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Recensione: “Ossidiana Nera” di Victoria Quinn (Serie Ossidiana #1)


Mi trovavo al bar ad aspettare un amico, quando accadde.
Quando la mia esistenza cambiò per sempre.
Entrò la donna che avevo desiderato per tutta la vita. Bellissima. Impeccabile. Perfetta.
Seppi che dovevo averla.
E prima della fine della serata, sarebbe stata mia.
La mia prossima sottomessa.

Delle candele illuminavano la tovaglia, e un piccolo vaso di rose faceva da centrotavola. Non ero un tipo da cena, corteggiamento e fiori—ma l’avrei fatto per lei. Ci sarebbe voluto del tempo per farla aprire e far sì che considerasse la mia offerta. Dal momento che ero un personaggio famoso nella comunità, non potevo permettermi che spifferasse in pubblico la verità sulle mie abitudini. La cosa avrebbe rovinato la mia reputazione e gettato infamia sull’organizzazione per la costruzione della quale avevo speso gli ultimi sette anni della mia vita. Le persone che avrebbero sofferto di più sarebbero state quelle bisognose, compresi i miei impiegati. Lei arrivò puntuale, e mi trovò seduto sul retro. Mi alzai in piedi per salutarla. Indossavo dei pantaloni e una camicia blu scuro. Evitai giacca e cravatta perché erano troppo formali per me. Evitavo di indossare un completo ogni volta che potevo—troppo freddo e affettato. Lei aveva indosso un vestito corto nero con un’ampia scollatura sul davanti. Quando fosse stata abbastanza vicina, avrei potuto intravvedere il solco tra i suoi seni. La prima volta che l’avevo vista al bar, non avevo sbirciato perché avevo cercato di essere educato. Ma ora che si era vestita in quel modo per la seconda volta, accolsi il suo invito e guardai—non curandomi nemmeno di nasconderlo. “Sei bellissima.” “Grazie.” Si tolse il cappotto nero e lo appoggiò sullo schienale della sua sedia. Spostai la sedia per lei, trattandola esattamente nel modo in cui voleva essere trattata. Pur senza sapere molto su di lei, avrei potuto dire che era una brava ragazza. Voleva il rispetto che meritava e si aspettava che un uomo la trattasse come una regina. Avrei potuto trattarla come una dea. Ma volevo qualcosa in cambio.

Calloway è ricco, bello, ed è il proprietario di un grande club BDSM dove può sfogare la sua indole di dominatore. Ma è anche il presidente di una grande associazione filantropica, con cui spera di riparare ai grandi torti fatti da uomini come suo padre, e finora si è sempre considerato, se non felice, molto soddisfatto. Eppure tutto improvvisamente cambia, quando in un bar Calloway incontra la donna che diventerà la sua ossessione: Rome Moretti. La ragazza infatti, scambiandolo per l’uomo che ha fatto soffrire la sua amica, che in realtà è seduto di fianco a lui, non esita a schiaffeggiarlo a lungo, insultandolo. E, da quel momento, per Calloway non esiste altro che il suo desiderio di avere quella giovane così piena di passione ai suoi piedi, legata al suo letto. Per ottenerlo, è disposto ad aspettare, seducendola, coinvolgendola in un gioco di sensualità, che la porterà, questa è la sua speranza, ad accettare il suo mondo.

Sicuramente è difficile non accorgersi che ci sono rimandi ad altre serie erotiche, ma nonostante questo è un libro che si legge con piacere, apprezzando la scrittura scorrevole dell’autrice. Al contrario di quello che potrebbe apparire, questa, non è almeno in questo primo capitolo una storia di BDSM, l’argomento viene solo sfiorato quando si parla del club di Calloway e del suo passato. Gran parte del libro è incentrato sui due protagonisti che, un capitolo per uno, si raccontano, rivelando i loro desideri e piccoli sprazzi del loro passato.

Entrambi hanno alle spalle un’ infanzia fatta di abusi e crudeltà. Rome ha dovuto imparare molto presto a difendersi ed essere indipendente, il suo carattere forgiato da cattiverie e fame, la porta ad essere estremamente risoluta nella decisione di non permettere più a nessuno di comandarla. E questo naturalmente amplifica a dismisura il desiderio di Calloway di sottometterla e spezzarla. Due personalità molto simili che hanno desideri diversi: Rome vorrebbe in cuor suo la famiglia che non ha mai avuto, Calloway la desidera intensamente, ma nella sua vita non è prevista, né ora né mai, una relazione seria. Entrambi hanno ancora moltissimi segreti l’uno per l’altra, e la loro relazione al momento è fatta di passione e sesso alla vaniglia.

Tutto può ancora avvenire, e al lettore non rimane che l’attesa del prossimo capitolo per vedere chi dei due riuscirà a prevalere, se fosse una partita al momento il punteggio sarebbe Rome 2 – Calloway 0, ma la sensazione è che le cose stiano per mutare.

Due protagonisti ancora tutti da scoprire che fanno intuire molte sfaccettature, personaggi di contorno interessanti ed ambigui, scene di sesso che risultano coinvolgenti. Questo primo libro risente di qualche rallentamento, ma nel complesso mette le basi per una storia che si prospetta intrigante, e mi incuriosisce molto scoprire cosa farà Rome, che non ha davvero nessuna delle caratteristiche di una sottomessa.

A cura di:

 

 

Mi trovavo al bar ad aspettare un amico, quando accadde. Quando la mia esistenza cambiò per sempre. Entrò la donna che avevo desiderato per tutta la vita. Bellissima. Impeccabile. Perfetta. Seppi che dovevo averla. E prima della fine della serata, sarebbe stata mia. La mia prossima sottomessa. Delle candele illuminavano la tovaglia, e un piccolo vaso di rose faceva da centrotavola. Non ero un tipo da cena, corteggiamento e fiori—ma l’avrei fatto per lei. Ci sarebbe voluto del tempo per farla aprire e far sì che considerasse la mia offerta. Dal momento che ero un personaggio famoso nella comunità, non…

Score

Voto Lucia63 4

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baby.ladykira

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