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Recensione: “Pezzo dopo Pezzo” di Teodora Kostova (West End Vol. 3)

A volte, prima di raggiungere la superficie, devi toccare il fondo…
Durante gli ultimi dieci anni, la vita di Riley Davies è stata oscurata dalla tragica morte del suo partner. Mentre oscilla tra lo stordimento indotto dall’alcol, la depressione clinica e gli affari a cui dedica tutto il suo tempo e le sue energie, Riley non crede, né spera, che un giorno la sua vita possa tornare a essere degna di essere vissuta.
Questo finché Sonnie Frye non si presenta nel suo negozio d’abbigliamento e cambia la sua vita per sempre.
Sonnie è un uomo a cui piace ottenere quello che vuole, quando lo vuole. Ha lavorato sodo per diventare il capo del reparto costumi del teatro Queen Victoria, guadagnandosi nel mentre molti premi e parecchi clienti importanti. È abituato a pensare prima di tutto ai propri bisogni, obiettivi e desideri, e non è disposto a compromettere la propria felicità per nessuno.
Questo finché non incontra un affascinante negoziante che lo guarda con occhi così tristi, da colpirlo subito al cuore.
Quando si rende conto di quello che vuole, Sonnie decide di entrare nella vita di Riley e, preferibilmente, nel suo letto, ma presto scopre che l’impresa non è facile quanto sembra. Per la prima volta nella sua vita, potrebbe dover mettere i bisogni di qualcun altro prima dei suoi e chiedersi quali siano le cose davvero importanti.
Riusciranno questi due uomini a stare insieme, superando le differenze che li dividono e tutti gli altri ostacoli che la vita metterà sul loro cammino? O questo si rivelerà troppo per loro, sconvolgendoli nel profondo e distruggendo tutto ciò che hanno ottenuto con un duro lavoro?

Dieci anni. Erano passati dieci anni da quando Richard era morto e Riley si era rassegnato al fatto che non avrebbe mai più amato nessuno altro, che non si sarebbe mai più svegliato accanto a un altro uomo, che non avrebbe mai più condiviso una parte di se stesso con nessun altro. Perché quando lo facevi, quando davi di tua spontanea volontà una parte di te stesso a qualcun altro, quella parte moriva, quando l’altro se ne andava. Rimanevi una persona a metà, merce danneggiata, un cestino di prodotti in svendita da cui nessuno voleva comprare nulla.”

Sonnie e Riley si conoscono tramite Penn, il giovane stilista (protagonista del libro precedente di questa serie, “La maschera”), il giorno in cui, alla ricerca di una stoffa particolare, il giovane porta Sonnie nel fornitissimo negozio di merceria di proprietà di Riley. Sonnie è il talentuoso costumista del teatro Queen Victoria, una vera primadonna che ha sempre pensato prima di tutto alla sua arte e alla sua carriera. Eppure, appena posa gli occhi su quest’uomo maturo che ha gli occhi più tristi che abbia mai visto, sente per lui un’attrazione irresistibile. Anche Riley rimane molto colpito dal ragazzo, ma se pensate ad un amore travolgente che nasce nel giro di una pagina, sbagliereste davvero.

Riley ha perduto l’uomo della sua vita dieci anni prima e da allora si limita alla mera sopravvivenza. Non vive, esiste e basta. Non frequenta nessuno tranne Penn, il giovane uomo che è riuscito a diventare suo amico. Non esce, e nel suo passato, dopo la morte di Richard, c’è un periodo oscuro e spaventoso che a distanza di anni non è mai riuscito a superare. Sonnie percepisce tutto questo, e il suo desiderio di conoscerlo e di avere Riley nella sua vita, lo porta a cercare prima di tutto la sua amicizia, rispettoso del suo dolore, dei suoi momenti cupi, e facendo proseguire la loro relazione con i suoi tempi. La prima parte di questo libro è dolcissima, meravigliosa e delicatissima, e mi sono innamorata perdutamente di Sonnie. Sonnie che organizza pic-nic, visite a mostre d’arte, serate a teatro, passeggiate per mercatini, e che piano piano riporta Riley alla vita. Sonnie che di fronte ai terribili incubi che ancora devastano le nottate di Riley, si rende conto veramente di quanto ancora soffra quest’uomo gentile, e per un attimo si interroga sul sentirsi pronto ad affrontare tutti i problemi che una relazione con Riley comporterebbe, e immediatamente dopo si dà questa risposta:

