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Recensione: “La Bambola” di Daniela Jannuzzi

Trama

In un giorno qualunque Miranda esce in ritardo dal lavoro e, mentre corre per andare a prendere la sua bambina alla scuola di ballo – preoccupata per la reazione che potrebbe avere per i molti impegni della mamma, donna divorziata e lavoratrice – s’imbatte in un negozio che trova all’improvviso sulla sua strada ma che non ricorda di aver mai visto prima d’ora: La Piccola Bottega Dietro L’angolo, che all’apparenza sembra solo un negozio d’antiquariato mal organizzato.
Avvicinatasi alla vetrina, però, Miranda nota un oggetto che cattura subito la sua attenzione: una bambola di porcellana vestita in stile ottocentesco, curata in ogni dettaglio e tenuta a regola d’arte, che in qualche modo l’affascina. Tuttavia non ha ulteriore tempo da perdere e sta per andar via, quando un movimento attira di nuovo la sua attenzione e con la coda dell’occhio le pare di vedere il giocattolo muoversi. Guardando meglio la donna nota che qualcosa sul volto della bambola è mutato…

Recensione

La Bambola: “Vestita con un abito di foggia ottocentesca color rosa cipria, portava i capelli di una bellissima sfumatura di rosso, sciolti sulle spalle in lucenti boccoli”. Una bellissima bambola antica, venduta in un negozietto con cianfrusaglie di ogni tipo… a quale donna non verrebbe voglia di comprarla e portarla a casa per regalarla alla propria figlia? Ditemi che non siete mai stati tentati di comprarne una, anche solo per sfoggiarla da qualche parte, sul divano o sul letto. Mi è capitato di avere una bambola simile, mi ricordo ancora i boccoli biondi che le scendevano sulle spalle, l’incarnato pallido e le guanciotte rosee, con un vestitino rosso di fattura antica. La amavo, mi sembrava viva e questo racconto mi ha ricordato un po’ lei e la paura che provavo quando pensavo che la notte potesse prendere vita e parlarmi. Ridicolo, se uno ci pensa, ma nella mente di un bambino, queste cose possono accadere davvero e diventare incubi reali. Cosa accadrebbe se invece la vostra bambola fosse realmente viva? E se non fosse proprio di animo buono? Scopritelo in questo racconto, che sa avvincere un lettore e tenerlo avvolto nelle spire delle pagine fino alla fine.
Daniela Jannuzzi è un’autrice capace di evocare immagini che intimoriscono attraverso uno stile incalzante e dettagliato, ma che non perde incisività nella narrazione e che spinge il lettore a creare un film nella sua mente; in grado di farlo rimanere incollato alla lettura. Riesce con poche parole e pennellate ferme a particolareggiare la realtà e a catapultarci in un assurdo che sembra reale.
L’idea della bambola non è nuova nell’ambito del genere horror. Sono stati scritti molti racconti e altrettanti film sono stati girati, ma non per questo ho apprezzato di meno la storia di quest’autrice, che è la narrazione dal suo punto di vista di un cliché che tutti i cultori conoscono. Il libro è ben scritto ed interessante e, nonostante per alcuni possano essere prevedibili i contenuti, si vuole leggere per assistere a cosa succederà e come agirà questa bambola all’interno della storia. Perché in fondo, anche se i suoi sorrisi sin dall’inizio fanno pensare che sia viva, non possiamo immaginare fin dove si spingerà. Le bambole sono sempre imprevedibili, si sa.
Quando la realtà e la fantasia si intrecciano; quando cerchiamo di trovare una giustificazione allo straordinario, succede quello che Miranda vive in questa storia e che non riesce a vedere, purtroppo sbagliando.

«Ma certo tesoro. Tutte le bambole sorridono, ma lo fanno solo con le bambine che gli stanno più simpatiche. Lo fanno di nascosto, quando gli adulti non le possono vedere.» le spiegò Miranda.
«E perché gli adulti non le possono vedere?» domandò col visino serio.
«Perché quando si cresce, si finisce di credere alle favole. È una cosa speciale riservata solo ai bambini.»

Non amo l’horror in generale, quindi il mio giudizio su questo racconto è dato più che altro dalla sensibilità con cui sono stati trattati i contenuti e che mi hanno colpito più per l’atmosfera da brivido che per fatti terrificanti espliciti, che in effetti non ci sono.
La Jannuzzi riesce a tratteggiare una storia che entra nella testa del lettore più per il non-detto e accennato; per il contrasto creato tra il timore di quello che accadrà, unito all’immaginazione, e quello che poi effettivamente succede e che si delinea con una delicatezza che lo fa sembrare normale. Per questo motivo l’ho apprezzato, per la capacità di strutturare un breve racconto dall’inizio alla fine aprendolo e chiudendolo con sensatezza e capacità. La chiusura colpisce, apre a nuovi scenari, ma di fatto conclude nella nostra mente un ciclo che fa afferrare al lettore tutto il racconto per intero e che gli dà significato. Un racconto assolutamente piacevole e da leggere!

Fiamme Sensualità Nullo

Asce-voto-1

Recensione a cura di:

Malia-firma

Editing a cura di:

Babila

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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