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Recensione: “Il sentiero della passione” di Patrizia Ines Roggero

 

Anno 1865. Ander e Levicy viaggiano nella stessa carovana lungo la pista che attraversa il Territorio Indiano. Quando lo zio della ragazza decide di venderne la verginità, sarà proprio Ander a comprarla. Lo ha fatto per pietà o per amore? Levicy se lo domanda di continuo, ma è difficile comprendere i pensieri di quel messicano che nulla vuole rivelare di sé.
Insieme fuggiranno attraverso il Territorio Indiano e poi nel cuore della comancheria, tra insidie e tentazioni alle quali non si potranno sottrarre.
Una storia di passione e amore, lungo le piste del Vecchio West.

 

 

Avevo letto la trama e mi era piaciuta, ma sinceramente non ne avevo valutato la lunghezza, altrimenti, forse, mi sarei persa quella che è risultata una gradevole lettura. Chi mi segue sa che non amo in modo particolare i racconti; di regola mi lasciano sempre con l’idea della frettolosità, e i personaggi hanno poco tempo per essere davvero apprezzati. Invece in questo caso l’autrice è riuscita a renderne benissimo il carattere, nel bene e nel male. Quelli di Patrizia sono uomini con un passato molto particolare alle spalle, e certamente non candido. Sono uomini duri, adatti a sopravvivere in condizioni estreme e ben lontano dalle romanticherie, eppure risultano estremamente umani: hanno sbagliato, hanno ucciso e sono sopravvissuti, e non sembrano capaci, almeno in un primo momento, ad abbandonarsi ai sentimenti; anzi faranno di tutto per non confessarli neppure a sé stessi.

Nel libro, seppur breve, troviamo ben tre racconti: nel primo (quello che mi è piaciuto di più), ci ritroviamo in una carovana che sta attraversando il territorio indiano, della quale fa parte Levicy, una bellissima ragazza in viaggio assieme allo zio ubriacone e alla cugina Nancy. Entrambe le donne sono attratte da Ander, e Nancy ha una relazione segreta con lui. Levicy ne soffre, ma è abituata a vedere trionfare la cugina: del resto lei è la parente povera, quella costretta a fare tutto il lavoro e per di più concupita dal viscido zio, che una sera mette all’asta la sua verginità dopo aver perduto tutto a carte. Fortuna vuole che, nonostante la rabbia di Nancy, venga comprata per una grossa somma proprio da Ander che l’ha sempre desiderata, e fra i due divampa la passione.

Le scene passionali sono davvero intense e ben scritte, alcune anche molto crude e intensamente carnali, e, nel poco tempo che prende il racconto, l’autrice riesce a creare una trama corposa e interessante. Ma certo, almeno all’inizio, non dovete accostarvi a questo racconto aspettandovi romanticherie; non ci troviamo davanti alla canonica storia d’amore, tutt’altro: Ander più di una volta la tradisce, una in particolare in modo talmente palese che merita il titolo di “IL TRADIMENTO”, fatto proprio a due passi dalla protagonista e che davvero non mi è piaciuto. Così come poco mi è piaciuta la scena con Esteban. Solo alla fine, e dopo che saranno accadute molte cose, tutto si addolcirà.

Il secondo racconto, invece, è sulle seconde possibilità che la vita ti offre: due amanti che si sono separati pur amandosi, riescono a ritrovarsi e ad avere la possibilità di cambiare. Anche qui non abbiamo due protagonisti dal passato cristallino: un uomo che ha sempre vissuto dalla parte sbagliata della legge (ed è riuscito sempre a sfuggirle), e Dorotea che non è certo una donna senza vissuto; si è venduta, è stata tenutaria di un bordello, ha sempre visto le altre donne scostarsi al suo passaggio, ed ora, per la prima volta, tenta di avere una vita normale, in un posto in cui nessuno la conosce e sperando che nessuno vada a frugare nel suo passato. Due anime che insieme provano a riscattarsi e a rifarsi una vita.

Il terzo racconto è sicuramente quello in cui l’erotismo lascia il posto alla dolcezza. Un incontro fra due culture diverse, quella dei coloni e quella indiana, dove nasce la storia fra Albert e Ha- Te- Wi; un amore che tiene conto delle diverse usanze, ma non del colore della pelle, regalandoci una piccola perla di tenerezza.

Molto, molto carino, pieno di scene passionali intense e ben scritte, anche se alcune sono di forte impatto, ma mai volgari pur essendo molto esplicite. Un erotico che riesce a raccontare anche una storia, e non come a volte capita in questo genere, una sequela di rapporti sessuali senza nessun fine. Molto buona anche la conoscenza del periodo storico descritto: un racconto che ti immerge in una calda prateria, in compagnia di uomini rudi che ti regalano cenette romantiche a base di serpente, che sono pronti a prendersi una pallottola al tuo posto e a dare la vita per te, ma a cui estorcere un “Ti amo” è davvero difficile.

Recensione a cura di:

Editing a cura di:

Romanticamente Fantasy

Romanticamente Fantasy
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