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Recensione: “L’erede di Tahira” di Linda Bertasi

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Trama

Viserbella 1561.

Una donna, accusata di praticare la stregoneria, sta per essere condotta sul rogo. Prima di morire consegna alla figlia un prezioso diario e il suo ciondolo a forma di stella a sette punte.

Viserbella 2013.

Arianna è in vacanza e, passeggiando sulla spiaggia, trova un misterioso volume incustodito. Subito, lo riporta nella libreria indicata sulla copertina, ma non farà più ritorno a casa.

Catapultata in una dimensione parallela con la mente spoglia di ricordi, tenterà di sopravvivere e di recuperare la memoria aiutata da un gruppo di ragazzi che sembrano conoscerla molto bene.

Nel suo passato si annida la magia, la superstizione e il dramma. Tutto un mondo sta per esserle svelato e un gravoso fardello la investirà, perché lei è l’Erede e deve compiere una missione.

Tra cristalli e Libri delle Ombre, incantesimi e leggende che affondano le loro radici nell’Antico Egitto, l’atavica lotta tra Bene e Male domina le pagine di un romanzo dove niente è come sembra, il tempo è una corsa a ostacoli e i nemici si nascondono nell’ombra.
Prefazione di Monique Scisci.

Recensione

“Così si compie la mia fine ma, dopotutto, il massimo segno della fine è il suo principio”, direi che in questa frase si può racchiudere la magia di questo romanzo che ha una trama originale e imprevedibile. “L’erede di Tahira” propone un intreccio che si svela a poco a poco. Quando ho cominciato a leggerlo ho capito che era il genere di romanzo che non avrei compreso nell’immediato, ma che avrei dovuto rileggere una seconda volta per riuscire a cogliere le più piccole sfaccettature che a una prima lettura mi erano sfuggite. L’autrice ha creato un mondo che all’inizio mi appariva fiabesco, un mondo quasi parallelo a quello a cui siamo abituati, con leggi proprie, colori propri. Non riuscivo ad afferrare con chiarezza dove ero, dov’erano i personaggi che interagivano, cosa mi stesse cercando di comunicare questa storia e dove volesse arrivare… naturalmente la Bertasi aveva studiato il romanzo in maniera che il gioco nascosto al di sotto venisse piano piano alla luce, spiegandosi a poco a poco mentre la trama si apriva alla comprensione e si intrecciava con armonia. Viviamo con la protagonista Arianna i momenti di confusione e di vuoto, la sua perdita di memoria, finché lei non comprende (neanche il lettore è in grado di comprendere). L’ho paragonata inizialmente a un “Alice nel paese delle meraviglie” non sapendo quale piega avrebbe preso la storia, poi mi sono resa conto che effettivamente avevamo a che fare con qualcosa di complesso che non poteva essere relegato a una semplice storia fiabesca (per quanto io le adori). Dalla metà del romanzo si sono chiariti alcuni presupposti grazie a una seduta ipnotica – siete amanti dell’ipnosi? – e devo ammettere che mi sono appassionata anche alla storia d’amore presente nella storia, anche se non preponderante.
Abbiamo tanti personaggi che interagiscono tra loro, misteri che si infittiscono, niente in questo romanzo è casuale. Nemmeno i nomi! I nomi dei personaggi sono significativi per comprendere qual è il ruolo della persona di cui state leggendo e persino quale sarà il suo ruolo e la sua funzione nella storia. Per questo dico che l’autrice ha studiato tutto nei minimi particolari senza lasciarsi sfuggire il minimo dettaglio, proprio per riuscire a dare al lettore una storia unica.
Mi direte: perché l’erede di Tahira? Se vi svelassi il mistero dovrei poi uccidervi (spiritosa). La storia si basa proprio su questo… sullo svelare chi è l’erede, chi è Tahira, e come mai sta accadendo tutto quello che leggerete, fin quando non arriverete alle ultime pagine e il segreto del titolo vi sarà chiaro. E direte, ah, ora ho la chiave per capire!
“La verità è sotto i nostri occhi, ma molto spesso preferiamo ignorarla, inventandoci stupide giustificazioni. Preferiamo non credere a medium e veggenti, a infestazioni e spiriti. A volte rifiutiamo persino Dio pur di non lasciarci sopraffare dalla paura. L’errore è all’origine, ci hanno insegnato a credere solo in ciò che vediamo e tocchiamo con mano. La più grande mancanza dell’uomo è l’assenza di fede”. Quello che amo dei romanzi di Linda Bertasi e che non c’è soltanto la storia che viene raccontata, ma si trova sempre un messaggio umano che viene dato a un lettore accorto e, che siate d’accordo o meno, è sempre qualcosa che fa riflettere e che riguarda la vita di ogni essere umano. L’autrice tra le righe ama dedicarsi a tutti gli esseri umani e lo fa anche entrando nei cuori dei suoi lettori con semplici frasi, ma di una verità disarmante e di un impatto emotivo che sa coinvolgere anche i cuori più duri. Potrei citarne molte, ma vi toglierei il gusto di trovarle e di provare a capire perché la scrittrice ha deciso di farvi partecipi di quel pensiero, perché, ovviamente, nemmeno questo è casuale.
Dainar e Teksar sono due personalità maschili che ho particolarmente amato e preferito al resto dei personaggi. Teksar per l’ambiguità che lo avvolge fino alla fine; Dainar per l’amore che prova per la nostra protagonista Arianna. Sono entrambi affascinanti, devo confessarvelo. Chi preferisco? Penso Dainar, mi ha colpito moltissimo la sua consapevolezza del ruolo che ha e l’accettazione nonostante tutto, di questo amore, della donna che ama, dell’amico… e anche la sua capacità di ipnotizzare, eheheh. So che vi sembrerà criptico quello che sto scrivendo, ma vi assicuro che questo non è un romanzo di cui si può raccontare la trama, o parlarvi dei contenuti senza rischiare di svelarvi dei punti chiave che potrebbero fare da spoiler. È un problema perciò comunicarvi il mio apprezzamento per il testo, spero però di essere riuscita nell’obiettivo di incuriosirvi.
Vi lascio con una chicca che spero vi attirerà alla lettura di questo romanzo, “L’erede di Tahira”, che definirei un fantastico particolare: Mi trovo in un paese deserto, con un orologio fermo da chissà quando, dove gli unici abitanti sembrano essere vecchiette allampanate e ragazzi misteriosi. Non ricordo nulla di questo posto, nemmeno quest’abito. Allora, un po’ vi ho incuriosito? Siete pronti a scoprire chi è l’erede? “La verità è un potere che brilla nella notte”, ci ricorda Linda Bertasi, chissà che la verità di Arianna non riesca a travolgere anche voi lasciandovi senza parole.

Fiamme Sensualità Lieve

Recensione a cura di:

Malia-firma

Editing a cura di:

Tayla

Recensione: “L’erede di Tahira” di Linda Bertasi
5 su 2 voti

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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