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Recensione: “L’estate dei segreti perduti” di Emily Lockhart

Trama

Da sempre la famiglia Sinclair si riunisce per le vacanze estive a Beechwood, una piccola isola privata al largo delle coste del Massachussets. I Sinclair sono belli, ricchi, potenti, spensierati. E Cady Sinclair, l’erede dell’isola, del patrimonio e di tutte le speranze, non fa eccezione. Ma l’estate in cui la ragazzina compie quindici anni le cose cambiano. Cady si innamora del ragazzo sbagliato, l’unico che la sua famiglia non potrebbe mai accettare, e ha un incidente. Un incidente di cui crede di sapere tutto, ma di cui in realtà non sa niente. Finché, due anni dopo, torna sull’isola e scopre che nulla è come sembra nella bellissima famiglia Sinclair. E che, a volte, ci sono segreti che sarebbe meglio non rivelare mai. Da una delle autrici young adult più acclamate dalla stampa americana, già finalista al National Book Award, un romanzo in cui amore e suspense si mescolano alla perfezione. Una storia che non vi lascerà più.

Recensione

Quando ho letto la trama la prima cosa che ho pensato è: “sarà la classica storia tipo Clan Kennedy”. In parte lo è, perché lo stereotipo c’è: famiglia ricca, pilastro della società in cui conta l’apparenza e non come sei realmente, perché si sa, nella “buona società”, l’apparenza è tutto. Ma la storia della famiglia Sinclair non è solo questo. Comunque non preoccupatevi: non è ambientata negli anni ’60, ma ai giorni nostri. Cady, la nipote primogenita, Jhonny e Mirren, i suoi cugini, e Gat, il ragazzo a cui i Sinclair permettono di passare l’estate a Beechwood Island, sono ragazzi moderni e, purtroppo, con tutte le problematiche dei ragazzi della loro età, ma l’estate che trascorrono sull’isola è speciale come il loro rapporto, loro sono “i bugiardi”, così si definiscono, e sono inseparabili perlomeno fino a che sono sull’isola, durante l’anno è difficile che si sentano, ognuno preso dalla sua vita, ma tutto cambia durante l’estate numero quindici. Si comincia quando Gat fa la prima comparsa sull’isola, cioè l’estate numero otto, perché la scrittrice utilizza questo termine in base agli anni che compie Cady, il cui rapporto con Gat è particolare e immediato.

Un giorno, guardando Gat sdraiato sull’amaca di Clairmont House con un libro in mano, ebbi la sensazione che mi appartenesse. Come se fosse una persona speciale per me.

In un primo momento non capivo il senso della storia; le descrizioni delle loro vacanze sull’isola; e poi, di punto in bianco, l’incidente a Cady, in cui lei perde la memoria a breve termine a causa di un trauma; soprattutto, non capivo perché la madre non volesse farla tornare sull’isola; che nessuno volesse dirle quello che era successo, perché i medici sostenevano che dovesse ricordare da sola; e la latitanza dei cugini e di Gat, che non rispondevano alle sue e-mail.

«Non devo raccontare niente di quello che è successo quando ti hanno trovata in acqua e tutto il resto» dice Will. «Ho promesso alla zia di tenere la bocca chiusa.»

E poi le parole della madre, che le ripete continuamente: “Comportati normalmente. Subito. Perché tu sei, puoi essere normale”. Come ho odiato questa frase. Poi finalmente l’estate numero diciotto, in cui le permettono di tornare sull’isola e in cui Cady, piano piano, comincia a ricordare: innanzitutto, il fatto che la sua famiglia non approvasse la sua storia con Gat (per le amanti dei classici, Gat si paragona a Heathcliff).

«Stai dicendo che il nonno pensa che tu sia Heathcliff?»
«Ti assicuro che è così» ribadisce Gat. «Un animale sotto gradevoli sembianze, che ha tradito la sua fiducia e approfittato della sua gentilezza nel concedermi di trascorrere l’estate su quest’isola protetta. Io ho osato sedurre la sua Catherine, sua nipote Cadence. E la mia punizione è diventare il mostro che lui ha sempre visto in me.»

I rapporti familiari che si stanno sgretolando a causa dei soldi; le tre figlie che si fanno usare dal patriarca e che a sua volta sfruttano i figli per raggiungere il loro scopo; nel complesso, un quadro alquanto squallido. Ma poi tutto si spiegherà nelle ultime quaranta pagine e la storia avrà un senso quando, finalmente, Cady ricorderà tutto, allora quello che avrete letto assumerà un altro significato, perché l’apparenza a volte inganna e niente è come sembra.

La vita è meravigliosa quel giorno.
Noi quattro Bugiardi, uniti come siamo sempre stati.
Come lo saremo sempre.
Non importa se andremo all’università, se diventeremo grandi, se ciascuno di noi si farà una vita per conto proprio, se io e Gat staremo insieme o no. Ovunque andremo, ci ritroveremo per sempre sul tetto di Cuddledown House a guardare il mare.
Questa è la nostra isola. In un certo senso, qui resteremo giovani per sempre.

Sarò sincera, il finale mi ha spiazzato: non mi aspettavo niente del genere, anzi, avevo pensato tutt’altra cosa ma, in fondo, è proprio questo il bello di un libro. Una storia già scritta, praticamente scontata, che in fondo scopri non esserlo affatto e che riesce a stupirti e catturarti. Un’ultima cosa: la prima parte del libro è un po’ lenta, ma non lasciatevi scoraggiare. Nel complesso il libro merita, e poi, se siete curiose come me, non vedrete l’ora di capire cosa è successo realmente sull’isola.

Fiamme Sensualità Nullo

LadyEryn

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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