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Recensione: “La conquista più difficile” di Jo Beverley (Serie Dark Champion Vol. 3)

Aspra è stata la crociata per Galeran di Heywood e davanti ai suoi occhi scorrono ancora immagini tremende e visioni di sangue e bocche aperte di uomini, donne e bambini che gridano. Ma ancora più aspro per lui è il ritorno a casa. Jehanne, la sua adorata moglie, ha un nuovo compagno che ha insediato come signore nel suo castello e dal quale ha avuto un figlio, mentre Gallot, il loro figlioletto, è morto in circostanze misteriose. Per Galeran ha inizio la più difficile delle battaglie: quella del perdono. E per riconquistare il cuore di Jehanne con tutto l’amore che già li aveva uniti e ricostruire con lei una famiglia, troverà la forza di combattere.

Uscito anni fa, è riproposto ora nella collana Oro. Questo è sicuramente lo storico più originale del mese. Non assistiamo infatti alla nascita di una storia d’amore, ma alla difficile riconciliazione di due persone che si sono molto amate e poi perdute. Galeran è figlio di un potente conte, ma terzogenito,e non avrebbe avuto un suo castello se il fratello maggiore non avesse deciso di diventare un frate guerriero durante le crociate, lasciando la fidanzata Jehanne unica erede di grandi possedimenti. Per non perdere una forte alleanza, il padre ha semplicemente scambiato un figlio per l’altro, e da quel momento Galeran ha finito il suo addestramento di cavaliere nella casa del futuro suocero. Jehanne non è stata particolarmente felice del cambiamento: il fratello di Galeran infatti era un guerriero possente ed esperto, mentre il giovane è molto più esile di tutti i suoi fratelli. Negli anni è riuscito con grande allenamento, a diventare un abile guerriero, e la sua corporatura minuta, rinforzandosi, lo ha reso estremamente agile. Assistiamo dopo qualche tempo al loro matrimonio che, pur tra liti e differenze di carattere, si rivela estremamente felice. Ma mese dopo mese per Jehanne, il desiderio di un figlio diventa così ossessivo da amareggiare la loro vita; tutto è stato provato, ma niente sembra funzionare. Jehanne è sempre più infelice e Galeren decide di fare un patto con Dio; lui si recherà alle crociate e in cambio avrà un figlio. Ora, di ritorno da anni di dure lotte, e dopo aver assistito ad azioni che gli hanno fatto rimpiangere la decisione presa, Galeran sta tornando a casa, ma ciò che lo aspetta è ancora più doloroso di tutte le traversie passate.

È una storia insolita quella che ci propone Jo Beverley, con un eroina che appare di un’antipatia unica: prima così contraria ad accettare un fidanzato che non le piace, sempre pronta a litigare, poi disposta a mandarlo alle crociate nel tentativo di avere ciò che brama di più (un figlio), nonostante il fatto che, unico fra gli uomini del suo tempo, Galeran le continui a dire che lui la ama lo stesso, non importa se sterile. Ma più di tutto, per il lettore è incomprensibile come possa aver dato un figlio ad un altro uomo, subito dopo la morte di quel bambino che tanto ha agognato. Eppure pagina dopo pagina, con una grande introspezione nell’anima dei suoi personaggi, l’autrice riesce a rendere vera una donna fortissima, che ha sbagliato, che cerca ora un’espiazione accettando anche di essere frustata. Una donna che viene considerata una strega perché non piange e non manifesta il suo dolore, dandoci nel contempo scorci dell’anima  di un uomo, che nonostante tutto ama ancora sua moglie e vuole solo capire come tutto questo possa essere successo. Galeran appare di un’umanità sconcertante: per le leggi del suo tempo, lui è tenuto a punire questa donna che gli ha fatto un grande torto, eppure, nonostante tutto, cercherà sempre il modo di proteggerla, malgrado Jehanne non faccia niente per aiutarlo e non gli dia nemmeno una spiegazione, chiusa in un ostinato silenzio.

Non è la solita storia d’amore che siamo abituate a leggere in uno storico, eppure ne ho apprezzato l’unicità, e la bellissima caratterizzazione dei personaggi che risultano vividi e credibili, ma non è sicuramente uno di quei romanzi  che possono piacere a tutti.

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