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Recensione “La drag Queen e il re degli Homo Pomp” di T.J. Klune (serie A prima vista #2)

Credete nell’amore a prima vista?

Sanford Stewart proprio no. Anzi, crede nel suo esatto contrario, grazie al re degli Homo pomp, Sua Frociosità Pompato I. Sembra infatti che Darren Mayne non abbia altro scopo nella vita se non far piombare nel caos l’esistenza tranquilla e ordinata di Sandy, per il solo gusto di infastidirlo. Sandy lo odia e niente potrà mai fargli cambiare idea.

O almeno così vuol credere.

Ma quando il proprietario del Jack It – il club nel quale Sandy si esibisce nei panni della drag queen Helena Handbasket – gli si presenta con una proposta disperata, Sandy si rende conto che potrebbe essere giunto il momento di mettere da parte i suoi sentimenti per Darren; il gay bar dovrà infatti chiudere se qualcuno non convincerà Andrew Taylor, il sindaco di Tucson, a tenerlo aperto.

Qualcuno come Darren, il figlio illegittimo dell’uomo.

L’infallibile piano è il seguente: sedurre Darren e spingerlo a convincere il padre a rinnovare il contratto tra il club e l’amministrazione cittadina.

Semplice, no?

Sbagliato.

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola La Drag Queen e il re degli Homo Pomp, ed è il secondo volume della serie A prima vista scritta da T.J. Klune.

So da sempre che Klune è un dei migliori scrittori del panorama male to male, ma non avevo mai letto nulla di suo. Quando ho visto questo titolo mi sono chiesta di che cosa potesse parlare questo romance. Avevo già letto dei libri che parlavano del mondo delle Drag Queen, e l’esperienza era stata sempre allegra, colorata e gratificante, ma mai potevo anche solo sperare di avere tra le mani un volume così. Ve lo dico subito. Ho riso dall’inizio alla fine. Quel tipo di risata che, se fatta a letto, fa traballare il materasso e sveglia chi tenta di riposare al tuo fianco. Una risata travolgente, immediata, continua, accompagnata da una trama divertentissima e mai banale. Ovviamente mi ero persa il primo volume della serie, che, a questo punto, leggerò a rovescio.

La storia ci porta nel mondo colorato e irriverente di Sandy Stewart, in arte Helena Handbasket, star indiscussa del Jack It, locale gay di Tucson. È impossibile non innamorarsi di lui, sia quando veste i panni del trentenne gay, sia quando mette quelli molto più sexy del suo alterego Helena. La Drag Queen è come una valvola di sfogo per lui: gli permette di esprimersi artisticamente, ma anche di tirare fuori quella durezza, sfrontatezza ed irriverenza che altrimenti farebbero fatica ad uscire. Anzi, forse è come una coperta di Linus: lo calma, lo arricchisce e, contemporaneamente, gli da la forza di fare cose che, nei panni di Sandy, non avrebbe mai fatto. I suoi dialoghi sono assolutamente perfetti, adorabili, e vi faranno morire dal ridere. Il rapporto che ha con i suoi amici Paul e Vincent (protagonisti del primo volume della serie) e con il suo coinquilino Corey è fantastico, non saprei come altro definirlo.

Vi ho raccontato la storia delle mie origini.
Come ogni altro superqueeroe, ho avuto anch’io un inizio.
Che forse aveva qualcosa di tragico, anche se il trauma non era il fulcro del racconto.
Però ha contribuito a forgiare chi sono diventato.
Non è stata la tragedia a plasmarmi.
Sono stato io, piuttosto, ad addomesticarla.
Perché c’è una cosa che dovete ricordare sopra tutto il resto.
Sono una Queen, figli di puttana.
E pretendo rispetto.
Siete pronti?
È tempo di godersi la festa.

A Sandy spetta l’odioso compito di sedurre il suo arcinemico Darren Mayne, il re degli Homo Pomp, Sua Frociosità Pompato I. Ma perché? Perché il bellissimo e muscolosissimo ragazzo, capo indiscusso degli omosessuali palestrati che frequentano il Jack It, è il figlio illegittimo del sindaco della città, che vuole far chiudere il locale. E il locale è Helena, è la sua anima, il posto in cui è cresciuto, il suo rifugio artistico e personale e Sandy è disposto a tutto pur di salvarlo, anche vendere il sedere, pardon, l’anima, al suo nemico di sempre. Inizia quindi un gioco di seduzione a due, che è il cuore stesso del romanzo, e che porta il lettore, alla fine del volume, con un dannatissimo sorriso sulle labbra, che dura per giorni.

I personaggi secondari sono assolutamente perfetti, e non fanno solo da corollario alla storia di Sandy e Darren, ma riempiono e danno credito alla trama. Menzione d’onore per Nana, la nonna folle di Paul, che a 85 anni suonati non disdegna i bei ragazzi e i discorsi a base di piselli e muscoli sudati. Strepitosa!

Un plauso immenso alla traduttrice, Claudia Milani, che si è presa la briga di tradurre in modo credibile e delizioso tutti i soprannomi creati da Sandy, arricchendo la veste editoriale del volume DreamSpinner Press.

Vi ricordate il film The Bird Cage (Piume di Struzzo) con Robin Williams e Nathan Lane? Rammentate la favolosa interpretazione di quest’ultimo, che alternava urletti e sorrisi sornioni a pensieri profondi? Ecco, questo libro è così. Bello, dannatamente bello, ma anche dolce e riflessivo, con un occhio speciale verso una realtà un po’ distante (purtroppo) da quella che noi viviamo tutti i giorni.

Leggetelo, leggetelo, leggetelo, non ve ne pentirete assolutamente!

 

A cura di

Credete nell’amore a prima vista? Sanford Stewart proprio no. Anzi, crede nel suo esatto contrario, grazie al re degli Homo pomp, Sua Frociosità Pompato I. Sembra infatti che Darren Mayne non abbia altro scopo nella vita se non far piombare nel caos l’esistenza tranquilla e ordinata di Sandy, per il solo gusto di infastidirlo. Sandy lo odia e niente potrà mai fargli cambiare idea. O almeno così vuol credere. Ma quando il proprietario del Jack It – il club nel quale Sandy si esibisce nei panni della drag queen Helena Handbasket – gli si presenta con una proposta disperata, Sandy…

Score

Voto di Kiki 5

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Kiki

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