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Recensione in anteprima:”The Loop. L’umanità finisce qui ” di Oliver Benjamin

 

 

 

Titolo: The Loop.L’umanità finisce qui
Autore:Oliver Benjamin
Editore:Rizzoli
Genere:Distopico.Young Adult

Data di pubblicazione: il 5 Maggio 2020

 

 

LUKA KANE HA PASSATO 736 GIORNI INGIUSTAMENTE IMPRIGIONATO NEL LOOP ASPETTANDO LA SUA ESECUZIONE.

Il Loop è una prigione perfetta, gestita da Happy, l’intelligenza artificiale che si occupa di ogni aspetto della vita dei detenuti. Nel Loop ogni giorno è uguale al precedente. Ogni giorno è un tormento. Ma qualcosa comincia a cambiare. Circolano voci di una guerra. Strane cose accadono ai prigionieri. E la guardiana, l’unica che gli abbia mai dimostrato un minimo di umanità da quando è stato imprigionato, gli consegna un messaggio:
Luka, devi fuggire…
Ora Luka deve decidere se evadere dal Loop è davvero la sua unica possibilità di sopravvivenza, e soprattutto deve trovare un modo per salvare le persone che ama, dentro e fuori la prigione. Ma ben presto scopre che all’esterno la vita è di gran lunga più terrificante di quanto avesse mai potuto immaginare. E se vuole salvare coloro a cui tiene, Luka deve scoprire chi è il responsabile del caos in cui è sprofondato il mondo intorno a lui.

 

 

 

 

 

Sei il detenuto 9-70-981. Luka Kane, sedici anni. Assegnato al Progetto Batterie”

 

The Loop è un libro che rispecchia in toto il suo genere, un vero distopico YA. Aspettatevi tecnologia avanzata, un’intrigante lotta alla sopravvivenza, un mix di thriller e avventura rilegata in un mondo sociopatico intriso di violenza, dove l’eroe è raffigurato da un gruppo di giovani, poco più che adolescenti, indomiti che trasudano ingenuità, temerarietà e cuore.

 

Luka Kane è solo un ragazzo che si è apparentemente macchiato di un crimine e per questo è rinchiuso nel Loop, una prigione futuristica organizzata in ogni minimo dettaglio da Happy, intelligenza artificiale che regola la vita in quel luogo.

Le giornate scorrono in modo routinario: colazione, ora d’aria, esercizio fisico… le visite di Wren, unico essere umano che Luka può incontrare, l’unica che gli dà ancora l’idea di essere vivo. Ogni sei mesi i detenuti, ragazzi di massimo diciotto anni, possono scegliere di arrivare alla loro morte o rimandare l’ora fatale sottoponendosi a qualche sperimentazione medica che gli permetterà, forse, di sopravvivere altri sei mesi. Prigionieri senza volto, separati da mura, ascoltano solo voci, alcune amiche, altre che gridano vendetta e morte per Luka.

Un giorno tutto cambia, qualcosa nel sistema si è modificato.

 

 

È strano, è tutto troppo strano. E questo è l’ultimo mio pensiero prima che il mondo sprofondi di nuovo nelle tenebre.

 

 

È arrivato il momento di scappare. Wren li ha avvisati. La paura cresce. Wren troverà il modo di aiutare i membri del club delle 2, ma ora inizia la lotta per questo gruppo di alleati per scoprire cosa sta accadendo nel mondo, per salvare se stessi e le proprie famiglie.

 

Se vuoi sopravvivere è meglio che impari a fare tu la prima mossa, prima che la facciano loro.

 

 

La voce narrante del romanzo è quella di Luka, attraverso i suoi occhi guardiamo il mondo che lo circonda dentro e fuori dal Loop. Nella sua mente viviamo i flashback che lo tormentano rispetto al suo passato e alle realtà alternative che vede di fronte a sé. Grazie a lui conosciamo i membri di questo gruppo: Wren, una Alt, che si occupa dei prigionieri, Kina la nuova arrivata, Malachai il tenebroso leader del gruppo e ancora Blue, Pod, Igby e Akrimi.

La scrittura inizialmente appare lenta, ricca di dettagli per comprendere meglio il sistema, per caratterizzare i personaggi, per conoscere i risvolti che arriveranno in seguito, fino a quando tutto diventa più frenetico e l’azione prende il sopravvento. Ammetto che io per prima non ho amato da subito tutte quelle descrizioni e spiegazioni e ho faticato a prendere un ritmo di lettura accettabile, ma a un certo punto diventa talmente veloce da farti perdere la cognizione di tempo e spazio. Ho adorato quel momento!

Tematiche basilari come la libertà, lo spirito di sopravvivenza, il sentirsi all’interno di un gruppo di amici (alla Stand by me di Stephen King) si respirano nella narrazione ed emergono nei dialoghi sempre in linea con l’età dei protagonisti.

Un libro particolare che porta alla memoria romanzi e film famosi con una mescolanza di colori e novità, consigliato agli amanti del genere, in quanto, se vi aspettate storie d’amore o estremi sentimentalismi, rischiate di rimanere delusi.

Vi auguro una piacevole lettura e termino la recensione con una frase che mi ha davvero colpito e che forse racchiude in sé molti pensieri degli ultimi mesi del nostro mondo.

 

 

Abbiamo scelto di distruggere la popolazione mondiale perché in meno di tre secondi siamo giunti alla conclusione che l’umanità è un virus che muta col tempo e diventa sempre più resistente […]”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

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