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Recensione: “More Than This” di Jay McLean

 

 

Mikayla ha diciott’anni e tutto ciò che alla sua età si possa desiderare: un fidanzato bello e attraente, dei genitori meravigliosi e un’amica del cuore. Ma quello che sarebbe dovuto essere un evento da sogno, il ballo del liceo, si trasforma per lei in un incubo: un tradimento e una tragedia che si abbatte sulla sua famiglia cancellano tutto ciò che ama, costringendola a diventare adulta all’improvviso. Ogni certezza le si è sgretolata tra le mani, non ha più punti di riferimento, nessuno su cui contare… Tranne Jake, appena incontrato, ma che con quei suoi occhi azzurro cielo sembra conoscerla da sempre. Il ragazzo si prende cura di lei giorno dopo giorno, tentando di rimettere insieme i pezzi del suo cuore infranto. Rispettando i suoi cupi silenzi e il suo dolore sconfinato. Amandola senza riserve. Ma Mikayla, che lo ricambia dal primo istante, cerca in ogni modo di mantenere le distanze per paura di soffrire ancora. Troverà la forza di cancellare definitivamente i fantasmi del passato e andare incontro al futuro? Dovrà riuscirci, se vuole ricominciare a vivere… e ad amare.

 

ATTENZIONE SPOILER!

Questa, care ragazze, non è assolutamente la Jay McLean di cui mi ero innamorata con “Tieni il mio cuore per mano”. Nossignore. Forse si tratta di un surrogato, di una scrittrice omonima o magari della sua versione ubriaca dopo aver tracannato dodici bicchieri di gin lemon con l’imbuto. Non è la Jay McLean che avevo apprezzato.

Non sapendo da dove cominciare, perché ho ancora le mani impantanate nei capelli per la frustrazione, tenterò di farlo dall’inizio. Dal crudele tradimento che la povera Mikayla subisce da parte del fidanzato Scott e della migliore amica Megan, davanti ai bagni di un locale, proprio la sera del ballo scolastico di fine anno. Ed è proprio qui che Kayla incontra Jake, un dolce e giovane cavaliere dall’armatura scintillante, che tenta di consolarla portandola in giro con sé e con la propria combriccola di amici.

Una combriccola di sfigati di cui fa parte Logan, che cambia ragazze come se fossero fazzoletti, Heidi, teenager dalla doppia personalità peggio di dottor Jekyll e Mr Hyde, il suo ragazzo Dylan, socievole quanto la porta basculante di un garage, Cam, più indelicato e inopportuno di una zecca e infine la fidanzata di quest’ultimo, Lucy, uno scaricatore di porto talmente preso dal suo kindle da portarselo in macchina, in discoteca, a cena fuori, mentre tromba sulle lenzuola, insomma… Ovunque! E guai a chi osa interromperla se deve finire di leggere l’ultimo capitolo! (Della serie: “Asociali di tutto il mondo riunitevi… e poi spostatevi, perché passo io”)

Dopo, arriva la solita slavina di tragedie che ovviamente seppellisce la povera Mikayla come se fosse uno sventurato sciatore in alta montagna. Un dramma urticante, (non pensate che io abbia sbagliato termine, perché mi ha fatto davvero venire il prurito da orticaria in tutto il corpo), che trasforma questa dolce fanciulla in una “senzatetto-senza famiglia”, sola e triste… per circa cinque secondi. Sì, ho detto cinque secondi, perché l’altruista Jake se la porta a casa, dandole vitto e alloggio per un tempo illimitato, pur essendo per lui una perfetta estranea. Tutto questo col benestare dei suoi caritatevoli genitori, talmente disponibili e di larghe vedute, che permettono al figlio adolescente di dormire e flirtare con la nuova inquilina, semi-sconosciuta, in mezzo a un turbine di estrogeni e testosterone che farebbe impallidire persino l’uragano Katrina. (A casa mia, sarebbero piovuti sventoloni come fiocchi di neve in pieno inverno).

Ora che l’incipit della trama è stato sintetizzato, a grandi linee, veniamo ai difetti di questo romanzo osceno. Vi sembravano finiti? Povere illuse, il bello deve ancora arrivare.

Prima critica: lo stile. Jay McLean ha una scrittura così rapida e scattante da obbligarti a passare alla scena successiva, senza ancora aver capito cos’è successo in quella precedente. Come quando mandi avanti un dvd utilizzando il tasto che velocizza la sequenza delle immagini, senza capire un tubo del film che stai guardando. I suoi capitoli sono talmente brevi e sintetici che l’illustre poeta Giuseppe Ungaretti si inchinerebbe al suo cospetto, in preda a una violenta crisi di autostima. Riuscendo a trasmettere meno emozioni di una lista della spesa.

