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Recensione: “Le notti di Eve” di Morgana D. Baroque

 

 

Giorni nostri – Vermont

Eve è una strega bianca della stirpe delle streghe di Hera ed è una giovane maestra dall’animo buono. Un giorno uno dei suoi piccoli allievi le mostrerà un disegno inquietante dicendole che l’uomo in nero sta venendo a prenderla.

Eve teme che un demone dell’oscurità sia sulle sue tracce e la notte di Halloween, nella sua casetta immersa nel bosco, si ritroverà faccia a faccia con Raum, demone potente e bellissimo che non la ucciderà se Eve accetterà l’insolita proposta che ha per lei.

La passione segnerà le loro notti, fino a quando non si scoprirà qualcosa che Eve ha fatto più di cento anni prima e che cambierà il suo destino. Il crudele padre di Raum, infatti, interferirà nella loro storia in maniera devastante.

Ma quella tra Eve e Raum è più di una passione carnale e quando la luce penetrerà nell’oscurità sarà tempo di cambiare le cose…

Ho cominciato questo libro senza aver letto la sinossi, perché avevo sentito parlare bene dell’autrice da varie fonti. Volevo un libro leggero ed erotico per passare qualche ora in relax.

Già dalle primissime pagine Le notti di Eve mi ha completamente spiazzato. Mi sono trovata davanti a un testo scritto con linguaggio da libro per ragazzi e che evoca atmosfere da fiaba, quindi immagini semplici, spesso ripetute per consentire al lettore di visualizzare senza sforzo le scene.

«Ecco qua! Vi piace?» chiese Eve mostrando il suo bellissimo disegno che ritraeva una foresta incantata con cigni rosa e strani uccelli colorati in volo. I bambini lo ammirarono, avvicinandosi a guardarlo meglio, estasiati da quel tripudio di colori. Quasi tutti i bambini, perché un bambino non alzò neppure lo sguardo dal suo disegno ma continuò a colorare con foga il suo.

O ancora

Giunsero davanti a una porta chiusa a chiave senza maniglia e serratura e Eve capì che era una stanza magica, riservata ai demoni.

Il palazzo che aveva davanti era situato sulla collina ricca di alberi che dominava la bellissima città sottostante. Era una città che si estendeva placidamente con i suoi tetti rossi e i due fiumi argentei. Era soprattutto una città cara alle streghe di Hera, visto che era uno dei tre luoghi al mondo che formava il triangolo magico della magia bianca.

È sicuramente una scelta stilistica: leggendo parti di altri libri della stessa autrice la differenza si nota subito, ma è una scelta che, vi anticipo subito, non mi sento di condividere.

La storia parte da premesse abbastanza cupe, una strega buona che viene minacciata da un esponente dei suoi acerrimi nemici: un demone dell’Oscurità di nome Raum.

Raum decide, invece di ucciderla come sarebbe suo compito, di salvarla perché ne è affascinato e la trascina in una passione inspiegabile rendendola, di fatto, un suo gioco sessuale.

Raum però si rivela ben diverso da come ci si aspetta e a tratti, come molti altri demoni del suo stesso tipo, è inverosimile.

Eva è una strega buona del tutto incapace di fare del male, nemmeno per una giusta causa e che comprende che è nella natura di certe creature uccidere.

Tutto il libro è permeato di buoni sentimenti, compassione e perdono (tranne che negli antagonisti che sono cattivi completi spesso irragionevoli) che rafforzano l’atmosfera fiabesca.

«Vorrei implorarti di non farmi del male; vorrei supplicarti di non uccidermi, ma quello sì che sarebbe stupido. Uno scoiattolo sulla cima di una rocca non può supplicare un rapace di non catturarlo; è lì, inerme e indifeso e il rapace potrebbe dilaniarlo in qualsiasi momento se volesse, le suppliche sarebbero inutili. Lo scoiattolo è una creatura piccola e debole, deve accettare la sua natura di preda, il suo destino, deve vivere serenamente ogni istante, senza pensare al momento in cui gli artigli del rapace potrebbero ucciderlo.»

Sembra un testo per sognatrici e romantiche o addirittura per giovanissime, se non fosse per le scene erotiche che, pur essendo deliziose, ben scritte e non volgari, non lasciano nulla all’immaginazione e in certi punti sono abbastanza anticonformiste. La somma delle due cose crea un ibrido che, per il mio gusto e il mio parere, non funziona. Un lettore di erotici probabilmente troverebbe la storia troppo infantile, mentre chi gradisce il tono magico e fiabesco, percepirebbe le scene erotiche come una nota stonata.

A suo favore tratta con estrema delicatezza l’argomento della violenza sulle donne e manda un messaggio forte e chiaro su come devono essere, le relazioni per essere sane e bilanciate. I personaggi si evolvono maturando pagina dopo pagina per conquistare la loro felicità nel rispetto reciproco e sono sicura che molte lettrici si perderanno tra le braccia di Raum, demone onorevole e di buon cuore, e dalla gentile, ma determinata, Eve.

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Recensione a cura di:

Lucrezia

Editing a cura di:

Gioggi

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