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Recensione: “L’uomo senza nome” di Gregg Hurwitz

La parte difficile non era uccidere. Era farlo riuscendo a rimanere umani. Nella vita di tutti i giorni è Evan Smoak, scapolo schivo e senza legami. Ma per tutti quelli che si rivolgono a lui in cerca di aiuto è l’Uomo senza nome, giustiziere per vocazione, eroe di fatto, cane sciolto per necessità. Da quando ha deciso di cambiare vita, l’ex ragazzino strappato a un futuro già scritto, e trasformato nella più infallibile macchina per uccidere al servizio del governo americano, da cacciatore si è trasformato in preda. Non sono in pochi, infatti, a volerlo morto, soprattutto tra gli ex colleghi del segretissimo Programma Orphan. Finora è sempre riuscito a non farsi scovare – trincerato dietro un’identità fittizia tra le mura di un attico alla periferia di Los Angeles. Ma il giorno in cui qualcosa va storto e si risveglia in una prigione perfetta senza alcuna memoria di chi e come ce lo abbia rinchiuso, deve dar fondo a tutte le proprie risorse – e non sono poche – per provare a uscirne vivo. A lungo in testa alle classifiche di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia, L’uomo senza nome è un distillato di azione, ritmo e suspense. Il nuovo, acclamato romanzo di un autore da oltre ottocentomila copie.

Evan Smoak, Orphan X, l’Uomo senza nome… tanti alias per identificare la stessa persona: un bambino a cui nel passato è stata strappata l’infanzia, formato per diventare una perfetta macchina per uccidere e ora angelo vendicatore in perenne fuga da coloro che l’hanno creato ma che ora lo vogliono morto.

L’agio economico, l’attico super lussuoso e i distillati di marca sono solo una facciata di una delle infinte identità false dietro cui è costretto a nascondersi. Nulla è lasciato al caso e ogni sua mossa è progettata per non lasciare alcuna traccia di sé. Ma si può davvero prevedere sempre tutto? Ovviamente no… e proprio qui inizia la vera storia.

In un mix di azione e suspense, Evan giocherà il tutto e per tutto per uscire da una situazione a dire poco scomoda e per la prima volta quanto appreso dal programma Orphan avrà lo scopo di salvare sé stesso.

Tra sparatorie, scontri corpo a corpo, avvelenamenti e morti varie, il ritmo si fa sempre più serrato, il lettore viene catapultato in un mondo fatto di violenza dove ogni dettaglio assume un’importanza essenziale per garantirsi la fuga e vivere.

Ma Evan non combatte solo per sé stesso, e forse è proprio questo dettaglio a renderlo ancora più letale. Vedere all’opera una perfetta macchina da guerra come lui è affascinante e inquietante al contempo.

L’autore dimostra di essersi documentato sull’argomento: armi, tecniche di addestramento e di sopravvivenza sono decisamente ben descritte. Affascina soprattutto l’approfondimento dell’aspetto psicologico del ragazzo, l’impenetrabile corazza è solo la facciata che nasconde un’ampia gamma di sentimenti come paura, dolore, rimorso e tanta, tanta solitudine.

Ci sono anche altri personaggi che ruotano attorno al protagonista, ma la loro descrizione è superficiale, limitata allo sviluppo della storia.

L’ambientazione si svolge, per la maggior parte del tempo, tra lo chalet dove Evan viene tenuto prigioniero e l’area circostante, e anche in questo caso, ci sono dettagli circa la flora e la fauna locali utili ai fini del racconto.

È un libro dalle mille sfumature, che nasconde sul finale un lieve retrogusto triste e nostalgico… forse è per questo che, già dal prequel Orphan X (2016), è stato avvertito dai lettori un forte sapore Marvel.

Personalmente mi è piaciuto molto, lo consiglio.

La parte difficile non era uccidere. Era farlo riuscendo a rimanere umani. Nella vita di tutti i giorni è Evan Smoak, scapolo schivo e senza legami. Ma per tutti quelli che si rivolgono a lui in cerca di aiuto è l’Uomo senza nome, giustiziere per vocazione, eroe di fatto, cane sciolto per necessità. Da quando ha deciso di cambiare vita, l’ex ragazzino strappato a un futuro già scritto, e trasformato nella più infallibile macchina per uccidere al servizio del governo americano, da cacciatore si è trasformato in preda. Non sono in pochi, infatti, a volerlo morto, soprattutto tra gli ex…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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