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Recensione K-Drama: “Healer” – stagione completa

  • Tipologia: K-Drama
  • Titolo: Healer
  • Regia: Lee Jung-Sub, Kim Jin-Woo
  • Sceneggiatura: Song Ji-Na
  • Network: KBS2
  • Episodi: 20
  • Data di trasmissione: December 8, 2014 – February 10, 2015
  • Lingua: coreano
  • Paese: Corea del Sud

Trama: Kim Moon-Ho (Yoo Ji-Tae) è un reporter molto popolare che lavora presso una delle più importanti emittenti televisive. Un giorno scopre la verità su un caso avvenuto in passato. Di proposito avvicina le persone legate a quel caso e le aiuta.

Facendo questo si trova ad avere scrupoli di coscienza su ciò che è verità e ideali. Nel frattempo, con l’aiuto di Kim Moon-Ho, la web-reporter Chae Young-Shin (Park Min-Young) e Seo Jung-Hoo (Ji Chang-Wook), nome in codice “Healer,” diventano veri reporter d’assalto.

Healer è un Drama Coreano che ha come argomento principale il giornalismo d’assalto, la libertà di stampa, la manipolazione dei media, i giochi di potere portati avanti attraverso l’alterazione dei fatti e della verità.

Protagonisti di una delle più belle storia romantiche fino a ora mai lette o viste, sono due giovani, Chae Young-Shin e Ji Chang Wook, figli di alcuni componenti di un gruppo di cinque amici, all’epoca fraterni, che, idealisti e ribelli, negli anni ’80 provano a veicolare notizie, che altrimenti sarebbero state insabbiate, attraverso una rete di informazione pirata, rischiando l’arresto e la vita stessa, scappando dalla censura politica di quel periodo.

Agli inizi degli anni ’90, due di loro trovano la morte e l’unica donna del gruppo, in seguito a uno spaventoso incidente, provocato dal quarto amico, perde per sempre l’uso delle gambe e quel che è peggio, l’unica figlia che per vent’anni crede morta, ma che, invece, è scampata alla tragedia.

Ai giorni nostri, la ragazza, ormai diventata una donna, ignara della professione e degli ideali dei genitori, sogna di diventare una reporter, come il suo “idolo”: ha infatti sul letto, in camera, un poster di Oriana Fallaci, là dove le sue coetanee, magari, esibiscono il poster di Justin Bieber o degli One Direction  (va sottolineato il fatto che, contrariamente a quanto succede da noi, in Corea esiste un programma di grande visibilità che celebra il giornalismo di qualità, e cita la nostra Oriana Fallaci).

Il ragazzo, abbandonato dalla madre dopo la morte violenta del padre, invece è un “corriere”, “una spia” che ruba segreti industriali, e che può essere contattato solo attraverso un centro smistamento gestito da una hacker di prima grandezza che lo coadiuva nelle sue imprese spericolate.

E’ famoso quanto misterioso, e conosciuto ai media e alla polizia del web con il suo nome di battaglia, Healer.

Imbattibile, imprendibile, si lascerà catturare dal fascino discreto di una ragazza normale, che lotta per far affiorare la verità e impedire a una donna di suicidarsi per la vergogna di esser stata violentata e umiliata da un ricco e potente uomo politico.

Healer è una spy story romantica con punte di realismo e amarezza. Una fiction castissima: solo due baci (a stampo!)* sulle labbra e due abbracci fin quasi oltre la metà delle 20 complessive puntate.

I baci poi aumenteranno di parecchio e saranno tutt’altro che casti, tutt’altro che “a stampo”, con persino un accenno di momento intimo dei due amanti a letto insieme, ma va tenuto conto che, per la cultura asiatica il “touchy-feely”, quell’abitudine tipicamente occidentale di abusare del contatto fisico tra persone, siano essi amici, parenti stretti o amanti, in oriente non esiste quasi: una stretta di mano è un gesto molto personale, un abbraccio è addirittura qualcosa di intimo e uno sfiorar di labbra su labbra è già un livello di intimità estremamente profonda.

L’intrinseca e innata riservatezza di usi e costumi da parte degli asiatici e nella fattispecie dei coreani, è sempre rispettata nei drama.

Nel guardare i K-drama, perciò, ci si dovrà abituare a non vedere gesti espansivi o camerateschi estremamente espliciti, un bacio sarà fatto sospirare al pubblico per almeno otto/dieci episodi e la chimica tra la coppia romantica verrà narrata attraverso sequenze di sguardi, mezzi sorrisi, gesti all’apparenza insignificanti che invece si traducono in dimostrazioni di intesa, interesse e affetto (portare una ragazza ubriaca a casa sulle spalle è un gesto di grande attenzione e affetto, per esempio.)

In questo K-Drama l’audacia di alcune scene porta la narrazione a livelli più contemporanei e moderni, e non a caso, questo prodotto non solo ha sbancato l’audience nazionale ma ha varcato persino i confini internazionali e si parla da tempo di un remake in salsa USA di questa storia molto bella e particolare.

Colpi di scena, intrighi, azione e suspense si avvicendano in una spirale di tensione incredibile, corroborando così quella già estrema e carica di passionalità e romanticismo della storia d’amore a capo della storia.

Da vedere, assolutamente.

Lostris

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