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Recensione in Anteprima: “Black Dog” di Cat Grant (serie Bannon’s Gym #1)

Buongiorno Fenici! Finiamo la settimana con Kiki che ci parla in Anteprima di “Black Dog” di Cat Grant (serie Bannon’s Gym #1)

Quale cane vince? Quello che sfami.

Danny Bannon e Eddie Roscoe si sono scontrati, sia sul ring sia fuori, per più di quindici anni. L’attrazione reciproca e i legami inevitabili che si formano nelle piccole città non permettono loro di allontanarsi l’uno dall’altro, seppure si sentano perseguitati dal ricordo di una tragedia che li ha toccati da vicino.

La loro tenue relazione intermittente viene scossa dall’arrivo di Tom Delaney, un ragazzino in fuga dal padre violento, che dimostra di essere un prodigio della box. Ma suo padre, un uomo politicamente influente, non è purtroppo un ricordo lontano. Quando sua madre si presenta al ristorante di Eddie con un occhio nero e lo sguardo inquieto, Tom spera che qualcosa stia cambiando. Ma nel momento in cui quella speranza si spegne, viene travolto dalla rabbia ed è pronto a mettere a frutto le proprie capacità di combattimento in maniera letale: vendicarsi, o morire provandoci.

A meno che i suoi fratelloni surrogati non riescano a mettersi il passato alle spalle e impedire al passato di risollevarsi per un altro round.

Un anziano nativo americano una volta disse:

 «Dentro di me ci sono due cani; il cane nero cerca di convincermi a fare le scelte sbagliate, il cane nero è cattivo, egoista, pieno di orgoglio ed ego, il cane nero è negativo.

 Il cane bianco mi incoraggia a fare le scelte giuste. Il cane bianco è compassionevole, buono e umile. Il cane bianco è positivo.

 Il cane nero combatte il cane bianco tutto il giorno.»

 Quando l’amico gli chiese quale cane vincesse, l’anziano rifletté per un momento poi rispose:

 «Quello che nutro di più.»

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola Black Dog, ed è il primo volume della serie Bannon’s Gym di Cat Grant, pubblicata in Italia da Triskell Edizioni.

Care Fenici, incomincio a pensare che ogni libro proposto da Triskell sia un piccolo capolavoro: uno scouting sicuramente attento del mercato internazionale sta portando in Italia un libro più bello dell’altro. La nuova serie della californiana Cat Grant non sfugge a questa regola, meritandosi, a fine lettura, il voto più alto che potessi dare.

Uno dei temi che mi convincono di più nella letteratura romance è il realismo della trama. Non ne posso più di miliardari belli come il sole, e anche troppo perversi, che finiscono per innamorarsi, immancabilmente, di donne intelligenti dalle gambe chilometriche e dalle curve tutte sempre nei posti giusti. (Fatta eccezione per il Lord del Maniero, ovvio, a cui sono disponibilissima a perdonare più di una intemperanza…) Mi rivolgo, invece, sempre con più piacere a libri la cui trama è non solo credibile, ma si avvicina il più possibile al mondo che mi circonda. Black Dog è proprio così: narra la storia di un gruppo di persone normali, che, in un modo o nell’altro, decidono di aiutarsi, e creano una di quelle meravigliose famiglie allargate nate dal bisogno, dall’empatia e dall’amicizia.

I protagonisti di questa storia sono tre uomini, ma non vi preoccupate, non ho letto un romance m/m/m (non oggi, per lo meno…). Eddie Roscoe, un ex pugile professionista, che ora possiede una tavola calda, incontra una mattina, dietro il suo locale, il giovane Tom Delaney. Mentre il cielo albeggia, lo aiuta a uscire da una rissa con un senzatetto che stava cercando di derubarlo. Non ci mette molto a riconoscere nel ragazzo i segni di chi vive per strada e, mosso a pietà, lo invita nel locale e gli offre la colazione. Il passo verso una maggiore accoglienza è veloce: entro sera Tom ha un lavoro come sguattero e aiuto cameriere e un tetto sulla testa, perché verrà ospitato da Gloria, la madre di Eddie.

Giunta a questa parte del racconto credevo che avrei letto della storia d’amore tra Eddie e Tom, e non mi sarebbe dispiaciuto, perché, al di là dei quindici anni che li separano, entrambi i personaggi mi intrigavano parecchio. Ma a questo punto è entrato in gioco il terzo protagonista del romanzo, Danny Bannon, istruttore di jujitsu e titolare della palestra di arti marziali miste, che dà il nome alla serie. Impossibile non accorgersi della chimica pazzesca tra lui e Eddie. Il lettore dovrà pazientare un po’ prima di capire il legame che condividono questi due uomini, che apparirà chiaro solo alla fine del libro, ma garantisco che ne sarà valsa la pena. Non c’è un innamoramento fulmineo o due partner che finiscono a letto nel giro di un secondo. Assistiamo a un lento riavvicinamento, alla danza di due pugili che sul ring si studiano prima di far partire l’affondo finale. Si può tentare di scappare da un amore, ma se esso è forte prima o poi ci raggiungerà.

E così, inaspettatamente, tra Tom e la coppia di uomini più anziani inizia un rapporto allievo/mentore che è soprattutto un percorso di crescita. Tom dovrà imparare a non avere paura e a contenere la rabbia, Eddie e Danny dovranno capire che il passato, per quanto doloroso, non può tagliare le gambe al futuro che chiama a gran voce. Il rapporto tra questi tre personaggi, credetemi, è il sale della storia raccontata dall’autrice, e guida il lettore, con lentezza, lungo la narrazione. È sicuramente la parte che mi è piaciuta di più: non c’è un dialogo fuori posto, non un’azione ridondante o inutile. Tutto schietto e molto maschile, proprio quello che mi aspettavo da un racconto che ha come tema le MMA.

L’ambientazione di questo libro è bellissima: la tavola calda, che Eddie gestisce con sua madre Gloria, è così tipicamente americana da commuovere, con i ripiani in formica, la vecchia macchina cromata del milk shake e la griglia per gli hamburger. La palestra di Danny, poi, è un luogo pieno di forza e determinazione, non solo fisica, ma soprattutto mentale: non un luogo da “fighetti figli di papà”, ma una casa per uomini in cerca di riscatto, pronti a mettersi in gioco per crescere.

Consigliatissimo a tutti, e speriamo che Triskell faccia uscire presto il secondo volume!

 

 

 

Kiki

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