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Recensione: “La fine della caccia” di Fernanda Romani

 

 

Lizzie Forbes fa la cameriera nel saloon di Temperance, una cittadina del West uguale a tante altre, e non sta cercando un marito, né un fidanzato. Si tiene alla larga dagli uomini; tutto quello che vuole è andarsene, lontano.

Drew Madigan fa parte di un gruppo di individui che, un giorno, arriva a Temperance. Il loro capo, Tony, dice che sta cercando un terreno da comprare o, forse, un ranch.

É così che Lizzie e Drew si incontrano; una ragazza che non vuole avere a che fare con gli uomini e un uomo al quale è stato proibito di frequentare donne che non siano prostitute. Tony è stato molto chiaro: le relazioni rovinano gli affari, e i loro affari sono molto pericolosi.

L’amore, a volte, segue strade contorte e non ascolta ordini né divieti, ma quando i due protagonisti si troveranno a dovere prendere decisioni drammatiche, pur di costruirsi una vita assieme, dovranno essere pronti a tutto.

Tony è un assassino e la sua caccia sarà spietata.

Il libro di cui vi parlo oggi è La fine della caccia – Drew e Lizzie, piccola opera self published originalmente pubblicata un anno fa nella raccolta estiva Summer in Love 2016 del blog “La Mia Biblioteca Romantica”. Ora è disponibile per l’acquisto nei maggiori store on line.

Ho letto questo breve scritto di Fernanda Romani in poco più di un’ora, senza distogliere mai l’attenzione dalle pagine, in parte per la meravigliosa scrittura dell’autrice, in parte per la trama avvincente.

In un panorama di scrittori tutti uguali, lo stile dell’autrice scorre limpido sotto gli occhi del lettore, privo di refusi, colto, descrittivo e mai, mai, stancante. Già questo basterebbe a consigliarvi di acquistare questo libro e leggerlo. Ma voglio soffermarmi un attimo a parlarvi della trama e dei personaggi.

Le descrizioni del selvaggio west, in cui è ambientato, sono così efficaci che in breve mi sono trovata sudate e sporca di polvere, ad osservare, pigramente, lo scorrere della storia.

Il libro è costruito su due linee temporali ben distinte, che portano il lettore ad incuriosirsi parecchio. Si inizia dalla fine, per poi tornare indietro e scoprire come è iniziata la storia dei due protagonisti, Drew e Lizzie.

Visto che questo è un romance, predominante è l’aspetto romantico. Quello tra i protagonisti è un amore disperato, salvifico, che li travolge e li redime entrambi in poco tempo.

Lizzie è un esempio particolare di personaggio ben delineato: è assolutamente reale e realistica, nella sua caratterizzazione. E’ una donna determinata che non rinuncia ai suoi sogni, ma che lavora per poterli avverare. Non è una di quelle eroine false, tutto fumo e niente arrosto. È forte, consapevole, a tratti tristissima. Drew arriva nella sua vita come una meteora non desiderata, in una afosa mattina d’estate. Lo conosciamo attraverso gli occhi di Lizzie, che lo vede arrivare in paese a cavallo, come nelle migliori immagini tramandate dalla filmografia western di Sergio Leone. Drew farà non poca fatica a conquistare anche solo la fiducia della ragazza, figuriamoci il suo cuore.

Menzione d’onore per Tony, l’antagonista cattivissimo, uomo spietato nella sua mania di controllo.

Salutò la signora Eddington, diretta ad aprire l’emporio, e le chiese notizie sulla salute della sorella.

La risposta dell’anziana donna si interruppe per scrutare lungo la strada, alle spalle di Lizzie.

Nel girarsi, lei colse altri visi interessati a quanto stava accadendo.

In apparenza, nulla di importante.

Solo sei uomini a cavallo che avanzavano, tranquilli, guardandosi attorno.

Gente mai vista. Di certo, tutti i presenti si stavano chiedendo chi fossero.

In testa cavalcava un uomo biondo, sulla trentina, e le fu sufficiente scrutarne il viso squadrato e gli occhi chiari per sapere che era pericoloso. Il suo corpo sudato reagì con un brivido e lei spostò lo sguardo su chi gli stava a fianco.

Non era un santo, su questo non aveva dubbi. Ma almeno si poteva posargli gli occhi addosso senza averne paura, anche se non aveva certo un aspetto attraente. Sotto il cappello scuro spuntavano lunghe ciocche altrettanto scure e appiccicate dal sudore, la barba di parecchi giorni non gli donava un aspetto rassicurante e la polvere di cui era ricoperto lo spolverino non avrebbe incoraggiato nessuno ad avvicinarsi, prima che se ne fosse liberato.

Però…

Se si ripulisse un po’ non sarebbe male.

Quel pensiero guizzò dentro la sua testa, inaspettato e inquietante. Lo scacciò subito.

Non voleva quel tipo d’uomo, chiunque fosse. Non aveva mai voluto nessuno degli abitanti di Temperance.

Lei voleva andarsene.

Lontano.

Della trama non vi dico altro, anche perché le cinquanta pagine del romanzo volano via in un soffio. Vi consiglio la lettura di questo breve scritto, che avrei preferito più lungo, ma che rappresenta una piccola perla per gli amanti del genere.

Recensione: “La fine della caccia” di Fernanda Romani
2.5 su 2 voti

    Lizzie Forbes fa la cameriera nel saloon di Temperance, una cittadina del West uguale a tante altre, e non sta cercando un marito, né un fidanzato. Si tiene alla larga dagli uomini; tutto quello che vuole è andarsene, lontano. Drew Madigan fa parte di un gruppo di individui che, un giorno, arriva a Temperance. Il loro capo, Tony, dice che sta cercando un terreno da comprare o, forse, un ranch. É così che Lizzie e Drew si incontrano; una ragazza che non vuole avere a che fare con gli uomini e un uomo al quale è stato proibito…

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