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Recensione: “Lo schiavo di Antiochia” di Ornella Albanese

Titolo: Lo schiavo di Antiochia Autore: Ornella Albanese Editore: mondadori Collana: i romanzi mondadori classic Genere romance storico Pubblicato 02/05/2020 Intenzionata a rivolgersi al potente Gaddo di Terrabianca per ottenere la sua protezione per i territori del padre, la nobile Elèni Akantos acquista uno schiavo da combattimento normanno da recargli in dono. Affascinata fin da subito dagli occhi da belva del giovane di cui entra in possesso, Elèni apprende che si è macchiato di tradimento e che è stato addestrato dai saraceni alla lotta, diventando feroce e letale come loro. Sullo sfondo di trame, alleanze, perversioni e imprevedibili tradimenti, in…

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Titolo: Lo schiavo di Antiochia

Autore: Ornella Albanese

Editore: mondadori

Collana: i romanzi mondadori classic

Genere romance storico

Pubblicato 02/05/2020

Intenzionata a rivolgersi al potente Gaddo di Terrabianca per ottenere la sua protezione per i territori del padre, la nobile Elèni Akantos acquista uno schiavo da combattimento normanno da recargli in dono. Affascinata fin da subito dagli occhi da belva del giovane di cui entra in possesso, Elèni apprende che si è macchiato di tradimento e che è stato addestrato dai saraceni alla lotta, diventando feroce e letale come loro. Sullo sfondo di trame, alleanze, perversioni e imprevedibili tradimenti, in un medioevo cruento e crudele, nasce così l’appassionante storia d’amore tra una donna bellissima, pronta a sfidare il pericolo per amore, e uno schiavo dal passato misterioso.

Buongiorno fenici, sono molto contenta di aver letto il nuovo romanzo di Ornella Albanese Lo schiavo di Antiochia, vi premetto che ero certa mi sarebbe piaciuto, conoscendo già lo stile dell’autrice e infatti ancora una volta mi ha conquistata.
Il romanzo è autoconclusivo, di genere storico medievale, dalle tinte rosa, il titolo già evoca terre orientali e atmosfere esotiche e la copertina è di tutto rispetto.
Dalle prime battute il lettore è catapultato nel 1198, in un mercato di schiavi della terra d’Otranto: la descrizione del luogo e i suoi odori arrivano a noi quasi fossimo spettatori reali, una caratteristica che si denota in tutto il romanzo e che porta il lettore a esserne coinvolto completamente.
Facciamo subito la conoscenza della giovane protagonista, l’aristocratica bizantina Elèni Akantos, una bellezza pura ed eterea che stona con l’ambiente circostante. La figura di questa ragazza, così fragile e bella, è esaltata ancor più quando si accinge ad acquistare uno schiavo saraceno da regalare al nobile crociato Gaddo di Terrabianca. Un regalo commissionato dal padre di Elèni che, non avendo figli maschi ed essendo cagionevole di salute, è costretto a irretirsi il confinante dei suoi possedimenti per garantire alla figlia l’agiatezza e la sicurezza, con un matrimonio combinato. Ed è così che la ragazza si ritrova spaesata e fuori luogo per la prima volta in vita sua, a scoprire gli orrori del mondo e la cruda realtà di una vita che non le appartiene, essendo sempre vissuta tra le mura raffinate del suo palazzo.

La belva in gabbia, scelta per l’acquisto, è un normanno, un traditore condannato a morte per la sua colpa.
Il suo sguardo volò al viso e lì incontrò due occhi bui, spaventosi. Occhi che sembravano pozzi di odio e di rabbiosa ribellione. Ne capì subito il motivo. Nessun uomo che una volta fosse stato libero poteva tollerare quel pesante cerchio di ferro intorno al collo. Simile al giogo di un animale.

Tutto in lui sprigiona forza e aggressività, una rabbia sorda che la ragazza percepisce immediatamente e da cui è molto spaventata, ma anche attratta e incuriosita. L’uomo è un guerriero addestrato come un saraceno, ma la caratteristica che salta subito all’occhio della ragazza, dopo avergli fatto delle domande, è la sua istruzione che stona col suo essere uno schiavo. Lo strano rapporto che si instaura tra i due protagonisti è palpabile fin da subito e, nonostante lo schiavo normanno sia in condizione di inferiorità è animato da uno spirito ribelle e altezzoso che scombussola la ragazza e la destabilizza.
La narrazione è scorrevole con flashback del passato che ci portano in Antiochia nel deserto della Terrasanta, nel bel mezzo delle battaglie con i crociati. Questi ricordi svelano man mano la trama e i misteri che si celano dietro i comportamenti dei protagonisti.
Cosa nasconde il Rinnegato normanno? Cosa farà una volta arrivato nell’oscuro castello del crociato Gaddo di Terrabianca ? Il padrone del castello perché ha così paura del tradimento e si circonda solo di persone fidate? Di certo non ve lo dirò io, ma vi assicuro che i personaggi che circondano questa figura bieca e crudele sono molto particolari: il giullare saggio e perspicace, l’uomo dei cani che assaggia le pietanze del padrone perché teme di essere avvelenato, l’arcigna concubina disposta a tutte le perversioni del suo padrone e infine un comandante che guida i suoi mercenari e lo protegge dai nemici.
Questa storia d’amore appassionata nasce pian piano dalle ceneri di una vita quasi perduta, uno scherzo del destino che porterà queste due anime affini a completarsi e a farci vivere questa bella avventura.
Ve ne consiglio assolutamente la lettura e sono sicura che non ve ne pentirete.

 

ladykira

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