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Recensione in anteprima: “Blood Kiss” di J. R. Ward (#1 Black Dagger Legacy)

Trama

blood kiss

 

Paradise, figlia di sangue del primo Consigliere del re, è pronta a liberarsi dalla vita restrittiva di un femmina aristocratica. La sua strategia? Unirsi al programma del Centro di Addestramento della Confraternita del pugnale nero e imparare a combattere per se stessa, pensare a se stessa … essere se stessa. È un buon piano, fino a quando tutto va in malora. L’addestramento è incomprensibilmente difficile, le altre reclute sono più come nemici che alleati, ed è molto chiaro che il Confratello in carica, Butch O’Neal, alias Dhestroyer, sta avendo seri problemi nella propria vita. E questo prima che lei si innamorasse di un compagno di classe. Craeg, un civile comune, niente di ciò che il padre avrebbe mai voluto per lei, ma tutto quello che lei poteva chiedere in un uomo.
Mentre un atto di violenza minaccia di sconvolgere l’intero programma, e l’attrazione erotica tra loro cresce in modo irresistibile, Paradise viene messa alla prova in modi che non avrebbe mai previsto, e costretta a chiedersi se lei sia abbastanza forte da rivendicare il suo potere … sul campo e fuori.

 

 

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La recensione la intitolerei come una canzone degli U2 a cui, tra l’altro, sono molto legata, A Sort of Homecoming: una specie di ritorno a casa.

Vi chiederete perché.

È ciò che mi ha trasmesso questa nuova avventura nel mondo della Confraternita più famosa, che la Ward ha voluto regalarci… sì, perché è proprio un regalo.

Ci sono tutti, chi più chi meno, e credo che abbia dato una bella ventata di aria fresca a tutto ciò che concerne la storia di questi bellissimi vampiri che adoro e adoriamo.

Finalmente il Centro di Addestramento riapre i battenti, dopo essere stato chiuso per molto tempo, a causa degli avvenimenti tragici che hanno interessato, e interessano ancora, la Black Dagger Brotherhood, i suoi componenti e i vari personaggi coinvolti.

Si cominciano a conoscere i nuovi “vampiretti”. La prima coppia è davvero bella e quanto di più agli antipodi possa esserci: Paradise, figlia di Abalone, Primo Consigliere di Wrath, e Craeg, figlio di nessuno, ma cazzuto e bellissimo (e te pareva).

È chiaro che, però, la Ward non si limita a trattare solo della nuova coppia, ma ne approfitta per analizzare più da vicino e più dall’interno, intersecandolo come solo lei sa fare, il rapporto tra Butch e Marissa (c***o, allora è viva!).

Naturalmente, entrare a far parte delle nuove reclute non è facile, quindi i Fratelli si inventano una prova per tutti i nuovi adepti. Ora, non so da dove abbia partorito tutto l’iter della suddetta, ma credo che la zietta si sia fatta i viaggi tra Divergent e Hunger Games, perché è davvero assurda e implacabile: ti ci fa sentire dentro, con le paure, le incertezze, le debolezze di questi giovani che la devono affrontare.

Paradise vuole riscattarsi dal suo ruolo di femmina della glymera, tenuta come una bambola di porcellana, vuole capire chi è, e prendere finalmente in mano la sua vita; Craeg, allo stesso modo, desidera uscire da una situazione quasi di stenti per elevarsi e dimostrare di essere qualcuno. L’incontro è esplosivo, come sempre, e dimostra ancora una volta che la Ward non sbaglia (quasi) mai… L’avessi avuta sotto mano dopo le Ombre, non ne usciva viva!

Con mio sommo piacere la zia ha dato spazio a Lassiter che, come al solito, viene preso in giro da tutti, ma con il suo modo irriverente è diventato uno dei personaggi più importanti della serie, a mio modesto avviso.

Una delle cose davvero interessanti è che non ha solo analizzato e messo a nudo il rapporto tra Butch e Marissa, ma anche quello tra Vishous e Butch, e fra i tre. C’è una scena molto intensa tra loro che mi ha dato i brividi, una scena che, anche se piccola, è riuscita a dimostrare in pochi attimi la profondità del rapporto tra questi due maschi e a mostrare un aspetto di V che mi ha lasciato letteralmente senza parole: ho pianto, lo ammetto e non me ne vergogno.

Rientrare in questo mondo che, diciamocelo, ci mancava parecchio, ritrovare i Fratelli che scherzano, le loro battute, i loro modi di fare mi ha rimesso in pace con la Ward… per ora!

Sono lo sbocciare di una nuova storia e il completamento di un’altra, il tutto condito dal puro stile Ward della Confraternita dei primi tempi, di cui ci siamo tutte innamorate.

Il fatto che abbia voluto intraprendere questa nuova avventura è perché una certa atmosfera mancava anche a lei, e noi le siamo grate.

Trovo interessante il fatto che, nonostante la storia riguardi nuove coppie, abbia voluto che una di quelle storiche la accompagnasse e si sviluppasse insieme. Non voglio affermare che sia un passaggio di testimone al nuovo che arriva, ma evidentemente aveva ancora delle cose da dire sulle coppie già formatesi; però è solo una mia opinione, e fosse per me la Confraternita dovrebbe durare a vita.

Non so se questa sarà una costante, in tutti i nuovi libri che usciranno di questa serie, ma se questa è la premessa ha tutti i presupposti per diventare una degna storia parallela e non vedo l’ora di sapere quali saranno le prossime coppie a essere messe in gioco.

Sono sicura che le storie di questi sette giovani – Paradise, Craeg, Axe (di cui sono già innamorata parecchio), Boone, Anslam, Novo (che mi ricorda qualcuno) e Peyton (qualcuno deve aver finalmente detto alla Ward che aveva rotto le palle con tutte quelle ‘h’ nei nomi) – ci faranno entusiasmare, arrabbiare, piangere e divertire come hanno fatto i loro predecessori, e se poi il tutto sarà amalgamato alla Confraternita non ci deluderanno.

Concludo mettendo un passaggio della zietta, rilasciato su Goodreads:

“… Ma dai andiamo, non diciamo bugie. Vi sono mancati quei pantaloni di pelle, quegli anfibi… quell’auto da golf… la Tana.

V nudo nella doccia.

Non diciamo bugie.

Lo so, l’ho fatto!…”

 

Sì, ci sono mancati parecchio e speriamo di vederne tanto.

 

Fiamme-Sensualità-Medio NUOVA

 

 

Recensione a cura di:

ElyKinneyTellerFraser
Editing a cura di:

Aléthéia

Romanticamente Fantasy

Romanticamente Fantasy

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