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Recensione Inedito: “Dirty Dining” di E.M. Lynley

Care Fenici, un libro super hot oggi per Ipanema: “Dirty Dining” di E.M. Lynley

Jeremy Linden è un dottorando in biotecnologie, e sta effettuando una ricerca su un vaccino per l’HIV.  È sempre a corto di denaro e quando la sua biotech startup, la  PharmaTaek, riduce i fondi per la sua borsa di studio, è tentato di accettare un lavoro in un ristorante per soli uomini come cameriere. Le divise sono succinte e deve togliersi un indumento a ogni portata. Una cosa che può sopportare, certo, anche se presto scoprirà che sul menù c’è molto di più che solo alta cucina. Fino a quanto sarà disposto a spingersi per pagarsi la retta? E il denaro si rivelerà un problema, quando si renderà conto di essere interessato a qualcosa di più da uno dei suoi clienti?

Brice Martin è un avvocato di una società di investimenti ad alto rischio della Silicon Valley. Quando gli viene chiesto di portare un cliente a cena nel malfamato Dinner Club, si ritrova inaspettatamente eccitato sia dall’atmosfera del locale che, specialmente, dal suo cameriere, Remy. Percepisce che in quel giovane sexy uomo c’è molto di più di quanto non si veda a occhio nudo. Il paradosso lo affascina e non riesce ad averne abbastanza di lui. La loro relazione velocemente si sviluppa al di là degli incontri al club e al sesso. Ma fiducia e affetto, che hanno fatto tanta fatica a raggiungere, possono incrinarsi non appena Jeremy scopre che la società di investimenti per la quale lavora Brice è quella che ha interrotto lo stanziamento della PharmaTaeck e la ricerca alla quale Jeremy stava lavorando.

ATTENZIONE! Questo romanzo è ad altissimo contenuto di scene erotiche!

Sì, oggi vi parlo di un romanzo M/M volutamente erotico, anche se l’erotismo in esso contenuto non è fine a se stesso. Perché recensisco un romanzo del genere? Perché nonostante tutto l’ho trovato carino e piacevole da leggere, annoverandolo tra i miei “comfort book”. Ogni tanto si ha voglia di qualcosa di “hot”, che ti svegli i sensi e che ti faccia partire con la mente. E Dirty Dining è uno di quei romanzi.

Allora, dicevamo: hot. Jeremy Linden è un ricercatore scientifico che sta lavorando a un progetto molto importante, una nuova versione del vaccino HIV, ma è anche bellissimo: il classico cenerentolo inconsapevole della sua carica sensuale. Si ritrova improvvisamente con problemi economici: la borsa di studio su cui contava per vitto e alloggio è stata posticipata, il budget riconosciuto alla sua particolare ricerca è messo in discussione, con il rischio che venga annullato. Jeremy, che già si muove in bicicletta per non spendere neppure i soldi del biglietto dell’autobus, si trova costretto persino a rinunciare alla palestra dove va a scaricarsi dopo tante ore di studio e di laboratorio. E proprio in palestra viene avvicinato da un tizio che gli offre un lavoro molto particolare: spogliarellista presso il Dinner Club.

Il Dinner Club è la versione gay di una serie di ristoranti disseminati in tutto lo Stato, dove uomini facoltosi si ritrovano a cena – solo una decina di tavoli – e vengono serviti da camerieri particolari: ragazzi bellissimi, estremamente sexy, con divise succinte (il tema della divisa cambia ogni sera), e piatti estremamente ricercati ad alto contenuto afrodisiaco. I giovani “camerieri” devono spogliarsi nel corso della cena, togliersi un indumento a ogni portata, i clienti possono toccarli ma – pena l’espulsione a vita dal locale – solo se i ragazzi lo consentono e assolutamente non possono avere incontri sessuali nel corso della serata. Per quello, potranno, nel caso, se entrambi d’accordo, proseguire l’incontro nelle camere appositamente riservate ai clienti, dopo la cena, al piano di sopra.

Jeremy pur con grande angoscia, si vede costretto ad accettare: è completamente al verde e l’alternativa è quella di mandare all’aria anni di studio e di ricerca e andare a fare un lavoro molto simile a quello che gli è stato proposto. La prima sera al Dinner Club, Jeremy – a cui viene dato un nickname per mantenere la privacy, Remy –  viene assegnato a Brice Martin – nel Diner conosciuto come Ben – , un avvocato specializzato in grossi investimenti industriali presso la Silicon Valley e che è stato costretto a partecipare a quella insolita serata a cena per compiacere un cliente, avendo in ballo una grossa commessa per il suo studio legale. Ben/Brice non solo è riluttante, ma assolutamente contrario a quel tipo di incontri.

Eppure, nel corso della serata, lentamente e con molta diffidenza da parte di entrambi, i due fanno scintille insieme, tanto che Ben si ritrova a prenotare Jeremy/Remy per una nuova serata. Non sa, Ben, che Jeremy/Remy era intenzionato a non ripetere l’esperienza, ma all’idea di un replay con Ben/Brice accetta.

La storia continua tra incontri hot al ristorante, simpatici siparietti tra “colleghi” di ristorante di Jeremy, e una sempre più crescente attrazione tra i due fino all’immancabile scintilla d’amore. Ovviamente c’è anche il “conflitto” che rischia di mettere a repentaglio il loro rapporto e separare per sempre i due ma, come nelle più classiche storie d’amore, il lieto fine è in agguato.

E.M. Lynley è una scrittrice provetta, ho letto parecchi suoi romanzi e tutti, dico tutti, sono non solo scritti mirabilmente, con uno stile molto curato e trame originalissime (potrei consigliarvi di leggere Spaghetti western, storia d’amore tra uno chef diplomato alla scuola per chef di Parigi e un cowboy del profondo Texas, oppure An intoxicating crush, ambientato nel mondo dei vini e dei coltivatori di uve, ma davvero, date un’occhiata alla sua bibliografia perché ce n’è per tutti i gusti e soprattutto, ogni romanzo è dotato di una accuratezza di ambientazioni e dei vari scenari, nei quali si muovono i personaggi, che incanta) ma sono intriganti e appassionano il lettore, impedendogli di posare il libro fino alla fine. Dirty Dining è sì, dotato di una trama ad alto tenore erotico, ma non è mai volgare e ogni momento di amore/passione/sensualità tra Jeremy e Ben è sempre descritta con una prosa lieve e romantica, non c’è compiacimento o ammiccare lussurioso e la fine lascia un dolce retrogusto di malinconia.

Consigliato a chi vuole evadere e immergersi in una storia d’amore M/M con risvolti eros intensi senza essere troppo espliciti o volgari. Un romanzo che mi piacerebbe tradurre, che vorrei vedere tradotto.

 

Kiki

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