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Recensione: “L’ombra del lupo” di Alex J. Bénat

La   piccola   Maya   dovrà   rinunciare   all’ amore   materno   perché   nata   femmina . Le   scelte   sbagliate   dei   suoi   genitori   la   costringeranno   ad   affrontare la vita troppo in fretta, così in fretta da odiare se stessa per essere venuta al mondo.

Ormai donna proverà a trasformare la sua vita, e, dopo un susseguirsi di delusioni, incontrerà Tejas. Sarà in grado di darle l’amore tanto desiderato? Forse sì, almeno fin quando Maya incontrerà il suo “inaffidabile compagno di viaggio” che la porterà nuovamente ad un bivio… Questa volta non permetterà a niente e nessuno di scegliere il suo destino!

Un racconto Fantasy, nato da una biografia, che vuole arrivare al cuore dei lettore con l’intento di trasmettere coraggio!

Gli errori di un genitore, possono spesso condizionare il futuro dei figli, la malattia può debilitare il corpo, ma… fortificare la voglia di vivere, tutto questo, solo con l’amore!

L’inizio ha un ritmo lento, quasi dondolante, in cui si narra la nascita di Maya, una piccola creatura desiderata dal padre, ma rifiutata dalla madre perché non è un maschio.

Dura la vita della bambina, abbandonata in fasce da entrambi i genitori (la madre per scelta, il padre per alcune vicende poco chiare), lasciata alle cure della nonna, che le sarà sempre vicina e la proteggerà dagli sguardi indiscreti e malevoli del piccolo borgo in cui abitano.

E’ dura la vita di una bambina che non ha nulla, tranne gli sforzi congiunti suoi e dell’anziana per riuscire a mettere a tavola almeno un pasto al giorno, ma la piccola sembra non curarsene e attende solo il ritorno del padre a casa.

Passano gli anni e la madre ricompare nella sua vita, per reclamare il suo affetto, accompagnata dal nuovo compagno che le regala sempre delle bambole di pezza, con l’intento di riavvicinarsi a lei. Ma quei piccoli giochi risultano deprimenti per la bimba, che li nasconde appena loro se ne vanno.

E arriva il giorno in cui il padre adorato torna a casa e la verità viene fuori: era ospite nelle galere della contea per furto. Per non perdere la moglie e la figlia, aveva tentato di appropriarsi di piccole somme e gioielli dove lavorava, ma essendo stato scoperto era stato condannato a duri anni di carcere.

I salti temporali della storia non si notano molto, si parte dalla Maya appena nata, alla bambina, alla ragazzina, fino alla donna che diventa.

La sua vita non cambia, perde affetti, rimane sola, fino al momento della maggiore età, in cui si ritrova in possesso delle sue forze e di due misteriose uova di drago che un bel mattino si schiudono, portandole due fascinose creature, avide di sentimenti, che la circondano fino ad assorbire tutta la sua energia.

Mentre la vicenda prosegue sulle vicissitudini della vita di Maya, ciò che cattura l’attenzione del lettore, è la storia che si svolge sotto le righe.

Si avverte il velo che nasconde la vera vicenda, ossia una storia di privazioni, di malattie improvvise e debilitanti come il Lupus, la depressione causata da malinconia e bulimia, che portano la piccola Maya a crescere in fretta e convivere con emozioni che le portano via quasi tutto, anche la vita.

Lenta è la lotta della protagonista, profondo il baratro il cui si ritrova da sola a dover lottare, fino alla scelta più estrema, che è quella di sacrificare la propria vita, per generare una bambina meravigliosa, che non sarà solo una scoperta, ma una grande prova di vita.

Ho apprezzato questo libro, sia per la leggerezza con cui l’autrice ha trattato temi profondi e importanti, sia perché è una sorta di autobiografia, che rivela quanto siano debilitanti queste emozioni e che danni riescano a infliggere ad animi già provati dalle sofferenze della vita.

Trovo che sia utile da leggere a qualsiasi età, in quanto sembra una favola triste, ma con un messaggio forte e ben deciso.

A cura di:

 

 

Recensione: “L’ombra del lupo” di Alex J. Bénat
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