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Recensione “Per i pomeriggi di pioggia” di R.J. Scott (Il curioso ricettario di Nonna B #1)


Robbie MacIntyre gestisce un piccolo ufficio postale nel vecchio edificio di quella che era una stazione ferroviaria nella periferia della sonnolenta Barton Hartshorn, a nordovest di Londra. Rimane sbalordito quando la proprietaria, Maggie, una sua cara amica, gli lascia in eredità non solo l’ufficio postale, ma anche l’intera stazione.
Il resto dell’eredità va a uno scrittore americano, Jason Young. Quando l’uomo si trasferisce nel paesino, Robbie rimane frastornato dall’attrazione che prova per la persona che avrebbe più diritti di lui sulla stazione.
A quel punto compare una scatola, che contiene varie prime edizioni rare e un ricettario. Tutto inizierà ad avere un senso solo quando gli ingredienti segreti di una particolare ricetta saranno finalmente svelati, portando alla luce un amore che si è interrotto settant’anni prima.

La fine era arrivata all’improvviso. Maggie non era venuta al suo incontro di chiacchiere e torta del giovedì, ma era passata a trovarmi il venerdì seguente e mi aveva detto a bruciapelo che il suo tempo era scaduto e che a novantun anni aveva fatto la sua parte. Aveva lasciato la stazione e l’aveva legata a un qualche tipo di strano contratto di proprietà per il futuro, e quel lascito era importante per lei tanto quanto le sue creature. L’avevo ascoltata senza parlare, e ogni parola si era annodata dentro il mio cuore a formare un’assurda palla di dolore, ed era rimasta proprio così. Il giorno in cui avevamo seppellito Maggie Simmors era stato soleggiato e luminoso. Le quattro settimane passate da allora erano state le più strane della mia vita. Non avevo un ragazzo al momento. Anzi, se dovevo proprio essere onesto con me stesso, non ne avevo uno vero da oltre un anno. L’ultimo Josh, basso, biondo e subdolo, era stato quello che mi aveva fatto passare la voglia di uomini per un’eternità.

Robbie MacIntyre è solo un ragazzo appena uscito dall’università, e che ancora non sa bene come proseguire la sua vita, quando Maggie, un’attempata signora gli offre la possibilità di gestire l’ufficio postale con annessa caffetteria e negozio, nel piccolo paesino rurale Barton Hartshorn, dove il giovane è nato. Ora dopo più di dieci anni, non si è mai pentito di avere accettato, il lavoro è leggero e piacevole e gli offre anche la possibilità di continuare a dipingere, oltre che un alloggio gratis nello stesso stabile. Maggie negli anni è diventata per lui come una nonna, e Robbie ama molto i pomeriggi che lei e le sue attempate amiche passano nella caffetteria, raccontandosi cose del passato e coinvolgendolo nelle loro vite. Noi facciamo la conoscenza del protagonista dopo la morte di questa simpatica signora di 91 anni che lascia in Robbie un grande vuoto, e anche l’incertezza di non sapere se ha ancora un lavoro. Maggie, infatti, era la proprietaria dell’intero stabile, e nessuno sa, quali siano le disposizioni del suo testamento. È solo dopo alcune settimane che davanti all’ufficio postale, un taxi fa scendere un giovane scrittore americano che si rivela uno degli eredi di Maggie, a lui la donna ha lasciato la sua casa, mentre l’ufficio postale l’anziana signora l’ha intestata a Robbie. Fra i due giovani si instaura una sincera amicizia, e il ritrovamento di una scatola piena di libri e ricordi, permetterà loro di svelare parte del passato di Maggie e la sua romantica storia d’amore; mentre uno strano ricettario e una deliziosa torta di mele, permetterà loro di esternare i propri sentimenti.

Questo è il primo libro della serie: Le ricette di nonna B, in ordine cronologico, ma da noi altri due libri sono già stati pubblicati. La serie è composta da libri autoconclusivi, scritti da autori diversi, che hanno come filo conduttore un ricettario, che al momento opportuno regala speciali ricette di manicaretti che sembrano in grado di influenzare decisioni, e regalare l’amore ai protagonisti. Le storie di questa serie sono molto semplici, con trame che non presentano situazioni particolari o intricate, ma, almeno nei precedenti episodi ,avevo trovato una grande cura nel tratteggiare i protagonisti. In “Per i pomeriggi di pioggia” invece, molte cose degli stessi protagonisti rimangono nel vago. Poco sappiamo dell’innamorato di Maggie, di Jason sappiamo che ha un fondo fiduciario e vive in un appartamento su Central Park, ma niente della sua famiglia o del perché i soldi non siano per lui un problema, e niente ci viene raccontato della sua bisnonna, nonostante fosse la sorella di Maggie. Riusciamo a scoprire molto di Robbie, invece, perché è lui che narra la storia ma Jason rimane quasi un mistero, e il personaggio che risalta di più è quello presente solo in spirito: Maggie. Maggie che conosciamo attraverso i segreti del suo passato e le lettere che ha lasciato ai due ragazzi, una donna che in un attimo di estremo dolore ha allontanato ciò che era rimasto della sua famiglia, vivendo il resto della sua vita in solitudine, troppo orgogliosa per tentare di rimediare. Anche la storia d’amore appare flebile, anche se dolce, tutto è molto affrettato, e nel complesso non è un libro che mi abbia particolarmente entusiasmato. È carino, si legge in modo scorrevole, ma non rimarrà impresso a lungo nella mente del lettore. Una storia ben confezionata ma niente più.

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Robbie MacIntyre gestisce un piccolo ufficio postale nel vecchio edificio di quella che era una stazione ferroviaria nella periferia della sonnolenta Barton Hartshorn, a nordovest di Londra. Rimane sbalordito quando la proprietaria, Maggie, una sua cara amica, gli lascia in eredità non solo l’ufficio postale, ma anche l’intera stazione. Il resto dell’eredità va a uno scrittore americano, Jason Young. Quando l’uomo si trasferisce nel paesino, Robbie rimane frastornato dall’attrazione che prova per la persona che avrebbe più diritti di lui sulla stazione. A quel punto compare una scatola, che contiene varie prime edizioni rare e un ricettario. Tutto inizierà ad…

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