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Recensione: “Le ragazze” di Emma Cline

Evie ha quattordici anni e un disperato bisogno che qualcuno al mondo si accorga di lei. Quando un giorno, al parco, vede un gruppo di ragazze farsi strada tra la gente come squali che tagliano l’acqua, non riesce a distogliere lo sguardo. È incantata dai vestiti alternativi, dalle mani coperte di anelli, dal senso di sicurezza e assoluta libertà che loro trasmettono. È l’inizio di un’ossessione. Evie, solitaria, insicura, sviluppa per loro una sorta di venerazione, in particolare per Suzanne, la più grande, e spasima per sentirsi accettata nel gruppo. Così. quando viene invitata nella comune hippy in cui le ragazze vivono tutte insieme con un carismatico guru, neanche lontanamente riesce a intuire quanto si stia avvicinando al cuore del male. Era l’estate del ’69.

Quello della Cline è un romanzo liberamente ispirato alla vita di Charles Manson, della sua setta nello Spahn Ranch e al massacro di Cielo Drive. Ciò che rende diverso questo romanzo dai tanti che hanno raccontato quelle vicende, è l’attenzione puntata sulle ragazze del gruppo, e non sul suo fondatore, sul ruolo che avevano all’interno della famiglia, sulla devozione e fedeltà al guru, fino al gesto estremo.
Cosa spinge una giovane donna a dedicare la propria anima e il proprio corpo a un uomo, un manipolatore, che sarà il primo a scappare dalle sue stesse teorie? Questo è l’interrogativo che si pone l’autrice, che invita a porci una riflessione sui ruoli femminili, sulle violenze e i loro danni, che sembrano ripetersi negli anni.
È il 1969, è in atto una rivoluzione culturale che coinvolge droghe, sesso, amore libero e il rock’n’roll. È anche un periodo oscuro quello in cui il carismatico Charles Manson adesca delle giovani ragazze alla disperata ricerca di attenzioni, ragazze che cercano di essere parte di qualcosa, per quanto falsato, pur coinvolgendo povertà, droga, sesso e morte.
Evie, ormai cinquantenne, ripensa al periodo in cui aveva quattordici anni e divenne parte del culto i cui crimini hanno lasciato un segno indelebile nella storia americana. Quell’estate in cui perse la testa per uno dei membri e divenne parte della frangia estrema del gruppo di Manson, un periodo della sua vita che non sarà mai in grado di lasciarsi alle spalle.
Negli anni sessanta Evie è una quattordicenne, i suoi genitori hanno appena divorziato e suo padre vive in un piccolo appartamento con una donna molto più giovane, mentre sua madre è impegnata nella ricerca di sé stessa e di un nuovo marito.
In seguito a un litigio con la sua migliore amica, Evie è sola, si sente perduta. Finché incontra Suzanne, che è affascinante, carismatica, e parla di questa fattoria in cui vive come se si trattasse del paradiso in terra. E parte attiva di questa meraviglia è Russell. Il modo in cui le ragazze parlano di lui, la meraviglia, sono una calamita per Evie, al pari delle certezze che ostentano. E così la fiducia che qualcun altro possa riempire il vuoto dentro di noi e rimettere tutto a posto, quella che si ha solo da ragazzi, le entra sotto pelle e l’aiuta ad andare avanti giorno dopo giorno.

Mi ci è voluto un po’ per processare l’idea che i nostri genitori non ci possiedono. Mi è sembrato improvvisamente lampante. Mia madre non mi possedeva soltanto perché mi aveva partorito. Non poteva mandarmi in una scuola privata soltanto perché lo voleva. Magari in questo modo era meglio, ma mi sembra ancora tutto alieno. Essere parte di questo gruppo amorfo, credere che l’amore potesse arrivare da ogni direzione. Così da non restare deluso se non ne arriva abbastanza da quella in cui avevi sperato.”

Evie inizia a frequentare il ranch sempre più spesso e si innamora, non del tanto decantato Russell, ma di Suzanne. Evie sa che Suzanne non è una bella persona, ma è comunque portata a cercare le sue attenzioni e la sua approvazione. È difficile capire come alcune persone riescono a esercitare questo genere di influenza su qualcun altro, e questo libro ce lo mostra chiaramente.

Mi dicevo che c’erano cose che non capivo. Riciclavo le parole che avevo sentito dire a Russell, facendole sembrare delle spiegazioni. A volte doveva punirci per mostrarci il suo amore. Non avrebbe voluto farlo, ma doveva per il bene del gruppo. Farlo doveva fare male anche a lui.”

Questa è una storia di ossessioni brucianti, non di un amore non corrisposto. La sfortuna di Evie è di aver incontrato le persone sbagliate in un’età in cui è ancora troppo vulnerabile e il suo compasso morale non è ancora forte abbastanza per farle capire quanto è pericoloso e sbagliato quello che sta facendo.
Evie racconta due storie, una di cosa le sta succedendo nel presente, e una di cosa le è successo nel passato. I salti temporali sono continui ma non spezzano la narrazione, la tensione resta sempre alta. Possiamo vedere il treno degli eventi che condurranno allo schianto finale, ma Evie no, la sua innocenza e vulnerabilità sono evidenti.
La prosa della Cline è sublime, essenziale eppure espressiva, sofisticata a volte. La Cline ha scritto un romanzo struggente, intenso e crudele, dal quale non si riesce a staccare gli occhi. La narrazione avanza lenta lasciandoti un senso di disagio diffuso. Questo è uno di quei libri in cui la sinossi e la storia contemporanea ti raccontano a grandi tratti la trama, non troverete grandi sorprese, la meraviglia di questo libro è data dall’abilità dell’autrice di attirarti in questo strano e sordido mondo. Come Evie, il lettore resta invischiato nella rete degli “e se?” In una società come quella attuale, globalizzata ed esposta alla vetrina di Facebook, in cui l’apparire, l’emergere e il prevaricare sugli altri diventa un’esigenza, come se fosse l’unico modo per acquisire una propria individualità, quante ragazze potrebbero essere Evie? Quante Suzanne ci sono oggi in giro? Quanti genitori, alle prese con la frenesia della vita quotidiana, sono davvero coscienti di cosa fanno i loro figli al di fuori delle mura di casa?
Questi sono gli interrogativi che mi lascia questo libro.

A cura di:

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Evie ha quattordici anni e un disperato bisogno che qualcuno al mondo si accorga di lei. Quando un giorno, al parco, vede un gruppo di ragazze farsi strada tra la gente come squali che tagliano l'acqua, non riesce a distogliere lo sguardo. È incantata dai vestiti alternativi, dalle mani coperte di anelli, dal senso di sicurezza e assoluta libertà che loro trasmettono. È l'inizio di un'ossessione. Evie, solitaria, insicura, sviluppa per loro una sorta di venerazione, in particolare per Suzanne, la più grande, e spasima per sentirsi accettata nel gruppo. Così. quando viene invitata nella comune hippy in cui le…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...
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