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Recensione “Lover Mine”di J.R. Ward (La Confraternita del Pugnale Nero #2)

 


Certe cose è destino che accadano. E il destino di John Matthew sembra essere stato scritto due volte. La prima come uomo, in un mondo degradato e ai margini. La seconda come vampiro, ammesso nella ristretta cerchia della Confraternita in virtù di un valore non comune e di una cicatrice che ha svelato la sua natura di guerriero. In bilico fra due mondi, perennemente lacerato, John ha superato la transizione e sposato la causa della razza. Ma ora ha un nuovo motivo per combattere: trovare qualcuno a cui tiene più della sua stessa vita. Trovare Xhex la guerriera, la crudele symphath che non ha bisogno di nessuno e che non vuole essere amata. Quando lei, dopo una missione contro i lesser, scompare, John capisce che non può abbandonarla a se stessa. Così si lancia in una frenetica ricerca che lo conduce vicinissimo al Male. Perché Xhex è stata rapita dal figlio dell’Omega e la sua vita è appesa a un filo…

Ho sempre amato la Confraternita del Pugnale Nero, perciò anche se John e Xhex non sono mai stati tra i miei personaggi preferiti ho atteso questo libro con ansia, contando i giorni che mi separavano dalla sua uscita.
Con Lover Mine la Ward ha quasi superato se stessa, come intensità d’ emozioni e di sentimento, infatti penso che questo libro sia secondo solo a “Lover Awakened” (Porpora per l’edizione Rizzoli). E’ un vero peccato poter dare come voto al massimo cinque stelline, se ne meriterebbe minimo una in più!
Confronto ai libri di Phury e Rehvenge, questo è meno corale, sembra quasi che l’autrice abbia fatto un passo indietro e si sia concentrata principalmente sulla storia dei protagonisti; nel senso che, benché i confratelli compaiano, lo fanno in maniera minore a quello a cui ultimamente eravamo abituati.
Xhex e John sono veramente una coppia fantastica! Lei è una donna fortissima, una guerriera, che supera con coraggio le sevizie e le atrocità a cui il figlio dell’Omega l’ha sottoposta, ma che nasconde tante debolezze ed insicurezze. Lui, John figlio di Darius, un giovane vampiro guerriero (senza l’uso della parola, segnato da violenze carnali, dalla morte della madre adottiva Wellsie, e da una vita piena di stenti ed isolamento, fino al suo arrivo nella Confraternita) con un coraggio fuori dal comune.
Sono entrambi segnati nella psiche, ma forti nel corpo, s’innamorano al primo sguardo, anche se Xhex cerca in tutte le maniere possibili di non affezionarsi troppo al giovane guerriero.
Tra tutti i personaggi che vengono citati nel libro ho trovato che i pezzi dedicati a Qhuinn e Blay siano veramente stupendi. Spero di vedere prossimamente un libro che li abbia come protagonisti.
Una cosa importantissima in “Lover Mine” sono i capitoli in cui si narra di un fantasma. Dato che non sapevo della loro importanza li ho letti svogliatamente e mi avevano fatto sorgere il dubbio che non fossero inerenti alla storia. Fino all’ultimo capitolo non capivo per quale motivo l’ autrice avesse fatto la scelta di inserirli nel racconto, perciò leggeteli attentamente.
Consiglio questa saga chi ancora non la conosce, potrei definirla una dei capolavori del genere urban fantasy. Chi invece si sta apprestando a leggere questo libro siate pronti ad affrontare anche momenti molto delicati che in alcuni casi potrebbero portarvi anche ad avere le lacrime agli occhi.

 

 

 

Romanticamente Fantasy

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