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Recensione: “Mio unico amore” di Mary Balogh (serie Survivors Club #7)

Care Fenici, oggi Lucia ci parla di “Mio unico amore” di Mary Balogh (serie Survivors #7)

Per la prima volta dalla morte del figlio e della moglie, George Crabbe, duca di Stanbrook, prende in considerazione l’idea di risposarsi. Riaffiora così nella sua mente l’immagine di una donna conosciuta un anno prima e mai più rivista: Dora Debbins. Dora, da parte sua, ha perso ogni speranza di contrarre matrimonio dopo lo scandalo che aveva investito la sua famiglia e i lunghi anni in cui si era dovuta occupare della sorella minore. Ora vive da sola nel Gloucestershire, dove insegna musica per guadagnarsi da vivere. Ma la visita del duca penetra nella sua vita come un raggio di sole…

Qualche giorno prima aveva preso in considerazione l’idea di farsi di nuovo un’amante, come aveva fatto alcune volte nel corso degli anni. Gli era capitato anche di avere relazioni segrete con donne del suo stesso ceto sociale, tutte vedove per le quali nutriva stima e affetto. Ma non voleva un’amante. La notte passata George era rimasto sveglio a lungo, fissando il baldacchino sopra di sé. Non riusciva a rilassarsi né a prendere sonno. Gli capitava ogni tanto, senza una ragione apparente, di non riuscire ad addormentarsi. A un certo punto, all’improvviso, gli era balenata l’idea di sposarsi. Non per amore e nemmeno per avere degli eredi: era troppo vecchio per l’una e l’altra cosa. Sebbene fisicamente fosse ancora in gamba e perfettamente in grado di procreare, non gli andava di vedere uno o più bambini a Penderris. Senza contare che, per mettere al mondo dei figli, avrebbe dovuto sposare una donna giovane, e l’idea di prenderne in moglie una che avesse la metà dei suoi anni non lo attirava affatto. Forse a molti uomini sarebbe piaciuto, ma non a lui.

Dopo ben cinque anni dalla pubblicazione di “La proposta” vede finalmente la linea di arrivo la serie Survivors’ Club di Mary Balogh e chi mi segue sa bene, che io non amo quest’autrice in modo particolare. Eppure, nonostante la trama non presenti nessun tratto originale, questa è una lettura che ho trovato piacevole, nonostante mi aspettassi ben altro. George è stato il personaggio centrale della serie, questo Duca rimasto vedovo dopo il suicido della moglie e la morte dell’unico figlio, ha aperto la sua casa ai reduci di guerra creando un posto dove guarire dalle ferite fisiche e trovare aiuto per quelle della mente, ben più profonde e difficili da lenire. È in questo modo che si è fondato il Club dei Sopravvissuti, uomini e donne che per qualche anno hanno vissuto insieme nella sua proprietà e che uno ad uno sono infine tornati alla vita, sposandosi e trovando il conforto dell’amore. Ora che tutti sono sistemati George si sente solo, e prende una decisione che da qualche tempo gli sta passando per la mente, sposarsi di nuovo per avere una compagna, un amica con cui dividere la vita e un’amante con cui passare le notti. Ed è un volto ben particolare quello a cui pensa con sempre maggior frequenza, quello di Dora, la sorella di Agnes che ha sposato Flavian, Lord Ponsonby, uno dei sopravvissuti e che George ha conosciuto l’anno prima. Per questo il Duca di Stambrook decide di recarsi ad Inglebrook, il piccolo paese dove la donna fa l’insegnante di musica, e chiedere la sua mano. Nonostante la mancanza di romanticismo della proposta, Dora accetta, anche lei nell’ultimo anno ha pensato spesso al Duca, e a come si fosse trovata in sintonia con lui nel poco tempo passato insieme, del resto è ben cosciente che una donna che ha passato da tempo la quarantina difficilmente potrebbe fare matrimonio migliore. Il loro dovrebbe essere un rapporto di amicizia e conforto, eppure giorno dopo giorno, scopriranno che il destino ha in serbo ancora molte sorprese per entrambi.

È una storia dolce, fra due persone mature che non hanno grandi aspettative se non quelle di avere un rapporto piacevole e pacato, c’è ben poco romanticismo fra loro, per gran parte del libro, eppure si avverte un intesa perfetta. Un affetto che muta giorno per giorno in un sentimento ben più potente, per Dora è la possibilità di assaporare i fremiti del primo amore, quell’esperienza che uno scandalo enorme le ha negato di vivere nella sua giovinezza. Convinta di dover lottare contro il ricordo di un amore giovanile mai dimenticato, scoprirà che la vita del Duca ha molti segreti e che quell’uomo che è stato in grado di consolare e aiutare a guarire così tanta gente, non ha mai avuto nessuno che si prendesse cura di lui, e questo glielo rende ancora più caro. Eppure quando nella loro vita sembra finalmente arrivato il momento di essere felici, ecco che il passato si ripresenta e tutto sembra perduto.

Come sempre la Balogh riesce a dare ai suoi personaggi spessore e personalità, qui vengono sollevati i veli che da sempre celavano i segreti del primo matrimonio di questo Duca che è apparso sempre invincibile e padrone di sé, ma anche pieno di melanconia. George è un personaggio che mi aveva molto incuriosito, ed aspettavo da tempo la sua storia, ma il tutto si è rivelato abbastanza monotono e nonostante nell’ultima parte la trama si vivacizzi tutto rimane opaco e poco avvincente. L’amore di questa coppia è pacato e dolce, privo di grandi slanci anche se vi è molta tenerezza, e il finale collettivo con tutte le coppie felici, con eredi al seguito, è sicuramente simpatico da leggere ma non aiuta a ravvivare una lettura priva di guizzi di originalità. Un gran peccato perché il personaggio avrebbe meritato ben altro.

#1  La proposta

#2  La luce dell’amore

#3  Due cuori in fuga

#4  Puro incanto

#5  Una promessa soltanto

#6  Un bacio soltanto

#7  Mio unico amore

 

 

 

Kiki

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