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Recensione in Anteprima: “Wishlist 2” di JD Hurt (Dark Necessities #6)

Buongiorno fenici, oggi Nayeli ci parla di “Wishlist 2” di JD Hurt 

Combatto per essere libera. Combatto per dimenticarlo. Combatto contro me stessa. Perché lui è il mio destino; ma io non voglio un destino tracciato dal dolore e dal sangue. Io non voglio lui. Ethan Gaffrey.

Combatto per averla. Combatto per tenermela.
Combatto per rimanere aggrappato al mio destino. Anche se questo destino è una disgrazia. Anche se questo destino è figlio della morte. Io voglio lei. Willow Johnson.

Combatto contro i demoni del passato. Combatto contro il mio lato oscuro e le mie bugie. Combatto per riavere l’unico uomo che amo; anche se l’ho tradito in ogni modo. Anche se la mia mole di inganni lo ha trascinato lontano da me. Anche se non mi ha mai amato.
Io voglio lui. Ethan Gaffrey.

Willow, Ethan, Kyle. Quando l’amore diviene guerra.

Nota dell’autrice: per comprendere il testo è necessario avere letto i precedenti volumi della Dark Necessities Series (Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2, Wishlist 1)

In questo secondo episodio della duologia su Ethan e Willow, Ethan ha smesso ahimè di essere il “tambourin man” che ci aveva conquistato nel precedente (anche se ha sprazzi di dolcezza che fanno davvero sciogliere!), niente più “mia diletta”. Lo ritroviamo più duro, più subdolo, forse perché ci sono altre persone che si intromettono per aggiungere fraintendimenti tra lui e Willow, quindi le cose tra loro, già così fragili, cambiano rapidamente.

“Devi essere felice, Ethan. La tua vendetta è compiuta. Sono rotta e mai più mi riaggiusterò, sento solo repulsione per me stessa. E non ho più sogni, neppure incubi. Non sono all’inferno, neanche in paradiso. Ormai mi risolvo e mi perdo in te; sei il mio purgatorio perenne. Questa è la maledizione peggiore per una persona che ha sempre cercato la libertà”.

(… ) “Ti curerai” mormoro a un centimetro dalle sue labbra. “Lo farai per me. Perché anch’io ho quella cosa maledetta che mi pulsa dentro. E’ un cazzo di alieno che mi porta da te, decide al mio posto. Io l’ho accettato, Willow. Accettalo anche tu”.

Essendo un dark, il sesso non è mai sdolcinato o mieloso, ha sempre una componente sporca. Però non è mai abuso, non è mai violenza, perché Ethan non è quel tipo di uomo: non è un dominante, né un sadico. È un manipolatore che prevarica per bisogno, possesso, esigenza fisica, ma si lascia sempre sopraffare dalle emozioni, incapace di controllarsi a fondo. Quindi riesce a essere cattivo ma mai troppo violento fisicamente. Ama invece plasmare, manipolare la mente di lei per forzarla, fino a riuscire a far sì che sia lei a desiderarlo. E questo è il suo modo di deviarla, di entrarle dentro, di violarla con la mente.

“Vuoi frustarmi, Ethan?”
Il mio nome è pura pornografia che si veste di poesia fra quelle labbra tremanti.

Willow trova stavolta una nuova ancora di salvezza, conosce finalmente suo fratello Ryan, e riesce a ottenere qualche momento di felicità, di gioia, appiattendo i desideri e la passione, ma guadagnando serenità e stabilità. Naturalmente, però, tutto quello che c’è tra lei e Ethan non può morire, nonostante il male, la distanza, il tempo, il dolore.

“Ma forse tu non vuoi sopravvivergli. Forse preferisci naufragare nell’uragano della sua passione deviata piuttosto che galleggiare nella pozzanghera di una vita tranquilla”

Se Ethan è completamente preso dalla sua ossessione, l’unico raggio di luce che ha trovato nella sua vita e che non può permettersi di perdere, Willow  continua invece a dibattersi, in conflitto tra la mente e quello che sente nel corpo. Inevitabilmente, stare con lui significherebbe accettare il passato, il dolore, i tradimenti… Ma non è facile dimenticare la passione, l’adrenalina, l’amore quando lo trovi, e quando qualcuno ti è entrato così tanto dentro.

