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Recensione In Anteprima: “The Thief” di JR Ward (serie La Confraternita del Pugnale Nero #16)

Care Fenici, il libro di cui vi parliamo oggi è The Thief di JR Ward

Progetto grafico a cura di MariHel

Sola Morte, ex ladra e scassinatrice, ha abbandonato la vecchia vita che conduceva dalla parte sbagliata della legge, e, in fuga dai famigliari di un signore della droga, si trova ora lontana da Caldwell, dove cerca di tenersi fuori dai guai e di occuparsi della sua amata nonna. Il suo cuore, però, è rimasto al nord, con l’unico uomo che sia stato in grado di abbattere le sue difese: Assail, figlio di Assail, che non aveva certo intenzione di innamorarsi, e per di più di una donna umana. Ma il loro amore non ha futuro, e non solo perché lei non sia a conoscenza che Assail è un vampiro, ma perché lui non ha intenzione di smettere di procurare armi di contrabbando alla Confraternita. Il Destino, però, ha piani diversi per loro. Quando Assail finisce in coma e si trova a un passo dalla morte, i suoi cugini individuano Sola e la supplicano di tornare al suo capezzale e dargli una ragione per vivere. L’ultima cosa che Sola vorrebbe è doversi immergere di nuovo nel passato da cui è fuggita, ma come può lasciarlo morire?

Mentre un nuovo nemico mortale dei vampiri viene allo scoperto e la Confraternita ha bisogno che Assail si rimetta in piedi, Sola si ritrova a essere non solo un bersaglio, ma una risorsa fondamentale in una guerra che non è ancora in grado di comprendere.

E quando la verità sul conto di Assail verrà rivelata, scapperà in preda al terrore, o donerà il suo cuore all’uomo che la ama più della sua stessa vita?

Oggi parlerò in anteprima del nuovo romanzo di JR Ward: The Thief.

Voi non mi conoscete, ancora, ma spero che questa recensione sarà un ottimo bigliettino da visita per far parte dello staff.

Progetto grafico a cura di MariHel

Partiamo subito col dire che le coppie protagoniste di questo romanzo sono Assail e Sola, ovviamente, e Vishous e Jane. Cercherò di fare una recensione senza spoiler, puntando più sul messaggio che sulla trama, ma consiglio comunque a chi non vuole rovinarsi nulla di passare oltre.

Le loro storie, apparentemente diverse, si intersecano lungo tutto il romanzo senza mai realmente toccarsi, eppure un lettore esperto, in grado di andare oltre la superficie dei fatti narrati, capisce perché la Ward ha voluto metterle così in parallelo.

Entrambe le storie si basano su verità non dette, segreti custoditi e mai rivelati al partner per paura di un giudizio, ma con la speranza che l’altro li capisca e domandi per primo.

Questa indipendenza delle coppie, in cui lo spazio personale è la base su cui si fonda la relazione, diventa la più grande bugia e il più grande ostacolo ai sentimenti.

E come dice V: l’indipendenza è diventata un’arma a doppio taglio, perché invece di unire, allontana.

Una volta presa coscienza delle bugie e della fatica che si fa per mantenerle in piedi, una volta accorti che i dubbi che esse generano sono un male per l’anima, c’è lo scontro. Violento, verbale, che fa ancora più male perché mette a nudo i personaggi e finalmente li vediamo per come veramente sono, e loro si vedono finalmente per la prima volta.

Inizia così un percorso di accettazione, di confidenze, di incontro… questa volta imparano ad amarsi davvero.

E nonostante le epifanie siano diverse per ogni coppia, è il messaggio che è uguale per entrambe: anche se diversi, insieme possiamo tutto; anche se diversi, l’amore sarà il nostro punto in comune.

Ho sentito molte opinioni contrastanti sulla fine di Assail e Sola, e io vi voglio dire la mia. Per me non è una questione irrisolta perché è in linea col percorso che la Ward fa fare ai personaggi: Sola accetta Assail per quello che è, e Assail fa altrettanto con lei. È la conclusione perfetta… perché due esseri diversi, che sanno accettarsi per come realmente sono, hanno la più grande delle fortune, e il loro amore sarà sincero.

Per me la loro unione è perfetta così.

Così come quella di V e Jane, che finalmente hanno affrontato i loro demoni e accettano anche quelli nel loro rapporto.

Tutto è coerente con il messaggio che manda la Ward in questo libro.

E, sì, forse non è un ottovolante di emozioni come The Beast o The Chosen… ma questo non vuol dire che sia meno intenso. È un percorso, una cura graduale di animi feriti.

Chi dice che non ha visto colpi di scena forse non ha letto lo stesso libro.

Poche parole chiave per prepararvi al peggio… Muhrder, Vergine Scriba, Lassiter, Throe, nuovo nemico in apparenza indistruttibile.

Apparentemente è un libro poco eclatante, eppure l’amore è così: un percorso fatto di incontri e scontri, di litigi e di perdono. È accettare che siamo diversi dalla persona che amiamo, e amarla per questo, nonostante tutto.

Leggete questo libro con il cuore e la mente aperta, scoprirete che sotto la superficie c’è molto di più.

= ANNALISA =

 

 

 

Kiki

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