Liam.
Questa volta, mi toccherà aspettare.

Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Recensione a cura di:

Nyha

Editing a cura di:

Tayla

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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