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Recensione: “Incontri ravvicinati del terzo tempo. Storie d’amore e quarantena.” di AA.VV.

Autori: AA.VV.
Editore: Giunti Editore
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 2 aprile 2020
Siamo tutti a rischio, tutti impauriti o angosciati, tutti incerti, confusi, condizionati da un fiume di informazioni spesso contraddittorie. Uno shock nazionale, anzi mondiale. Colpevole: una nemica sconosciuta, dall’identità sfuggente. La malattia. Il contagio.
In questo scenario deprimente, la fascia d’età a cui si rivolge con immutata passione la collana di romanzi d’amore Terzo Tempo, quelle eterne ragazze d’età compresa fra i 60 e i 90 anni, è la più colpita. Di Corona Virus muoiono i vecchi.
Ho sentito un refolo di malinconia serpeggiare fra le autrici dei primi 6 romanzi di Terzo Tempo: Brunella Schisa (Non essere ridicola), Emanuela Giordano (Appena in tempo), Roberta Colombo (Zero gradi), Elena Vestri (Mai dire mai più), più Grazia Giardiello & Barbara Cappi (Balene) e Linda Brunetta (Il meglio deve ancora venire).
Poiché mi occupo della psiche dei miei autori, come dovrebbe fare qualsiasi buon direttore di collana, ho proposto a ciascuna di loro di scrivere un racconto ispirato a questo momentaccio, che tutte e tutti stiamo attraversando.
Hanno risposto di sì, e ha risposto di sì anche Paolo Guzzanti.
Risultato: una raccolta di otto racconti di ostinata allegria, scaturiti dal profondo delle nostre angosce. (Lidia Ravera).

Nella prima fase della diffusione del virus, sono stata invitata, non so quanto gentilmente, dalle autorità sanitarie del mio paese a rimanere a casa. Il mio fisico che si suppone sia usurato dal tempo ma tenace, rischia di occupare un prezioso letto di terapia intensiva o peggio, in rianimazione. Confesso che in un primo momento mi sono sentita quasi offesa. L’umanità ha fatto di tutto per prolungare la vita media, ma a noi “prolungandi” viene rimproverato di occupare spazi, posti di lavoro e denaro pubblico per pagare pensioni della durata indefinita. (Tratto dal racconto Amore in quarantena di Linda Brunetta)

Ciao a tutti, amanti della lettura!

Chi nella propria vita non ha avuto paura, almeno una volta? Certo, ci sono paure che agli occhi delle persone hanno più senso rispetto ad altre; aver paura di lanciarsi con un paracadute può far paralizzare dalla paura ed è comprensibile, ma il terrore di parlare in pubblico non è così logico, o almeno non lo è per chiunque. Eppure la paura, quale ne sia la motivazione, è legata all’ansia e questa è una sensazione emotivamente destabilizzante.

Io, per esempio, ho una fifa blu dei ragni, anzi no, chiedo venia per il modo balordo in cui mi esprimo. Devo dire che soffro di aracnofobia come si premurò di farmi notare un giorno al bar – un’esperienza che nel periodo che stiamo vivendo sembra un evento fantascientifico – l’esperto di turno laureato in psichiatria del consiglio non richiesto.

Chiamala come ti pare Dottor Chi Ti Conosce!

Io so solo che quando vedo un ragno – diciamo di medie dimensioni non quelli microscopici, cerco di mantenere per quanto possibile un barlume di dignità anch’io – inizio a sudare freddo e vorrei avere un bazooka in mano o un arco con le frecce più che altro per illudermi di avere il coraggio di far fuori la bestiaccia almeno a distanza, perché in verità mi tremerebbero le mani e addio alla mira. Nel dubbio, me la do a gambe.

L’esimio dottore, che ormai aveva preso a cuore il mio caso deciso a guarirmi, non mancò di obiettare che la mia fobia poteva avere delle ripercussioni preoccupanti perché per esempio in Venezuela, nelle foreste pluviali, verso sera i ragni – non i ragnetti in technicolor che pungono Peter Parker eh, ragni grossi come meteoriti – si lanciano dagli alberi.

Che… Cosa… Fanno?

