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Recensione in Anteprima: “E se non fosse uno sbaglio?” di Marty Sunrise

 

Ci sono degli sbagli talmente belli, che sarebbe davvero un errore non commetterli. A venticinque anni, Rebecca si trova con un sogno nel cassetto e una vita tutta da decidere. Le piace vivere assaporando ogni singolo istante e seguire le proprie regole, a prescindere da quello che gli altri pensino di lei. È questo il motivo che l’ha spinta a trasferirsi a Madrid dopo la morte di suo padre, ma il matrimonio di sua sorella la riporterà in Italia. Tornare dove tutto è iniziato è un duro colpo per lei, si sente come se fosse di nuovo al punto di partenza, ma un incontro casuale e apparentemente innocuo con un uomo sconosciuto e perfetto, stravolgerà tutta la sua vita. Può una singola notte di sesso, far vacillare ogni sicurezza? Tutto può accadere, e quando la vita s’impegna, può portarti in situazioni che non avresti mai nemmeno immaginato. Ci saranno scelte da prendere, sacrifici da sopportare e verità da scoprire. Rebecca dovrà fare i conti con un arduo conflitto interiore e sarà costretta a venire a patti con la vera se stessa. L’amore sarà la sua forza. Si troverà sul bordo di un precipizio, e solo lei potrà decidere se è più rischioso buttarsi nell’ignoto o rimanere ferma in una realtà che non le appartiene.

Ci sono libri che, pur non essendo perfetti, riescono comunque a risucchiarti nella loro storia in un modo un po’ malsano. Nonostante i suoi protagonisti siano lontani anni luce dal concetto di rispetto, assennatezza e coerenza logica.

Questo è ciò che è successo con questa storia, la storia di Rebecca Rocca, giovane venticinquenne che, dopo sette mesi trascorsi in Spagna per dedicarsi alla sua grande passione per la fotografia, torna finalmente in Italia per conoscere il fidanzato di sua sorella Romina, ormai prossima al matrimonio. Un imprevisto, tuttavia, spezza improvvisamente la tranquillità del suo ritorno in patria, perché una sera, in un locale di Roma, incontra Andrea, un uomo affascinante e incredibilmente carismatico con cui, dopo quattro chiacchiere davanti a un drink, accetta di trascorrere una nottata che definire rovente sarebbe un eufemismo.

Un uomo che si rivelerà ben presto l’ultima persona al mondo con cui Rebecca avrebbe dovuto condividere una passione così intensa, sebbene fugace. Tuttavia non posso spiegarvi il motivo. Perché, nonostante la scrittrice sveli quasi all’inizio la vera identità di Andrea, mi rifiuterò di farlo in questa recensione, per non rovinare quel pizzico di sorpresa che vi lascerà l’amaro in bocca proprio com’è successo alla sottoscritta.

La mia opinione nei confronti di Rebecca è stata piuttosto altalenante fin dal principio: se da un lato mi è piaciuta molto quando affrontava con spigliatezza e sempre a testa alta le spietate angherie cui la sottoponevano quell’arpia di sua madre e quella megera di sua sorella Romina, d’altro canto non posso dire la stessa cosa quando si rapportava all’uomo che ha calamitato fin da subito tutti i suoi sensi e ogni grammo di razionalità. Perché la forza di volontà e l’amor proprio di questa ragazza si sono sbriciolati come i mattoni di un muro dopo la detonazione di un candelotto di dinamite. Ogni dannatissima volta. Sebbene la stessa Rebecca se ne rendesse perfettamente conto, senza alcuna possibilità di recuperare un briciolo di dignità e cambiare finalmente rotta.

«Scegliere lui era sbagliato. Era proibito. Era impossibile.

E che io fossi dannata, era esattamente quello che volevo fare.»

Ora però veniamo a lui, il protagonista maschile di cui non voglio pronunciare il nome, un uomo sexy e autoritario, ma anche cinico, egoista e immensamente contraddittorio. Perché fin dal principio stabilisce delle regole rigide e inflessibili nella sua relazione con Rebecca – regole che fanno sì che il loro rapporto si basi soltanto su “magnifico sesso, senza complicazioni” – ma, allo stesso tempo, si dimostra più geloso e possessivo di un uomo di Neanderthal, scatenando in me un tremendo istinto di rivalsa come se dovessi tirare fuori gli artigli al posto di una Rebecca ingenua e fin troppo innamorata.

A metà del libro, tuttavia, la trama si vivacizza arricchendosi di rivelazioni inaspettate, audaci colpi di scena, squallide macchinazioni da parte di una famiglia che ho detestato fin dal principio e ho continuato a biasimare fino all’ultimo e, verso la fine, anche una Rebecca diversa, finalmente fiera e indipendente, molto più decisa e coerente con se stessa. Un cambiamento a cui avrei voluto assistere prima, ma che è comunque fondamentale per far sì che la storia prenda la giusta piega, regalandoci un finale tenero e impeccabile.

Insomma, questa storia non è perfetta, i suoi protagonisti si comportano in un modo deprecabile e sono ben lontani dall’essere un modello da imitare.

Nonostante ciò, resta comunque un romanzo a tratti sensuale e malizioso, a tratti spregiudicato e politicamente scorretto, ma anche capace di scatenare emozioni particolarmente intense. Nel bene e nel male.

 

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Recensione in Anteprima: “E se non fosse uno sbaglio?” di Marty Sunrise
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  Ci sono degli sbagli talmente belli, che sarebbe davvero un errore non commetterli. A venticinque anni, Rebecca si trova con un sogno nel cassetto e una vita tutta da decidere. Le piace vivere assaporando ogni singolo istante e seguire le proprie regole, a prescindere da quello che gli altri pensino di lei. È questo il motivo che l’ha spinta a trasferirsi a Madrid dopo la morte di suo padre, ma il matrimonio di sua sorella la riporterà in Italia. Tornare dove tutto è iniziato è un duro colpo per lei, si sente come se fosse di nuovo al punto…

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