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Recensione: “Panni sporchi” di Heidi Cullinan (Serie Tucker Springs n. 3)

Il vero amore non sempre scorre dritto come un fiume limpido. Ma a volte sporcarsi è già metà del divertimento.

Adam Ellery, dottorando in entomologia, incontra Denver Rogers, una massa di muscoli sexy, il quale senza grande sforzo si sbarazza dei confratelli ubriachi che stanno dando fastidio ad Adam nella lavanderia automatica di Tucker Springs. I ringraziamenti si trasformano presto in flirt, e poi, per la gioia di Adam, in sesso rovente consumato sul tavolo della lavanderia.

Anche se il suo lavoro come buttafuori in un bar gay gli concede sempre ampia scelta tra svariati secchioni sexy, Denver non riesce a togliersi il ragazzo dalla mente. Adam sembra aver bisogno di giocare pesante, proprio come Denver, ed è difficile dire di no a un’accoppiata così perfetta.

Ma Adam non è solo timido: soffre di disturbo ossessivo-compulsivo e di ansia, problemi che hanno rovinato la sua precedente relazione. E sebbene Denver sia in grado di sollevare un mucchio di studentelli come fossero pesi liberi, ha alle spalle un passato di abusi e, inoltre, prova terrore all’idea di prendere il diploma. Né Denver né Adam hanno voglia di mettere in mostra i propri panni sporchi, ma per poter stare insieme dovranno vuotare il sacco.

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola Panni Sporchi, ed è il terzo volume della serie Tucker Springs, scritta a più mani da tre delle maggiori autrici americane di male to male romances, LA Witt, Marie Sexton e Heidi Cullinan.

Nella piccola città del Colorado che da il nome alla serie, sono ambientate alcune delle storie male to male più belle che abbia mai letto: grazie ad una forte dose di realismo che non scade mai nel banale, le tre autrici sono sempre riuscite, fino ad ora, a creare dei piccoli capolavori. Di libro in libro ho letto di uomini spezzati che avevano bisogno di ricostruirsi, ma anche del modo più semplice in cui riuscivano a farlo, cioè attraverso l’amore. Non si legge di personaggi strani o sopra le righe, a Tucker Springs abitano ragazzi normali che, giorno per giorno, imparano a mettere insieme i pezzi delle loro vite.

I protagonisti di questo terzo capitolo sono Denver Rogers, buttafuori di una discoteca, e Adam Ellery, giovane dottorando di Entomologia.

L’autrice di questo libro, Heidi Cullinan, nella prefazione ammette come la storia di Adam e Denver, inizialmente, dovesse occupare solo lo spazio di una novella. Beh, io sono molto felice che, invece, ci abbia voluto regalare un libro intero, perché mi è piaciuto tantissimo!

Come già era capitato nei precedenti volumi, anche in questo la malattia ed il disagio la fanno da padrone. Incontreremo quindi Adam, alle prese con un gravissimo disturbo ossessivo compulsivo che stravolge quotidianamente la sua vita e che, a sentire lui, è stato la causa della fine della sua precedente relazione. E faremo la conoscenza di Denver, che deve venire a capo delle stranezze del suo amante e mettere in regola la sua vita. Si incontrano in una lavanderia a gettone, e sarà attrazione a prima vista per entrambi.

Quello che potrebbe sembrare, inizialmente, un romanzo noioso e banale, è retto tutto dai caratteri dei protagonisti, che sono tratteggiati benissimo, nella loro immensa diversità. Anche fisicamente sono agli antipodi: studioso magrolino e con gli occhiali, Adam, alto e muscoloso amante del fitness, Denver. Che coppia, anche sotto le lenzuola!

Ma perché “panni sporchi”? L’autrice è bravissima a giocare con il titolo, già come era capitato nel secondo volume della serie: i panni da lavare sono quelli che hanno unito Denver ed Adam, ma sono anche quelli dei loro segreti inconfessabili, pesanti scheletri nell’armadio che rischiano di far naufragare la loro relazione.

Bellissimo l’approccio della Cullinan al disturbo ossessivo compulsivo: ne parla senza mezzi termini, descrivendo gli attacchi di panico in maniera dettagliata e dolorosa, ma c’è un pezzo, in particolare, che mi ha commossa, e voglio farvelo leggere. A parlare è Sig, il terapeuta di Adam, che, un poco alla volta, gli indica come visualizzare l’attacco d’ansia che sta arrivando, per imparare non solo a contenerlo, ma ad utilizzarlo al meglio:

«Sei bravo ad accettare che la tua ansia sia parte di te, ma vorrei che provassi un diverso approccio visuale. Hai detto di non averne uno, ma dalle informazioni che ho raccolto, so che vedi il tuo disturbo come un peso attaccato al collo. Vorrei che provassi una cosa diversa, che vedessi i tuoi disturbi come una mandria di cavalli.»

Adam aggrottò le sopracciglia. «Cavalli?»

Lui annuì. «Sì. Puoi vederli come una coppia, l’ansia e il disturbo ossessivo-compulsivo, che trainano il tuo calesse, oppure come un gruppo che raccoglie le incarnazioni di tutto ciò contro cui lotti mentre viaggi in direzione della festa da ballo. Quello che preferisci. Ma prova con i cavalli. E… riesci a indovinarne il motivo?»

Adam dovette pensarci su, ma per poco. «Perché mi conducono.»

«Sì, perché ti conducono, ma con un po’ di cura, puoi condurli tu. Dovrai spostarti usando i cavalli-ansia, questo non puoi cambiarlo. Quello che puoi cambiare è la tua percezione di essi. Ti attacchi alle loro criniere e urli finché non corrono via imbizzarriti? Li porti a una velocità per te gradevole? Ti prendi cura dei tuoi cavalli e li spazzoli? Metti loro un morso doloroso, oppure qualcosa di soffice per le loro bocche sensibili?»

Supportato da comprimari favolosi, e scene hot veramente toste, questo terzo libro non mi ha deluso. A questo punto aspetto il prossimo, perché la serie Tucker Springs mi sta piacendo tanto!

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Il vero amore non sempre scorre dritto come un fiume limpido. Ma a volte sporcarsi è già metà del divertimento. Adam Ellery, dottorando in entomologia, incontra Denver Rogers, una massa di muscoli sexy, il quale senza grande sforzo si sbarazza dei confratelli ubriachi che stanno dando fastidio ad Adam nella lavanderia automatica di Tucker Springs. I ringraziamenti si trasformano presto in flirt, e poi, per la gioia di Adam, in sesso rovente consumato sul tavolo della lavanderia. Anche se il suo lavoro come buttafuori in un bar gay gli concede sempre ampia scelta tra svariati secchioni sexy, Denver non riesce…

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