Home / Senza categoria / Recensione: “La cruda verità” di JS Finley

Recensione: “La cruda verità” di JS Finley

progetto grafico realizzato da Vita Firenze

A volte hai bisogno della cruda verità.

Jake.
Brent è sexy, ma ciò non ha importanza quando non si può avere ciò che si desidera. Loro due hanno preso strade diverse, dopo l’esercito, ma Jake non riesce dimenticare… Nell’esercito la regola è “non lasciare un uomo indietro”, però è questo ciò che ha fatto, quando è fuggito da Brent. Forse non è stata la reazione migliore, ma non poteva affrontare la verità. Ora ha una seconda occasione e non vuole mandare di nuovo tutto all’aria, vuole invece un’occasione con Brent.

Brent.
Forse c’è qualcosa tra lui e Jake, ma Brent non può chiederglielo, e Jake non ne parla perché nell’esercito essere gay è un male. Il tempo guarisce tutte le ferite. Questo è ciò su cui Brent scommette, quando i due si incontrano tra le montagne del Tennessee. Brent spera di poter ricostruire la loro amicizia, ma se ci fosse l’opportunità di avere qualcosa di più, sarebbe più che pronto a coglierla.

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola La cruda verità ed è stato scritto da JS Finley, uscito in Italia grazie a Quixote Edizioni il 10 aprile scorso.

Questa volta devo ammettere che ho comprato un libro dalla copertina. Sì, lo faccio anche io. Ogni tanto anche l’occhio vuole la sua parte, e io ho ceduto alle lusinghe del bellissimo modello a torso nudo che si mette in mostra con generosità. Bello è stato scoprire che la trama parlava di un gruppo i militari freschi di congedo, perché io adoro i military romance, e speravo di accingermi a leggere un libro interessante. Così purtroppo non è stato, e cercherò di spiegarvi il perché.

Il tema portante del romanzo è la relazione di amicizia tra un gruppo di veterani dei Marines, che dopo vari anni di servizio si congedano tutti assieme, per iniziare le loro vite lontani dalle braccia accoglienti dell’Esercito. Ragazzi che sono entrati in servizio appena maggiorenni, e che hanno condiviso esperienze di vita profondissime: salvezza e morte, dolore e forza, solitudine e cameratismo. Tutto ciò che è loro capitato negli ultimi anni li ha uniti fino a essere più che fratelli, in una comunione di azioni e sentimenti che avrebbe potuto essere descritta in maniera favolosa. Peccato che l’autrice lo faccia, invece, in modo troppo superficiale.

La prima parte del libro è molto corale. Protagonisti principali sono Brent Maxwell e Jake Wilson, e a fare da comprimari troviamo gli altri ragazzi della compagnia, Mike, Lane e Thomas. Tutti sono alle prese con il difficile compito di reinventarsi una vita fuori dalla US Army, e alcuni di loro usufruiscono della borsa di studio concessa ai veterani, la GI Bill, e riprendono le carriere universitarie che avevano interrotto o mai iniziato. Quella che traspare fin dalle prime righe è l’estrema frustrazione di cinque giovani uomini che hanno smesso di vivere assieme, sentire assieme, salvarsi l’un l’altro durante le azioni di guerra, condividere il bello e il brutto della vita nelle zone più difficili del pianeta: una volta tornati nel “mondo reale” non sanno come comportarsi, e i traumi vissuti pesano come macigni.

Inizia dopo pochi capitoli la parte epistolare del romanzo, in cui il lettore si immerge nei pensieri e nelle emozioni che iniziano a condividere gli ex commilitoni, per tenersi in contatto. È tutto un “siete la mia forza” e “ho bisogno del vostro sostegno” che potrebbe anche avere un senso, peccato che le lettere siano tutte vuote, prive di significato e ripetitive. Il vero sostegno, al limite, si trova con una telefonata, con una visita, non con una mail scambiata ogni 3-4 mesi, in cui ognuno di loro si limita a raccontare il proprio vissuto, i successi e i passi avanti. Questa parte l’ho trovata davvero brutta, priva del pathos che meritava un romanzo corale.

Mentre scorrono i mesi e le pagine, il lettore conosce, un po’ alla volta, la storia d’amore che è al centro del romance, quella tra Brent e Jake. Brent e un omosessuale che vive abbastanza bene il suo orientamento sessuale, pur essendo nell’esercito. Sono gli anni del Don’t Ask, don’t tell, la linea politica degli Stati Uniti, in vigore tra il 1993 e il 2010, in cui vennero esclusi dal servizio attivo moltissimi militari apertamente gay, e in cui era proibito parlare del proprio orientamento sessuale o svelarlo. Non è stato un momento facile per chi voleva vivere la propria vita serenamente, e Brent decide di adeguarsi e venire allo scoperto. Jake, invece, pur essendo eterosessuale, inizia a provare per il compagno un’attrazione che non capisce, che non vuole accettare. Il congedo di tutti congela i loro sentimenti, che per mesi si trascinano e si prosciugano, soprattutto a causa della lontananza. Tematica un po’ semplice e già sentita, quella dell’incontro tra un gay e un etero, ma comunque tipica della letteratura LGTB.

Il lieto fine che non può mancare ci viene regalato dall’autrice in maniera frettolosa e sbrigativa, con i due amici che, finalmente di nuovo assieme grazie a una vacanza di gruppo sulla neve, diventano immediatamente amanti e con altrettanta velocità si dicono il tanto agognato ti amo. Peccato questo accada dopo due anni che non si vedono e non si parlano (a parte le famose e-mail) e dove si sono limitati a fantasticare l’uno sull’altro.

Quello che mi è piaciuto, di questo romanzo, è la trattazione del tema della difficoltà del congedo e del seguente reinserimento in società di tutti quei giovani che servono nelle Forze Armate. Vengono arruolati poco più che diciottenni e si ritrovano dopo cinque anni a dover portare sulle spalle un bagaglio di dolore e morte che ne segna le vite. Alcolismo, difficoltà nelle relazioni personali, scarse possibilità lavorative sono ben descritte nel romanzo, e denotano un grosso approfondimento da parte dell’autrice, e un’attenzione ai temi della vita vera. Perché, quindi, risolvere tutto, in maniera semplicistica, con delle lettere di supporto? Il tema della fratellanza tra commilitoni sarebbe stato bellissimo da esplorare.

Quello che proprio non mi è piaciuto, di La cruda verità, è l’evoluzione della parte romance della storia, troppo veloce e irrealistica. Jake e Brent meritavano di meglio, secondo me, perché sono decisamente dei gran bei personaggi.

 

 

Kiki

x

Check Also

rule 34

Recensione Serie Tv: CRIMINAL MINDS 14X03 – “RULE 34.”

La terza nuova puntata di questa stagione di Criminal Minds, incomincia con ...