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Recensione: “Nike e la luce dell’Imperatore” di Tiziano Baroni

 

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La guerra è alle porte…

Non è facile vivere in queste terre al giorno d’oggi…

Con Omis era diverso… Con lui le cose andavano diversamente… Quando l’Impero era giovane, e le terre da conquistare erano di più, e la sua parola diventava l’unica verità, poi legge, poi leggenda…

Le armate dell’Imperatore sono pronte a partire, a marciare verso Sud per portare la parola dell’Impero là dove più c’è bisogno…

Se tutto va come ho previsto, a breve il grande disegno diverrà realtà, ma non sempre tutto va secondo i piani, le forze in campo sono molteplici, e per quanta esperienza io abbia, non sempre tutto va come deve andare…

Sebbene nessuno possa prevedere l’esito di una guerra tra uomini, gli Umani non sono gli unici su queste terre a voler dire da loro…

Nuove reclute verranno mandate al macello, come ogni anno… E l’unica certezza che ho, è che Nike sarà tra queste…

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Ho cominciato questo libro incuriosita dalla lettura del capitolo in anteprima: nonostante due piccole inesattezze, il prologo mi ha attratto irresistibilmente. Mi ricordava altri fantasy dai toni cupi e non in senso negativo: sono sempre alla ricerca di letture ambientate in contesto fantastico che descrivono società non proprio ideali, rigide e più o meno dittatoriali, per scoprire come viene affrontato l’argomento e come i personaggi, in genere sono spiriti liberi, si muovano all’interno del loro ambiente.

L’impero immaginato dall’autore mi è piaciuto: creato da un primo imperatore ormai leggenda, mantenuto con la mano di ferro, fa della sua potenza militare il suo scopo più importante. L’esercito è diviso in armate con peculiari caratteristiche (cavalieri e arcieri, maghi, truppe d’assalto) che devono comunque collaborare per un fine unico.

Nike e la luce dell’Imperatore” si concentra su Nike, un ragazzo orfano dalle misteriose origini, che suo malgrado diventerà un soldato dell’immenso esercito imperiale.

La sua vita è caratterizzata da duri addestramenti e punizioni e, soprattutto, dalla solitudine data da non condividere i dogmi dell’Impero dove vive.

Fin dall’inizio non si capisce per quale ragione sia inviso, non solo al suo addestratore Hogar – al quale spesso si ribella –che a gran parte dei suoi coetanei. Nonostante ciò, il suo destino non sembra quello più prevedibile.

Diventato membro di un esercito che si muove per una guerra, si trova a essere una pedina di una scacchiera manovrata da qualche misteriosa forza. Ha visioni, dimostra capacità inaspettate. Intorno gli viene costruito un alone di mistero.

La trama presenta aspetti interessanti: cosa sta succedendo a Nike? Quali sono gli scopi dei comandanti delle varie armate che sembrano fare di tutto per ostacolarsi?

Ma… c’è un ma. L’idea, ricca e originale, non è sempre sviluppata nel modo migliore.

La storia si dipana in maniera confusa. Il tentativo di mantenere segrete delle informazioni diventa forzato in vari punti e i misteri non vengono mai del tutto svelati, lasciando l’impressione d’incompletezza. Anche se ci fosse un seguito, almeno una parte mi aspettavo fosse chiarita (se non altro per giustificare situazioni che altrimenti sono incoerenti).

Le relazioni tra i personaggi, e le loro emozioni, non sono approfondite, Arian, un coetaneo, diventa amico dopo essere stato nemico senza nessuna vera ragione; la rivalità con il caposquadra Jun è inspiegabile e ancora più inspiegabile è la comprensione e l’aiuto che gli dimostra il comandante dell’armata Eberon (che sembra ignaro dei maltrattamenti subiti da Jun).

I personaggi sono tantissimi. Arian, il migliore amico di Nike, è un mago, curioso e attratto da misteri ed avventura e si presenta sfaccettato e contraddittorio come spesso sono le persone vere. Namn, sorella e comandante dell’armata Azzurra è una figura femminile forte, decisa e intraprendente. Gli altri personaggi invece hanno poco spessore, alcuni sono semplici comparse che vengono citate spesso, e sono privi di voce propria.

La narrazione è nel complesso corretta, anche se non scorre perfettamente, se si esclude l’occasionale uso improprio di verbi e aggettivi che fanno pensare a una scelta di sinonimi poco oculata e l’abuso di punti esclamativi nei dialoghi.

Ugualmente, si nota una ricerca di un’ambientazione complessa, con varie nazioni, con la creazione di una storia dell’Impero, terreno fertile per una narrazione di ampio respiro ricca d’intrighi, enigmi e magia e rimane comunque la curiosità di sapere cosa caratterizzi Nike, cosa lo renda speciale. Con alcune accortezze l’autore con queste basi può sviluppare un’interessantissima saga.

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Recensione a cura di:

Lucrezia

Editing a cura di:

Tayla

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Lady Arya

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