“Tu credi che io sia un lupo, Willow. Ma sono un cane abbandonato che ha imparato a crescere dai lupi; il che forse mi rende ancora più efferato. Sono uno che fuma canne per colorare il proprio respiro. Sono un cattivo che non può redimersi, ma cerca nella tua bellezza interiore quella traccia di bontà che gli hanno rubato per sempre. E non me ne frega un cazzo se sei Whity, non me ne frega un cazzo se ti ha partorito la morte in persona. Non me ne frega un cazzo delle leggi di dio e del passato; conosco una sola regola. Quella della nostra pelle quando si tocca”.

Il romanzo non è solo incentrato su di loro, ma porta a compimento una serie di trame che, soprattutto attorno a Ethan, sono molteplici. La wishlist di Fanny, il desiderio di Penny e di Kyle, i genitori pazzi, Steph, Ryan… È come se nel sesto volume della Serie tutti i nodi venissero al pettine. Quella lunga e complicata saga che intreccia due famiglie (piuttosto disturbate) giunge a compimento attraverso una fitta tela di bugie. Faticosamente. Dolorosamente.

“Non c’è nessuno che vince fra noi. C’è solo qualcuno che perde più lentamente”.

Si fa anche pulizia tra i personaggi… non sempre con sollievo, e d’altro canto se ne scopriranno di nuovi, che faranno da ponte ai volumi successivi.

Il finale, insomma, dovrebbe segnare il punto fermo sulle vicende dei fratelli Steph, Ryan e Willow, ma la Serie non è conclusa: i romanzi continueranno sul filone degli altri personaggi legati a Destiny e Sharon (la sorella di Shiloh).

“Una parte di me non dimenticherà mai che sei la figlia di Paggett. Ma persino quella parte ti vuole; ti brama in maniera malata, sconnessa, morbosa. Ti desidera da morire. Ti voglio così tanto da essere diventato pazzo di te. Se dividessi la mia follia in tante piccole particelle, ogni frammento sarebbe talmente aguzzo da poterci sbudellare entrambi. Ti voglio così tanto che non ti lascerei andare neanche dopo essere morto. Ti voglio così tanto che non vederti mi devasterebbe, ma averti di fronte agli occhi mi distrugge di più. Perché, fottuto mondo, non riesco a vedere altro che te”

Una lieve insoddisfazione sulla mancata minuziosità dei dettagli che compongono il thriller, ma anche sulla semplicità con cui la tela di bugie e manipolazioni faticosamente tessuta è stata dipanata per giungere alla verità. Due escamotage troppo facili. Avrei inoltre amato che quelli che sono sempre stati fratelli di sangue lo avessero mostrato ancora una volta (sto tentando di non spoilerare). Tuttavia, il miele della lettura mi ha gratificata a sufficienza per non badarci. Il rapporto tra Ethan e Willow, l’intensità, la poesia con cui tutto viene narrato, è assolutamente maestoso, coinvolgente, intenso.

L’orgasmo arriva come la più devastante delle bombe, ma anche il più carezzevole dei sogni. La mia pelle si cosparge di bocche assetate che bevono, bevono, senza mai stancarsi di ingoiare ogni singola staffilata del suo pene.

È un romanzo che ho sottolineato praticamente in ogni pagina, romantico a suo modo, nella sua crudezza, nella sua intensità ossessiva.

Da leggere se amate il dark romance. Non resterete deluse.

Trovo la sua lingua. La intreccio con la mia. La sbrano con metodo e una perizia che deriva dal mio essermi dato a chiunque. Ma non è lei che soccombe; sono io quello che si disfa in mille brandelli di bisogno.
E non c’è fretta in questo bacio.
Non c’è dolcezza.
Neppure un briciolo di vendetta.
C’è solo il senso di me.

 

 

Kiki

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