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Recensione in Anteprima: “Solo il tuo profumo” di AI Cudil (Serie Six Senses #4)

Care Fenici, oggi Kiki ci parla in anteprima di “Solo il tuo profumo” di AI Cudil (Serie Six Senses #4)

Vivere di soli espedienti, raggiungere una certa stabilità e respirare a poco a poco, guardando un orizzonte fatto di speranze. Questa è la vita di Sylvie, ciò che la muove, ciò che la anima. Perché il suo passato è troppo complicato e il peso che porta nel cuore a stento riesce a farla respirare. Philippe, d’altronde, è il fratello che lei stessa ha condannato a un letto d’ospedale. Come uscire da questa impasse emotiva? Eppure, quando Damian irrompe nella sua vita, unendosi alla squadra del Six Senses, a Sylvie sembra quasi di rinascere. Il loro amore cresce in un lampo, puro e sincero, e nonostante il lavoro di entrambi rappresenti un ostacolo quasi insormontabile, la loro attrazione appare sempre più forte. Ma quando i desideri di Damian per il proprio futuro iniziano a prendere il sopravvento, per Sylvie è ora di svegliarsi dall’incanto.

Il Six Senses riapre le porte, e questa volta per trasportarvi in una storia tormentata, potente. Perché non tutte le storie d’amore iniziano nel momento perfetto per viverle, alcune hanno bisogno del giusto mix di essenze per creare un profumo indimenticabile.

Il libro di cui vi parlo oggi è Solo il tuo profumo di Antonia Iolanda Cudil, quarto volume della serie Six Senses.

Care Fenici, aspettavo da tanto tempo di potervi parlare di questo libro della Cudil. È stata una gestazione lunga, ma dalla penna della brava autrice veneta è uscito un libro davvero bello. Come tutti quelli della serie Six Senses è infuso da un potente erotismo, ma spinge a una riflessione profonda. Di tutti quelli appartenenti a questa serie, Solo il tuo profumo è indubbiamente il più doloroso, ma anche quello più maturo. Costringe il lettore a una riflessione profonda sul senso ultimo della vita e dell’amore. Con una trama suspense meno sviluppata che negli altri romanzi, lascia il posto alla storia d’amore tra i protagonisti, Sylvie Bonnet e Damian Sorel.

Alla Six Senses, una delle Spa più intriganti di Parigi, dovete entrare assolutamente. In Rue de Castiglione vi accoglierà un personale altamente specializzato e, a richiesta, potreste essere i fortunati depositari di attenzioni molto particolari. Dietro la facciata seria del centro benessere, infatti, si cela l’agenzia di gigolò più famosa di Parigi. In questi anni abbiamo conosciuto i ragazzi che ne animano le notti: Matteo, il sexy chef italiano, Diego, il tenebroso ex torero spagnolo, Cedric, l’impertinente fitness trainer che viene dalla Provenza. Ora è il turno dell’unica signorina dell’agenzia, Sylvie, che ne fa parte praticamente dagli esordi.

Perché questo titolo, Solo il tuo profumo? Ognuno dei libri porta alla mente del lettore un particolare che ricorda il protagonista, legato a uno dei cinque sensi: Matteo era il gusto (Solo il tuo sapore), Diego l’udito (Solo la tua voce), Cedric il tatto (Solo la tua carezza). Ora Sylvie e Damian sono il senso dell’odorato, e il tema ricorrente dei profumi è presente in tutto il romanzo. Magnolia e sandalo, le tisane profumate di Irina, i profumi delle pasticcerie parigine, il lavoro di Damian.

Prima voglio farvi una premessa doverosa: il Six Senses è, sì, un’agenzia che fornisce accompagnatori, ma la clientela ricercata, appartenente alla Parigi bene e super ricca, ne fa un posto raffinato e mai volgare. Famosi avventori, esclusivi club BDSM, nobiltà francese: è questo il mondo in cui muovono i passi i ragazzi capitanati da Irina, Laura e il Marchese, vero deus ex machina della peccaminosa capitale francese.  Cosa accomuna i ragazzi e le donne che ne fanno parte? Un disperato bisogno di soldi. Denaro da fare in fretta, che serve come trampolino di lancio per una vita migliore, per aiutare le famiglie in difficoltà o per inseguire i propri sogni.

