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Recensione in anteprima: “L’ultima primavera di Kore” di Aina Sensi (racconto)

 

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Brunilde è la nuova giovane regina delle Amazzoni, il popolo di temibili guerriere che abita nella Scizia.

Nihiri appartiene a un popolo sottomesso, quello dei Gargarensi e sa stare al suo posto, nel rispetto della volontà delle semidee. Ma da quando viene scelto da Brunilde per portare a termine il suo rito di iniziazione, l’unico posto in cui accetta di stare è accanto a lei.

Schiacciati tra due società monogenere, fra le quali sono ammessi solo incontri sessuali occasionali, Nihiri e Brunilde tentano di portare avanti quella che è la cosa più vicina a una relazione stabile. Due mesi l’anno è l’unico tempo che possono concedersi, a meno di stravolgere del tutto il loro mondo.

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Nihiri è un giovane uomo di un piccolo villaggio in una Turchia antica dal sapore della Grecia dell’Iliade.

Come tutti gli uomini del suo villaggio ogni anno a primavera, possono incontrarsi e giacere con le mitiche Amazzoni, donne fiere e temibili combattenti, e accoglierne i loro neonati maschi, in un rituale che li fa diventare uomini.

In questa occasione, la splendida nuova regina Brunilde sceglie proprio Nihiri come suo compagno per la primavera.

Brunilde, diventata regina per l’uccisione terribile da parte degli Achei di Pentesilea, ha un suo compito da adempiere per essere considerata donna e degna regina: deve avere un figlio. Ma i primi incontri con Nihiri, che diventa il suo amante ogni primavera, questo dono degli Dei sembra non voler venire.

Iniziata con imbarazzo e come solo un dovere, la relazione tra i due giovanissimi amanti si trasforma presto in un sentimento più forte. Brunilde sceglie sempre Nihiri nonostante le tradizioni non lo consiglino.

Ti solletica l’idea di accoppiarti con qualcuno in modo continuativo, non è vero? È capitato a tutte, prima o poi di voler aggirare le regole. Ma pensa per un attimo a cosa succederebbe. Distruggerebbe tutto il nostro sistema sociale. Tutto quello che siamo, quello in cui crediamo. Senza ginecocrazia diverremmo proprio come gli Achei. Sottomesse agli uomini, tenute a curare la casa e senza nessun accesso al potere.

Ma non solo il loro amore tenero è ostacolato dalla società, ma soprattutto dalla minaccia che costituiscono gli Achei per le Amazzoni e per i villaggi di uomini che le servono.

Il racconto è ambientato in un passato smarrito nelle nebbie e del mito, e anche la scrittura rispetta questo tema nei termini e nei toni morbidi ed evocativi.

Per quanto venga definito un racconto erotico e la sensualità permei le pagine, il testo è delicatissimo. La prima esperienza dei due amanti, entrambi vergini è dolce e tenera. Nihiri sa poco o niente del corpo femminile e tratta Brunilde come un cristallo prezioso.

Anche gli incontri successivi vengono descritti con mano lieve, come filtrati dalla timidezza e purezza d’animo di Nihiri che venera la sua Brunilde come una dea.

Sbircio sotto le ciglia. Lei è sdraiata sul letto, nella posa più erotica che la mia giovane età abbia mai potuto immaginare, abbigliata in modo tradizionale, come si confà durante i Falò – il che significa pressoché nuda.

Le fiaccole proiettano il loro bagliore sulle sue curve, e in meno di un attimo dalle frange si solleva la mia eccitazione.

Ma non c’è solo l’amore in questo delizioso racconto: si vedono all’orizzonte le ombre di qualcosa che potrebbe spezzare la realtà come i protagonisti la conoscono, un modo là fuori maschilista e violento che non può accettare la società amazzone. La minaccia che costituiscono porrà a Nihiri e a Brunilde nuovi interrogativi sulle loro tradizioni e il modo di vivere, non più in grado di far fronte all’implacabile nemico.

Ho trovato “L’ultima primavera di Kore” malinconico, pervaso dal senso della fine di un’epoca e mi ha indotto a delle riflessioni: è davvero giusta la società delle Amazzoni? Per quanto per una donna sia divertente da immaginare, la separazione così netta tra i ruoli degli uomini e delle donne è un bene o è sbagliato allo stesso modo delle società che privano le donne di ogni libertà?

Nel complesso una lettura piacevole, lieve e originale, sia nel linguaggio che nel modo in cui vengono affrontati gli argomenti. Un racconto erotico adatto a tutti che non contiene nessuna traccia di volgarità, ma avvolge tutto in un’atmosfera soffusa.

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Recensione a cura di:

Lucrezia

Editing a cura di:

Tayla

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