Immaginate che orrendo scenario si è palesato davanti ai miei occhi! Anni di sessioni di allenamento “scaccia paura” con X-FILES, Twin Peaks e Fringe buttati nel secchio dell’umido. Un ragno che si lancia da un albero nel mezzo di una foresta e io che scappo –o magari no perché sono già morta d’infarto – è un’immagine che mi ha tolto il sonno, io che ho dormito come un neonato che ha appena preso la poppata anche dopo aver visto Profondo Rosso.

Cara foresta pluviale venezuelana, sono certa che tu sia tra le più grandi meraviglie che la natura possa offrire, ma credo che noi non ci incontreremo mai. Mi accontenterò di vederti su Focus o Discovery Channel, tanto i ragni dallo schermo della TV non possono attaccarmi. Vero? Meglio che non ci pensi va!

Insomma, ciò che volevo dire – prima che la mia personale fonte di ansia mi prendesse la mano – è che nessuno è del tutto esente dalla paura. Ci sono paure che già albergano in noi e che non sempre riusciamo a controllare, ma che possiamo cercare di gestire al meglio delle nostre possibilità. Che succede però quando la paura nasce perché indotta dall’esterno, magari da notizie false e tendenziose che ormai ci invadono tramite il TG, i Social Network e persino i giornali? È quanto, sono certa, è successo a molti di noi in questo periodo di difficoltà dovuto al virus, che tanto dolore ha purtroppo già creato a chi ha perso una persona cara. Al dolore poi seguono incertezza e spaesamento legati all’incapacità di gestire e comprendere l’ignoto.

Siamo tutti esposti, ma lo sono soprattutto gli over sessanta, e non solo perché considerati categoria a rischio per limiti di età, ma anche perché proprio in questo periodo, dove spetterebbe loro una maggiore attenzione, essi sono quasi dimenticati e messi in un angolo o addirittura considerati fonte certa di problemi e non a caso ho scelto di citare proprio un pezzo del racconto Amore in quarantena.

Incontri ravvicinati del terzo tempo. Storie d’amore e quarantena, è un’antologia di otto racconti brevi dedicati ai ragazzi tra i sessanta e i novant’anni, ma che chiunque sia provvisto di una buona dose di autoironia troverà divertente.

I racconti che ho preferito sono: A casa ragazzina! di Lidia Ravera, Amore in quarantena di Linda Brunetta e, soprattutto, Non si butta via mai niente neanche le vecchie di Emanuela Giordano con cui ho riso dall’inizio alla fine.

Nel complesso comunque, ciascun racconto, affondando le radici ora nella realtà, ora nel sogno, offre dei deliziosi quadretti i cui protagonisti sono accomunati dalla capacità di scherzare anche in una situazione difficile come quella che stiamo affrontando. Questo però, non significa né banalizzare le oggettive difficoltà del momento né tanto meno farsene beffe tutt’altro.

Ammettiamolo, in questi giorni di vita casalinga forzata e di uscite controllate, riuscire ancora a sorridere aiuta, magari non a sconfiggere la paura, ma almeno ad affrontarla con maggiore forza, lasciandoci alle spalle l’effetto deleterio di tanta entropia d’informazione.

Per citare Jep Gambardella de “La grande bellezza”: “Siamo tutti sull’orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, pigliarci un poco in giro… O no?

Buona Lettura

Autori: AA.VV. Editore: Giunti Editore Genere: Narrativa Data di pubblicazione: 2 aprile 2020 Siamo tutti a rischio, tutti impauriti o angosciati, tutti incerti, confusi, condizionati da un fiume di informazioni spesso contraddittorie. Uno shock nazionale, anzi mondiale. Colpevole: una nemica sconosciuta, dall’identità sfuggente. La malattia. Il contagio. In questo scenario deprimente, la fascia d’età a cui si rivolge con immutata passione la collana di romanzi d’amore Terzo Tempo, quelle eterne ragazze d’età compresa fra i 60 e i 90 anni, è la più colpita. Di Corona Virus muoiono i vecchi. Ho sentito un refolo di malinconia serpeggiare fra le autrici dei…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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