Sylvie, in questo contesto, è un elemento di grande novità, quasi dirompente. Da tre libri si parlava di lei solo in maniera superficiale, e l’alone di mistero che la nasconde è stato sempre presente. Con i primi capitoli del libro conosciamo finalmente la sua storia dolorosa, e le scelte che l’hanno portata a diventare una escort. Al Six Senses si affida, lei che è sola al mondo e porta sulle spalle un fardello pesantissimo: Philippe, il fratello adorato, giace da anni in un letto d’ospedale, in uno stato che assomiglia molto al coma vegetativo. Se ne sente responsabile, e il bisogno di soldi per garantirgli una vita migliore la spinge a vendere se stessa. Sylvie viene definita dall’autrice come un salice piangente: come l’albero è flessibile, si piega ma non si spezza, e pur travolta dalla corrente della vita, resiste in attesa di tempi migliori.

All’agenzia, però, conosce Damian Sorel, assunto come gigolò, un giovane uomo affascinante di cui rimane subito invaghita. Sono anime gemelle, lui e Sylvie, il lettore lo intuisce subito, non li lega solo una chimica pazzesca: i loro cuori si cercano, si trovano e iniziano quella danza eterna che si chiama amore. Lui lavora per seguire i suoi sogni, mettere da parte i fondi per aprire una industria di profumi, e piano piano entra nella vita di Sylvie e Philippe. Il loro amore tiene duro, è davvero sincero, ma stenta di fronte al lavoro che entrambi fanno.

Come lettore, vi dico la verità, è stata dura entrare nella loro storia. Per la prima volta, al Six Senses due accompagnatori si innamorano. È difficile capire come abbiano potuto, per anni, tollerare che il partner che amano vendesse il proprio corpo per soldi. Sylvie, da un certo punto di vista, è un po’ più comprensibile, stritolata in un ingranaggio più grande di lei dalla malattia incurabile del fratello. Damian mi ha fatta arrabbiare, invece. Non esita a sfruttare l’amore di una cliente per perseguire i suoi sogni, e per farlo rischia davvero di perdere tutto. Damian stesso, in un momento di lucidità, deve ammetterlo: ha barattato un sogno per l’altro, rinunciando all’amore di Sylvie per costruirsi un futuro nel mondo del lavoro.

Entrambi faticheranno a capire quale sia il senso ultimo dell’amore. Se si ama qualcuno lo si deve lasciare libero. Non sa farlo, Sylvie, con suo fratello. Non può staccare la spina che lo tiene in vita. Ma non sa farlo nemmeno Damian, che tiene Sylvie legata a sé in maniera egoistica, per poi non capire il suo bisogno di allontanarsi di fronte all’enormità delle sue decisioni.

Quella di Damian e Sylvie è una strada lunga e in salita. Piena di errori. Come dice la Cudil, “errore” è una parola che ha la stessa radice di “errare”, significa sbagliare strada, girare a vuoto. È ciò che fanno questi due amanti, prima di coronare il proprio sogno.

Consiglio questo libro davvero a tutti. La scrittura dell’autrice è fluida e non stanca mai, e la caratterizzazione dei personaggi è precisa e accattivante. Tante bellissime scene di sesso, non mi aspettavo nulla di meno! All’apparenza questo libro può apparire lento, ma non è così: la narrazione segue i ritmi del’amore dei protagonisti, che, pur nella sua chiarezza, non è lineare, ma ha tanti stop and go. Ci mettono tempo, Sylvie e Damian, a trovare la loro strada, ma quando lo fanno non si separeranno più.

È meglio leggere Solo il tuo profumo conoscendo già i precedenti volumi, ma non è una storia che non possa essere letta a se stante. È un romanzo capace di insegnare tanto, scritto con cuore e intelligenza. E ora mi metto in trepidante attesa del seguito… spero di non dover aspettare troppo!

#1  Solo il tuo sapore

#1.5  Solo un assaggio

#2  Solo la tua voce

#2.5  Solo un sussurro

#3  Solo la tua carezza

#3.5  Solo un piacere

#4  Solo il tuo profumo

 

 

 

 

Kiki

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