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Recensione: “La casa delle foglie rosse” di Paullina Simons

 

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Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un’amicizia totalizzante che ruota intorno all’anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O’Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell’istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l’ha conosciuta, pochi giorni prima. Com’è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O’Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.

Un romanzo claustrofobico e inquietante, in cui le menzogne vengono smascherate a poco a poco rivelando la fragilità della natura umana.

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Kristina Kim è una splendida universitaria. Il suo mondo è fatto di studio, allenamenti di basket e dai suoi amici. Amici che le sono sempre accanto e con i quali si sono create relazioni complesse.

Già dalle primissime pagine quest’amicizia, all’apparenza così forte, mostra le sue ombre. Le relazioni tra i quattro ragazzi sono fatte più di bugie che di verità, e forse non tutto è come sembra.

Quando Kristina viene trovata morta, il detective O’Malley deve impegnarsi per districare la matassa delle mezze verità, delle gelosie e dei sospetti che legano Connie, Jim e Albert, per giungere a una conclusione che si rivela più difficile da scoprire del previsto.

Il romanzo non entra immediatamente nel vivo. I primi capitoli, oltre un terzo del libro, servono a presentarci i quattro ragazzi al centro della vicenda, in una sequenza di avvenimenti e situazioni che risultano un po’ confuse.

Solo quando inizia l’indagine – e i toni thriller si fanno più marcati – si capisce che la scelta narrativa dei primi capitoli non è un difetto ma è voluta.

Il lettore deve capire cosa sia successo e quali segreti celano gli amici insieme a Spencer O’Malley, per mezzo degli interrogatori e con l’aiuto delle sue riflessioni.

Gli indizi vengono rivelati pian piano e l’autrice lascia che il lettore scopra dopo il detective alcuni tasselli importanti del puzzle, ma ovviamente questo è un espediente che costringe a proseguire la lettura.

Superato lo scoglio della narrazione iniziale, il romanzo scivola via veloce, mentre la curiosità è alimentata dalle informazioni fornite con sapiente lentezza. Man mano che i personaggi si delineano, ognuno di loro mostra la sua verità, rivelando il buio che si nasconde nell’apparente normalità e tranquillità della cittadina.

Vuoi sapere cosa sia successo a Kristina, se sia stata uccisa o sia morta per un incidente, vuoi sapere perché nascondeva informazioni importanti ai suoi migliori amici. Vuoi sapere.

Scritto e condotto molto bene, La casa delle foglie rosse è un buon esempio di narrativa, con spunti originali e personaggi insoliti, nel quale i toni leggeri e quelli cupi si mescolano, lasciando solo un piccolo spazio all’amore.

Fiamme-Sensualità-Nulla NUOVA

Recensione a cura di:

Lucrezia

Editing a cura di:

Miky

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baby.ladykira

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