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Recensione “Il Moccioso” di Patricia Logan (Marine bodyguards #3)

Charles Fordham III è stato espulso da Oxford e rimandato a casa con la coda tra le gambe. L’autoproclamatosi “moccioso” ha fatto sì che la passasse sempre liscia grazie all’influenza e ai soldi di suo padre. L’alta e muscolosa guardia del corpo ed ex Marine sarà una vera sorpresa per il povero Chas… ma giorni anche più scoraggianti lo aspettano. I suoi anni all’estero l’avranno preparato per le aspettative di suo padre, quando sarà forzato a essere all’altezza della sua eredità?

Tate Heston torna a casa dall’Iraq quando la sua amata carriera viene infranta da uno IED. È abituato a far diventare uomini dei ragazzini, per poi portarli in battaglia, dove talvolta i buoni perdono. Per questo esita ad accettare di proteggere un moccioso viziato, ma crede di poter fare ciò che gli riesce meglio… rendere il giovane Chas un uomo.

Non tutti vogliono che il moccioso segua le orme di suo padre. Le cose sono andate avanti benissimo per anni: il ritorno di Charles Fordham III e la conseguente riorganizzazione spaventano i nemici della sua famiglia. Ma quando il ragazzo assume il posto che gli spetta di diritto, Tate capisce che a volte deve portare la battaglia dal nemico… indipendentemente dal campo in cui si trova, e a volte può essere una sala riunioni.


Una lettura che è appesantita da una traduzione poco raffinata, che tuttavia è solo l’ultimo anello di uno scritto che già all’origine, a mio avviso, manca di un (buon) editing.
Volgarità a parte, conta ripetizioni, frasi contorte con abbondanza di trapassato prossimo, troppe spiegazioni, anche detti infodump, per culminare con incoerenze e una trama fragile.

Daisy aveva insistito che suo padre voleva vederlo appena fosse ritornato, ed erano già passati – controllò l’orologio – ventitré minuti; il vecchio lo avrebbe di sicuro trovato inaccettabile.
Tate provava compassione per la solitudine che quel ragazzino aveva dovuto sopportare nel rimanere così isolato da tutti mentre i suoi compagni si godevano il tempo trascorso con le loro famiglie.

Ho faticato a trovare coerenza in tutto l’impianto che supporta la storia; in pratica il romanzo inizia ad avere senso nella seconda parte. Tutte le premesse della prima parte risultano inutili e i conflitti rimangono quasi totalmente irrisolti (il desiderio di realizzarsi nella musica di Chas, la vita in un garage di Tate, le incomprensioni tra Chas e il padre, la possibile strategia messa in atto da Chas e la nonna per catturare l’interesse dalla guardia del corpo). L’innamoramento avviene di punto in bianco in un flashback.

Negli ultimi tre mesi si era ritrovato a dover combattere contro il desiderio di avvicinarsi a Chas in ogni occasione. Aveva percepito l’attrazione del ragazzo nei suoi confronti, ma l’aveva ignorata, pensando si trattasse di adorazione dell’eroe o qualcosa del genere.

Il titolo è a mio avviso un annuncio e un tentativo di piegare la trama in modo scollegato rispetto ai contenuti e alla caratterizzazione dei personaggi: Chas non è un moccioso, e lo capiamo dalle prime tre pagine; non lo è in nessuna fase del romanzo, dato che anche la guardia del corpo lo capisce subito, salvo poi farsi venire dubbi mai supportati dai fatti.
L’esigenza stessa di una guardia del corpo in modo così pressante da creare confitto tra padre e figlio rimane, ai miei occhi, oscura e l’ho giustificata solamente con una forzatura dell’autrice nel voler portare noi e i personaggi a seguire la trama che lei aveva pianificato a tavolino, ma che non calza affatto ai personaggi. Chas è in realtà ben caratterizzato: un ragazzo solitario e con la testa sulle spalle che lotta per i propri diritti (perdendo), ma tale lotta è, come dicevo, totalmente irrilevante ai fini dello svolgimento della storia, che è invece incentrata su tutt’altro, cioè sul fatto che lui (*spoiler?*) stia per scoprire due truffatori e che questi abbiano intenzione di farlo fuori.
È stata una lettura faticosa, il romanzo tende a spiegare troppo, anche l’ovvio, più e più volte.

Gli uomini non si baciavano come avevano fatto quei due a meno che non fossero amanti, e il commento che Heston aveva aggiunto riguardo l’essere alle spalle di Chas aveva fatto accendere una lampadina nella testa della spia.

Le scene di sesso (numerose e piacevoli) sono incastonate per dare colore, ma non necessariamente rilevanti per lo svolgimento della trama principale. Per quanto siano le parti meglio riuscite, vorrei poter dire che almeno quelle rendono godibile una lettura altrimenti ridondante di concetti ribaditi più volte, ma non ho trovato di mio gusto neppure queste, che abbondano di terminologia banale, posizioni piuttosto classiche e dialoghi enfatici, ripetitivi e scontati.

«Oh, Dio, Tate!» urlò. «Scopami! Scopami!»
Lui obbedì, scopandolo per bene, usando il suo corpo nel modo in cui doveva essere usato, colpendogli la prostata a ogni affondo dentro di lui, lasciando Chas senza fiato e urlante finché, all’improvviso, raggiunse l’orgasmo. Urlò mentre Tate lo penetrava con forza.
«Ti sto scopando, Chas,» (…)

Poiché il conflitto centrale ha la forma di un thriller, ci si aspetterebbe un po’ di suspense oltre all’azione (che effettivamente esce nell’ultima fase), eppure, tutte le trappole e le strategie vengono svelate con largo anticipo, peraltro in passaggi che ho trovato del tutto superflui: consiglio ai lettori che odiano gli spoiler e che sanno seguire le trame di un giallo anche senza le spiegazioni di saltare a piè pari tutte le parti in cui compaiono i cattivi. In questo modo, alla fine otterranno una sorpresa.
Per finire, a corredo della scarsa credibilità, aggiungo il fatto che cinque dei sei personaggi maschili risultano essere omosessuali. É vero che si tratta di un MM, ma la trovo una forzatura eccessiva e poco fantasiosa.

Tate era così felice di vederlo che rischiò di venire nei suoi jeans.

Recensione a cura di

Charles Fordham III è stato espulso da Oxford e rimandato a casa con la coda tra le gambe. L’autoproclamatosi “moccioso” ha fatto sì che la passasse sempre liscia grazie all’influenza e ai soldi di suo padre. L’alta e muscolosa guardia del corpo ed ex Marine sarà una vera sorpresa per il povero Chas… ma giorni anche più scoraggianti lo aspettano. I suoi anni all’estero l’avranno preparato per le aspettative di suo padre, quando sarà forzato a essere all’altezza della sua eredità? Tate Heston torna a casa dall’Iraq quando la sua amata carriera viene infranta da uno IED. È abituato a…

Score

Voto di Nayeli 2

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Kiki

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