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Recensione libro: Il profumo delle viole di Liliana D’Angelo

 

Autore: Liliana D’Angelo

Titolo: Il profumo delle viole

Casa editrice: Medusa Editrice

Recensione senza spoiler

“Il profumo delle viole” è un romanzo che racconta la tragedia della Shoah attraverso gli occhi di un’adolescente.

La vicenda è ambientata a Berlino negli anni che videro inasprirsi la persecuzione nazista nei confronti del popolo ebraico e che culminarono con la deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei.

La protagonista è Judith Strauss, una ragazza che appartiene a una famiglia benestante ebrea e che da un giorno all’altro si trova a vivere in una città che all’improvviso le è ostile, sotto un regime che la costringe a piegarsi a una serie infinita di obblighi e divieti tali da stravolgerle la vita.

Accanto a lei ruotano vari personaggi, su tutti la sua famiglia: la madre, donna raffinata e moglie devota, il padre, valente avvocato e Vera, la sorella maggiore; fin dai primi capitoli conosciamo Marc, il ragazzo di cui Judith s’innamora, e poi pian piano tutti gli amici e gli affetti che lottano al suo fianco nel disperato tentativo di sfuggire al giogo nazista. Tra loro hanno un ruolo di spicco Frederick, un ufficiale tedesco che per un lungo periodo accoglie Judith e i suoi familiari nella propria casa, a rischio della vita; Dimitri, un ragazzino che da solo si prende cura della madre malata e che con i suoi abili espedienti aiuterà Judith a sopravvivere quando sarà costretta a trasferirsi nel ghetto di Lodz, dove dovrà fare i conti col freddo, la fame e mille altre ristrettezze; e David, un bambino rimasto orfano che scalderà il suo cuore col calore della sua innocenza.

Attraverso inganni, tradimenti e numerose peripezie, Judith affronta con coraggio sfide durissime e momenti di sconforto, fino alla prova più terribile, quando si troverà nell’inferno di Birkenau.

È scritto in prima persona, con un incipit in medias res che cattura il lettore e lo trascina nella tormentosa atmosfera di quegli anni. La vicenda tuttavia è narrata con estrema sensibilità e delicatezza, anche durante le scene più drammatiche. Infatti, nonostante i pericoli cui vanno incontro ogni giorno, Judith e gli altri personaggi continuano a mostrare emozioni e affetti, desideri e sogni, nutrendosi di essi e facendone un baluardo in difesa della propria dignità, del proprio valore di esseri umani.

Il lessico è semplice e appropriato per un target di lettori giovanissimi che leggendo questo romanzo potranno conoscere più da vicino una delle pagine più buie del secolo scorso. Nonostante ciò è adatto a lettori di tutte le età, che ne potranno cogliere le diverse sfaccettature e apprezzare i diversi punti di vista.

Le descrizioni di ambienti e situazioni sono ben curate senza mai essere troppo lunghe o noiose; i dialoghi sono vivaci e ben inseriti nel contesto narrativo, i personaggi, sia principali che secondari, presentano spessore psicologico e spiccata individualità. Alcune scene sono particolarmente coinvolgenti, come l’arresto di Judith e della sua famiglia, l’arrivo a Birkenau, la rocambolesca fuga dal ghetto, il bacio che Judith e Marc si scambiano all’interno del lager.

Come suggerisce il titolo, metafora del nido familiare, “Il profumo delle viole” è un romanzo intenso e tenero allo stesso tempo che fa commuovere e riflettere e che ci condurrà pagina dopo pagina verso l’inatteso finale.

Già alla seconda ristampa e amatissimo dai ragazzi, l’ho trovato assolutamente imperdibile tra i libri dedicati a questo tema.

Consigliatissimo!

ladykira

ladykira
Admin founder RFS

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