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Recensione: “Le promesse di una vita” di Susan Elizabeth Phillips

Care Fenici, oggi Dharma ci parla di un grande classico: “Le promesse di una vita” di Susan Elizabeth Phillips… le sarà piaciuto?

La regina americana del self-help Isabel Favour non ha semplicemente subito un rovescio di fortuna: tutto il suo impero era basato sui quattro pilastri dell’auto realizzazione e ora questi sono miseramnte crollati uno dopo l’altro. Sola, senza denaro e senza più credibilità professionale, la dottoressa decide di ritirarsi in terra di Toscana per rimettere in sesto la sua vita. Qui incontra Lorenzo Gage, bellissimo attore italoamericano, dal fascino diabolico, intrappolato nel ruolo del cattivo che si è costruito film dopo film. Due personalità diversissime tra di loro che si trovano, loro malgrado, a risolvere un mistero. Un libro che racconta la rinascita esistenziale di una donna fuori dall’ordinario. La storia di un uomo convinto di essere una sorta di demone senza speranza e della donna che è riuscita a convincerlo di essere degno di essere amato.

Ogni libro di Susan Elizabeth Phillips è una garanzia. Penso che sia una delle migliori autrici di romanzi rosa, sempre in grado di scrivere storie coinvolgenti e romantiche che sanno far sognare il lettore, ed è una tra le poche autrici che io amo, anzi, che ho bisogno di rileggere periodicamente. I suoi libri migliorano, lettura dopo lettura, mentre nuovi aspetti e sfumature affiorano, arricchendo la storia raccontata e donandole nuove profondità.

Questo libro in particolare ho dovuto leggerlo più volte per arrivare ad apprezzarlo a pieno, ma questo, se mi permettete, è un discorso che preferisco affrontare dopo.

Le promesse di una vita è una storia in cui i due personaggi principali sono molto particolari; entrambi arrivano da infanzie che hanno minato la loro sicurezza e alle quali hanno reagito in maniera opposta: lei, al caos del suo passato, ha reagito ricercando ordine e regole, mentre lui ha risposto all’anafettività dei suoi genitori ricercando le attenzioni con le cattive azioni. Lei è diventata integerrima e lui un cattivo ragazzo. Chiaramente soluzioni così estreme erano destinate ad essere fallimentari e così conosciamo i nostri personaggi nel momento in cui, nelle loro vite adulte, si trovano a fare i conti con il crollo di queste strategie. La carriera di lei finita e la credibilità di lui totalmente perduta. Il fato decide di farli incontrare e il mistero che coinvolge tutti gli abitanti di Casaleone li lega l’uno all’altra. Lei non resiste a non risolvere i nodi esistenziali che lui si ostina a nascondere e negare, e lui non può non tentare di corrompere quella donna in odore di santità che si ferma a pregare per gli sconosciuti e che, anche senza nulla, è decisamente più ricca di lui, almeno delle cose che contano davvero come l’amore e il rispetto. Due personalità del genere danno vita a dialoghi eccezionali. Le battute al vetriolo non si contano e l’arguto senso dell’umorismo che li accomuna fa sì che i loro scambi di battute siano esplosivi.

“Parleremo soltanto di sesso… penseremo solamente al sesso, faremo soltanto sesso…”

“Stai improvvisando o l’hai letto in qualche sceneggiatura?”

Lei non si lascia intimidire dalla sua bellezza fuori dal normale e lui trova irresistibile il fatto che lei non soccomba al suo fascino assassino.

Il personaggio femminile della dottoressa Isabel Favour è l’archetipo dell’americana, cerebrale e repressa, che, per riprendere le fila della propria vita dopo una serie di sfortunatissimi eventi, decide di ripartire con un periodo sabbatico di meditazione e preghiera in Italia, ma che sembra essere incapace di abbandonare i vecchi schemi di controllo e di pensiero. Così entra in gioco Lorenzo Gage, maschio istintuale e dominato dalla passione, che non si fa problemi a dire e fare tutto quello che gli passa per la mente. Lui si sta nascondendo nella casa avita nell’attesa che arrivi lo script per il suo nuovo film. Il suo è il personaggio maschile della Philips che preferisco. Tralasciando la sua spaventosa avvenenza, del resto è un attore e non poteva essere altrimenti, è un uomo maturo e intelligente che però mostra di sé sempre il lato peggiore, interpreta solamente ruoli in cui è il cattivo, si spaccia per superficiale e donnaiolo quando in realtà non lo è, e lascia credere a tutti di essere la sciocca star di Hollywood senza sale in zucca e piena di sé. È come se si fosse nascosto dietro la sua versione ufficiale, il prototipo della star egoista e superficiale. Un bellissimo stronzo insomma.

