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Recensione: “L’uomo giusto al numero sbagliato” di Elle Casey (The Bourbon Street Boys n.1)

Quando riceve un SMS anonimo che le chiede di raggiungerla in un bar malfamato nel centro di New Orleans, convinta che il mittente sia sua sorella e pensando che abbia perso la ragione, May Wexler decide di andare in suo soccorso. Perché Jenny dovrebbe trovarsi in un locale per motociclisti? E infatti Jenny non è in quel bar con i suoi bambini, e l’unica a finire nei guai è proprio May. Con le sue espadrillas rosa e l’amato Chihuahua nella borsetta, in quel postaccio salta all’occhio come un’insegna al neon. E quando qualcuno inizia a sparare, non ha altra scelta che seguire il massiccio uomo barbuto che sembra l’unico disposto ad aiutarla. May si ritrova così alla Bourbon Street Boys, l’agenzia di sicurezza privata gestita dal muscoloso Ozzie, che non solo le offre protezione (e anche un lavoro), ma senza barba si rivela un’eccitante distrazione. Presto May si renderà conto che il malvivente armato che la sta cercando non è il suo unico problema.

Un numero di telefono sbagliato l’ha messa in questo pasticcio… potrebbe averla condotta anche dall’uomo giusto?

May è una ragazza di ventinove anni che lavora come freelance nel settore matrimoniale, precisamente come fotografa. Quello matrimoniale non è il settore a cui ambiva da ragazzina ma è l’unico che le permette di rimanere vicino alla sorella single e ai suoi tre nipoti, la sua unica famiglia.  A causa di un errore si reca, accompagnata dal suo immancabile cagnolino, nel posto in cui crede di trovare la sorella. Da quel momento per lei tutto precipita, infatti, il luogo dell’appuntamento altro non è che un bar malfamato e frequentato da personaggi poco raccomandabili e lei con le sue espadrilles rosa e un cagnolino dentro la borsetta, non potrebbe essere più fuori posto, o più esposta. Quando improvvisamente la situazione precipita, e viene presa di mira da uno sconosciuto armato, May viene messa in salvo da un uomo barbuto di cui non sa se farà bene a fidarsi. Superato il momento, però, il pericolo si ripresenta e lei si rivolge proprio a quest’uomo per cercare di scoprire cosa sta succedendo, per capire perché è diventata un obiettivo e per ottenere un minimo di protezione. May si ritrova, così, all’interno della società di investigazioni “Bourbon Street Boys”  in cui lavora  il misterioso uomo barbuto che, una volta liberatosi di quello che si rivelerà essere un travestimento, si svela come uno degli uomini più affascinanti  che la ragazza abbia mai incontrato. Grazie alle sue abilità di fotografa, l’uomo le offre un impiego e così la nostra estrosa protagonista inizia a lavorare fianco a fianco con questi nuovi personaggi, con cui sin da subito si trova bene. Uomini (e una donna) che, nonostante la sua inesperienza, sono pronti a farla sentire a proprio agio e a colmare le sue lacune.

Questo posto non assomiglia a nessun altro lavoro che abbia mai avuto in passato. È troppo… diverso. Informale, in un certo senso, è come trascorrere del tempo con una famiglia pazza. Una famiglia che ama gli allenamenti e i combattimenti corpo a corpo. Gente matta. Quasi quasi mi piacciono i matti.

Non aspettativi una grande storia d’amore, o una grande parte di suspense, ma solamente molte, molte risate assicurate. Più che un romanzo sentimentale io lo definirei un libro incentrato sulla sua protagonista e sulle rocambolesche vicende che sembra calamitare. May è buffa, è divertente, lontana dall’essere la donna perfetta, spesso parla da sola o con il suo fedele cagnolino, rischiando più di una volta di fare ben misere figuracce; non la si potrebbe assolutamente definire miss astuzia ma quando l’occasione lo richiederà saprà diventare una piccola Kill Bill (queste sue vittorie contro il personal trainer del gruppo, in effetti, sono un po’ surreali ma allo stesso tempo le parti più divertenti della storia).  

E poi la si potrebbe tranquillamente definire una simpatica ninfomane, almeno quando si trova davanti Ozzie.

La mia poetessa interiore prende il sopravvento:

muscoli, pettorali e un gran bel sedere,

perché la mia libido a freno devo tenere?

Io l’adoro! Ha questa fissa con i suoi addominali, con i suoi pettorali, con le sue braccia, che sentirla farneticare nella sua mente (e non solo) su tutte le cose che vorrebbe fare con l’uomo, è un vero spasso. Il protagonista maschile, invece, nonostante l’idea iniziale di uomo scontroso, non è altro che un omaccione dal cuore tenero. Insieme si completano bene; lei così sopra le righe, lui così razionale.

Nonostante la parte romantica non sia predominante né particolarmente emozionante, la lettura è stata molto piacevole, ogni tanto servano questi libri leggeri e frizzanti per staccare un po’, per lasciarsi andare a sane risate con una protagonista che è una  grande amante del Taser.

Specifico che il libro fa parte di una serie, ma è conclusivo in quanto gli altri volumi tratteranno le storie dei restanti componenti della Bourbon Street Boys.

A cura di:

Quando riceve un SMS anonimo che le chiede di raggiungerla in un bar malfamato nel centro di New Orleans, convinta che il mittente sia sua sorella e pensando che abbia perso la ragione, May Wexler decide di andare in suo soccorso. Perché Jenny dovrebbe trovarsi in un locale per motociclisti? E infatti Jenny non è in quel bar con i suoi bambini, e l’unica a finire nei guai è proprio May. Con le sue espadrillas rosa e l’amato Chihuahua nella borsetta, in quel postaccio salta all’occhio come un’insegna al neon. E quando qualcuno inizia a sparare, non ha altra scelta…

Score

Voto Miky 3,5

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baby.ladykira

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