Seconda critica: il rapporto-non rapporto tra Mikayla e Jake. Questo povero ragazzo, già innamorato pazzo (dopo nemmeno due giorni) della semisconosciuta che si è portato dentro casa un po’ per pura azione caritatevole un po’ perché lei lo arrapava a bestia, tenta in ogni modo di rispettare l’eterna indecisione, la tristezza, l’angoscia e la confusione della povera e sventurata Mikayla. Che, tuttavia, non gli rende per niente le cose semplici perché gli gira in casa mezza nuda e perennemente eccitata, gli si struscia addosso come una gatta in calore e si smanetta le parti intime davanti alla sua faccia… lasciandolo sempre a bocca asciutta. In tutta sincerità, al posto di Jake, l’avrei presa a sprangate direttamente con un piede di porco.

Lui cerca di resiste e sopporta stoicamente, nonostante soffra della “Sindrome da Erezioni Senza Limiti, come l’ADSL”. Ebbene sì, care lettrici, al nostro Jake il membro diventa più duro di una mazza da baseball ogni volta che Mikayla lo guarda, respira, tossisce, sbadiglia, si soffia il naso, si taglia le unghie dei piedi… insomma, ogni cinque secondi. Se poi aggiungiamo il fatto che questa fanciulla lo provoca in un modo indecente ed è addirittura “un’urlatrice”… beh, come può un essere umano resisterle?

(Scommetto che vi state chiedendo cos’è un’urlatrice. Se dipendesse da me, farei condurre a Piero Angela un’intera puntata di Quark esclusivamente incentrata su questo argomento. URLATRICE è un termine con cui lo stesso Jake definisce Mikayla, per la prima volta, durante uno dei suoi focosi amplessi. Nello specifico, dicesi urlatrice una ragazza che, al momento dell’orgasmo, emette un grido che non hai mai sentito in vita tua nemmeno nei film horror di Dario Argento. Ecco cos’è un’urlatrice. Ed è per questo che la mia libido, o almeno quella minuscola parte rimasta intatta durante la lettura di questo libro, è crollata vertiginosamente come gli indici della borsa di Wall Street.)

Andando avanti, il rapporto-non rapporto tra i nostri due protagonisti si complicherà per colpa di una montagna di ripicche degne dei bambini dell’asilo, scenate di gelosia (guarda caso ogni volta che lei fa ingelosire lui con un vecchio amico, lui fa ingelosire lei con la zoccola di turno. Coincidenze? Io non credo) e, dulcis in fundo, malintesi talmente stupidi che per risolverli basterebbe ricorrere a una delle armi più antiche, preziose e ubiquitarie esistenti sulla faccia della terra: il dialogo. Quel misterioso sconosciuto che Jake e Mikayla non sanno affatto utilizzare.

Adesso però veniamo a lui, l’ennesima perla di questo romanzo, ovvero Scott, l’ex ragazzo di Mikayla. Se la coerenza e la sanità mentale di tutta l’umanità si riunissero e prendessero forma in un unico corpo, sarebbe sicuramente quello di Scott. “Mikayla ti amo, Mikayla sei la donna della mia vita, Mikayla sei la moglie ideale, Mikayla sei la madre dei miei futuri figli… ma per due anni interi (due anni! Mica “micio micio, bau bau”…) mi sono trombato la tua migliore amica, mentre stavo con te.”

Logico no? Non fa una grinza. Ma non finisce qui perché dopo che Scott e Mikayla si lasciano, il suddetto ragazzo compirà una valanga di azioni assurde e contraddittorie di cui non voglio anticiparvi nulla, onde evitare un calo vertiginoso della sorpresa, ma che lo renderanno meritevole del primo premio per “miglior paziente bipolare dell’anno”.

Preparate una stanza in psichiatria, subito!

L’ultima chicca devastante di questo gioiello di libro, invece, riguarda l’epilogo. Ovviamente è più rapido e indolore della saetta di Harry Potter ma comunque capace di regalarci non uno, bensì due clamorosi colpi di scena, talmente sconvolgenti e impressionanti da scatenare nella mia mente lo stesso tipo di interesse che desterebbe la scoperta di una nuova alga marina nei fondali del Mar Mediterraneo.

Insomma, per farla breve, voglio solo concludere questa recensione (tendente al massacro) con una semplice e innocente domanda: cosa diavolo è successo a Jay McLean?

Ai posteri, l’ardua sentenza.

 

 

Recensione a cura di: 

 

Editing a cura di: 

 

    Mikayla ha diciott'anni e tutto ciò che alla sua età si possa desiderare: un fidanzato bello e attraente, dei genitori meravigliosi e un'amica del cuore. Ma quello che sarebbe dovuto essere un evento da sogno, il ballo del liceo, si trasforma per lei in un incubo: un tradimento e una tragedia che si abbatte sulla sua famiglia cancellano tutto ciò che ama, costringendola a diventare adulta all'improvviso. Ogni certezza le si è sgretolata tra le mani, non ha più punti di riferimento, nessuno su cui contare… Tranne Jake, appena incontrato, ma che con quei suoi occhi azzurro cielo…

Score

Voto Nikky 1,5

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Romanticamente Fantasy

Romanticamente Fantasy
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