Al mistero che sembra coinvolgere tutta la popolazione di Casaleone, per complicare il tutto, si somma l’arrivo inaspettato dell’ex moglie di Gage, incinta, e dei suoi quattro figli, seguiti a ruota dal padre di questi. E se i protagonisti principali sono favolosi cosa posso dire di questi nuovi arrivati? La loro è la vicenda che quasi ruba la scena a Isabel e Lorenzo. La loro è una storia d’amore che, calata nel quotidiano, con il passare del tempo, rischia di perdersi: lei una moglie, madre incintissima e bellissima, che non si sente più amata, lui un marito che sembra essere diventato troppo padre e troppo poco compagno e i bambini, tutti quanti, spaventati da quella parola, DIVORZIO, che sembra aleggiare sopra tutti loro come un fantasma. Ognuno reagisce in un modo diverso ma solamente l’aiuto di Isabel e, inaspettatamente, anche di Lorenzo, riuscirà a sbloccare la situazione.

In questo libro un altro importantissimo personaggio è l’Italia, o meglio la Toscana, con le sue colline, le città medioevali dove i turisti si perdono e sembrano riuscire a viaggiare indietro nel tempo. Incredibili le descrizioni dei paesaggi, delle vigne e delle campagne toscane ai tempi della vendemmia, sembra quasi di sentire lo stesso sole sulla pelle mentre si legge. Non parliamo poi del cibo. L’autrice ha capito benissimo quanto il cibo e la convivialità del pasto, per noi italiani, non siano semplicemente necessari ma un vero e proprio cerimoniale di comunione e di unione. Un libro scritto da un’americana che non cita le tagliatelle all’Alfredo e che anzi ci suggerisce, correttamente, come cucinare i funghi!

Molto ben dosato l’equilibrio nella storia, tra la parte narrativa e la parte romantica, poche scene di sesso ma molto coinvolgimento emotivo. Le scene erotiche non sono né particolarmente spinte né perverse. Non dimentichiamoci che Isabel è ossessionata dal controllo e uno dei momenti per me più spassosi è stato proprio quando contrattava per tentare di controllare e regolamentare la parte fisica della loro relazione. In quel frangente Lorenzo è stato un vero signore, è riuscito a far fiorire la donna che era intrappolata dentro la repressissima dottoressa Favour.

È un libro che, pur essendo molto descrittivo, rimane frizzante e divertente: i personaggi coinvolti sono tutti molto ben caratterizzati, i bambini sono delle macchiette molto divertenti e varie vicissitudini ci portano, passo dopo passo, all’atto finale che in un crescendo di cambiamenti, di sfide e di paure affrontate e sconfitte, si conclude con un finale… col botto! Non vi svelo altro per non rovinarvi la sorpresa ma questo è veramente un libro di quelli da leggere, e da rileggere infinite volte. Se state vivendo una giornata no, sappiate che questo romanzo è in grado di trasportarvi nel bel mezzo della tarda estate toscana, di strapparvi quattro risate e anche qualche lacrimuccia e di rendervi alla vostra vita con una nuova fiducia non solo nell’amore ma anche nella bontà delle persone.

A questo proposito vi lascio con una mia personalissima precisazione: io ho dovuto rileggere questo libro due volte prima di amarlo. La prima volta che l’ho letto, l’ho letteralmente detestato, poi ho deciso di dargli una seconda chance, ma ho avuto bisogno di leggerlo una terza volta per amarlo. Mi spiego, io in Toscana ci vivo, e non mi riusciva di leggere queste righe con la giusta obbiettività, non facevo altro che cercare gli errori o le licenze poetiche che ovviamente una autrice americana che scrive dell’Italia si concede. Avendo appurato che erano i miei occhi che mi impedivano di godere di questa storia obbiettivamente molto bella, mi sono imposta di leggere con spirito diverso, meno critico, e sono riuscita a godermi appieno questo bellissimo romanzo d’amore, ambientato in un paesino toscano di fantasia, in cui alcuni personaggi sembrano usciti dall’immaginazione di una turista americana, capace di visitare l’Italia e di vedere al di là dei luoghi comuni più famosi, in grado di scorgere la poesia nascosta in un piatto di funghi ripassati in padella con solo aglio e prezzemolo…

 

 

Kiki

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