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Recensione: “Jingle Bell Rock” di LJ Shen

Care Fenici, Kiki non ha apprezzato molto “Jingle Bell Rock” di LJ Shen, venite a scoprire perché!

Se per Hannah lavorare in hotel come cameriera la Vigilia di Natale non fosse già un motivo sufficiente a trasformarla in un vero Grinch, avere a che fare con un ospite pretenzioso e sbruffone del resort Nirvana può davvero trasformare la notte più gioiosa dell’anno in un incubo.
Lei è pronta ad affilare le unghie e a farsi valere, ma l’ospite in questione sembra essere pieno di sorprese strabilianti, prima fra tutte… si rivela essere la rock star più irriverente e irresistibile del mondo, nonché la fantasia proibita e di lunga data di Hannah.
E soprattutto, sembra non avere la minima intenzione di passare la Vigilia da solo.
Nella notte più magica dell’anno, sarà vero che desideri e fantasie possono diventare realtà?

Care Fenici, la novella di cui vi parlo oggi è Jingle Bell Rock di LJ Shen, uscita in Italia grazie alla Always Publishing il 14 dicembre scorso.

Che delusione questa storia! A libro chiuso mi esce una sola domanda: perché? In quaranta pagine l’autrice è riuscita ad inanellare una storia sconclusionata, una miriade di frasi di pessimo gusto e due personaggi totalmente privi di senso logico. Quasi un record!

Andiamo per ordine, così vi spiego le mie perplessità.

Novella a tema natalizio? Non pervenuta, ve lo posso garantire. Non basta ambientare una trama il 24 di dicembre per dire che c’entra con il Natale. Qui di natalizio non c’è nulla, se non il senso di solitudine di un uomo ricco e famoso che a causa delle sue scelte è solo nella notte più magica dell’anno.

Fabio Ricci, rocker idolatrato dalle folle, si rifugia in albergo a passare le festività. Al Nirvana resort si accorge di Hannah, giovane cameriera, mamma single e sua fan sfegatata, e decide che deve averla nel suo letto. Con un corteggiamento lampo degno di un cavernicolo della peggior specie riesce nel suo intento. Ovviamente la mattina dopo ha già capito di essere innamorato di lei, di adorare il suo bambino e prepara il loro “e vissero tutti felici e contenti.”

La trama di per sé è poca roba, ma volendo scrivere un erotico in poco più di quaranta pagine sarebbe stato complicato essere originali. Mi preme però sottolineare le frasi con cui Mister Ricci seduce la sua preda, perché mi hanno messo i brividi…

«Sì, è il servizio in camera? Allora, la signorina che mi ha portato la cena resterà qui per alcune ore. Ho le braccia rotte e ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a mangiare e a farmi una sega. Quindi, in pratica, sarà di nuovo libera per il suo prossimo turno. Vi auguro un Buon Natale e tutte le altre stronzate». Poi riaggancia e stacca il telefono dalla presa elettrica.

 «Non preoccuparti della crema sul tappeto, piccola. Quando avremo finito, ci sarà dello sperma sul soffitto»

Quando avremo finito ci sarà dello sperma sul soffitto??? Mister Ricci, al di là del fatto che questa frase sia di una volgarità unica, ho l’impressione che lei sopravvaluti le doti di lancio del suo pisello…

Ma proseguiamo con le perle di saggezza del nostro eroe!

Questa sera, quella donna sarebbe stata fabiata nel culo, nella bocca e nella fica. Fabiata. Ecco il termine coniato dal resto della band quando esercitavo il mio fascino su ogni fica esistente durante il nostro primo tour. È un termine che è rimasto da allora.

 Ecco. Fabiata. Avete letto bene. Nel culo, nella bocca e nella fica.

Guardate, Fenici, non sto facendo polemica sul modo di parlare di un personaggio, ci mancherebbe pure… io leggo fantasy e vi garantisco che ne ho viste e sentite di tutti i colori. Ma quando un personaggio così sui generis come Fabio Ricci, il giorno dopo queste simpatiche uscite, salta su e dichiara amore eterno alla malcapitata donna di turno e al figlioletto di lei, beh, c’è qualcosa che non quadra. Un uomo che per sua stessa ammissione si porta a letto tutte le groupie disponibili è poco credibile nella trasformazione, in una notte, in compagno e padre amorevole. E senza il fantasma di dickensiana memoria a farlo ravvedere. Non faccio commenti su una madre single che si porta a casa una rock star, perché, in fin dei conti, quello era il suo sogno, il suo Principe Azzurro, l’uomo che popolava le sue fantasie.

Una novella del genere, dal pochissimo spessore narrativo e con la sola capacità di veicolare scene di sesso, non è proprio una buona scelta durante le festività. Io non la consiglio nemmeno in altri periodi dell’anno, direi che è evidente, e vorrei sapere che cosa ne pensate voi.

 

 

Romanticamente Fantasy

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