Non aveva importanza se Sonnie fosse abbastanza forte o no, era già troppo tardi per decidere. Era innamorato di Riley e l’avrebbe trascinato fuori dall’acqua ogni volta che avesse rischiato di annegare, tutte le volte che ne avesse avuto bisogno.”

E nel baratro della sua disperazione, Riley ricadrà più volte. Persino Penn, che conosce entrambi, mette in guardia Sonnie dai problemi che dovrà affrontare; ma alla domanda di Penn: “come farai per rimettere insieme i pezzi di quest’uomo spezzato?”, la tranquilla risposta è “Un pezzo alla volta”. Se il personaggio di Riley più di una volta sfiora l’egoismo, quello di Sonnie è assolutamente stupendo: amore, rispetto e comprensione ne fanno l’innamorato perfetto.

Ma se la prima parte mi ha incantata e mi ha fatto leggere pagine su pagine con occhi a cuoricino, ecco che a un certo punto il calcare la mano sul dolore di Riley è diventato davvero eccesivo, e alcune piccole cose mi sono apparse anche incomprensibili: Riley tiene in un armadio una scatola piena di ricordi di Richard, che ad ogni anniversario tira fuori, passando la giornata a piangere su quei ricordi. Ma dopo aver vissuto gran parte dei suoi quarantadue anni con lui, ha troncato ogni rapporto con Alice, sua sorella. Una giovane donna che tenta invano di riallacciare i rapporti, perché lo considera ancora parte della sua famiglia e lo rivuole nella sua vita. Alice ha sempre amato il compagno del fratello, ma per lui, vedere nel suo viso i lineamenti di Richard è insopportabile, nonostante lei in qualche modo gli abbia salvato la vita.

Dopo tenere titubanze, Riley e Sonnie sono diventati una vera coppia: si amano, se lo dimostrano in ogni modo, ma Riley non riesce a lasciare andare Richard, finché un episodio non lo spingerà, finalmente, a intraprendere un viaggio in se stesso e capire che, a rimettere insieme i cocci della sua vita, può essere solo lui e lo deve fare da solo. Ma anche qui l’autrice si è lasciata andare all’eccesso, rendendo il viaggio troppo spirituale e sfruttando anche un cliché trito e ritrito. E per ultimo, (permettetemi una considerazione personale) durante questo viaggio, dove i due saranno separati per motivi che non voglio svelare, avranno la possibilità di comunicare raramente e lo faranno tramite email che finiranno sempre con la frase “Ti Amo”. E allora perché l’email? Se c’è un computer c’è anche una linea telefonica. E se ti posso dire ti amo dopo mesi, io voglio sentire la tua voce, te lo voglio comunicare sentendo la tua reazione e non spedendo una fredda email.

Pur con le mie perplessità e le piccole pecche, questo è un libro davvero bello, e la prima parte è deliziosa, con una scrittura fluida e piacevole. La caratterizzazione dei personaggi è unica e originale; personalmente non avevo letto i primi due libri della serie, ma sono andata subito a comprarli per scoprire di più dei personaggi che ho incontrato durante la storia e che sono stati i protagonisti di “Ballando” e “La Maschera”.

Consiglio questo libro a tutte le lettrici che amano vedere una storia d’amore evolversi, attimo dopo attimo, passando da una bella amicizia ad un sentimento potente; per gradi, un passo alla volta, con tutte le titubanze e i dubbi che accompagnano sempre sensazioni così forti. Ci sono persone che attraversano la vita senza incontrare mai l’altra metà della propria anima, e ce ne sono altre così fortunate da incontrarne addirittura due. E per quanto mi riguarda, un po’ meno dolore, un po’ meno eccesso, e questo sarebbe stato davvero un libro perfetto.

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