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Recensione: “Il segreto svelato” di Candace Camp (mini serie I Segreti del Lago #3)

Care Fenici, oggi Lucia ci parla di “Il segreto svelato” di Candace Camp

Scozia, 1807 – Quando Coll Munro è diventato amministratore di Duncally, la tenuta del cognato, pensava di doversela vedere soltanto con le chiacchiere che da sempre lo perseguitano sulla sua condizione di figlio illegittimo e con la diffidenza dei fittavoli. Invece, ora scopre che il suo problema più grande sarà avere a che fare con Violet Thornhill, la bellissima ed esasperante archeologa giunta a Duncally per esaminare alcune antiche rovine della proprietà. Impossibile non scontrarsi con lei… e ancora più non desiderarla! Quando vengono alla luce nuovi indizi sul famoso tesoro di Malcolm Rose, che da decenni tutti cercano, Coll è costretto a lavorare fianco a fianco con Violet, comprendendo presto, però, che il premio più prezioso per lui non sarà l’antico oro.

Perché era così ossessionato da quella donna? Sì, aveva gli occhi da cerbiatto, grandi, luminosi, i suoi seni pieni e rotondi erano perfetti nel palmo della mano e le sue labbra carnose sembravano fatte apposta per essere baciate. Tuttavia, esistevano tante altre donne belle quanto lei e più dolci, più accondiscendenti. Ma nessuno lo attirava come Violet. L’asprezza del suo carattere gli faceva venire ancora più voglia di assaggiare il suo sapore dolce. L’idea di vederla accendersi di calore e di piacere era irresistibile. Coll desiderava disperatamente soddisfare l’istinto potente di risvegliare le sue parti più nascoste…. Era come se Violet custodisse gelosamente dentro di sé uno scrigno segreto che solo lui aveva la chiave per aprire.

Nel 1807 Malcolm Rose ritornò di nascosto in Scozia portandosi dietro un tesoro sottratto ai francesi in oro e gioielli. Lo consegnò alla persona di cui si fidava di più, Faye Munro, la sua amante, e la donna che portava in grembo suo figlio. Il suo destino era però segnato, non appena giunse a casa venne ucciso dalla moglie tradita e dal fratello minore. Neanche Faye fu fortunata morì pochi giorni dopo il parto, lasciando degli indizi per quella che si rivelò essere una bambina: un diario in cui aveva scritto le ricette delle sue medicine e l’ubicazione dell’oro francese. Ma nessuno è ancora riuscito a trovarlo.

Anche qui si racconta la leggenda del tesoro e delle guaritrici Munro che fa da filo conduttore nei tre libri di questa miniserie, ma viene trattata la storia dell’ultima donna della famiglia, Meg, divenuta la moglie del Conte di Mardoun rompendo la tradizione che voleva che nessuna di loro si sposasse. Ora Meg è in viaggio con il marito, lasciando la proprietà del conte in gestione al fratello Coll, che si trova alle prese con un ospite imprevisto, Violet Thornhill una donna assolutamente originale per la sua epoca. Un’archeologa giunta in Scozia per scavare le rovine che Meg e il conte hanno scoperto nel libro precedente “Il tesoro più prezioso”. Violet si è presentata al posto del defunto zio, che lei ha sempre aiutato nel suo lavoro, è una donna forte che non intende perdere l’occasione di dimostrare al mondo il suo valore e la sua competenza. In un primo momento fra i due è guerra aperta, ma quando qualcuno si introduce nottetempo nella casa del conte, convinto di trovarvi il tesoro, e Violet viene aggredita le cose cambiano. Decidono di comune accordo di seguire gli indizi che la nonna di Coll ha lasciato, e cercare il tesoro mettendo fine alle incursioni notturne, e pian piano le loro dispute diventano passione. Ma se Coll intende fare la cosa giusta, Violet non ha nessuna intenzione di concedere ad un uomo alcun potere su di lei.

Ho sempre amato Candace Camp ma questo libro lo salvo solo per i dialoghi brillanti e divertenti che si instaurano nel primo periodo fra Violet e Coll, per il resto devo ammettere con dolore che mi sono annoiata. Questo libro soffre di grandi rallentamenti nella trama, neanche le sporadiche escursioni dei cattivi di turno riescono a ravvivarla, e non parliamo poi del personaggio femminile. Se Violet fosse una nostra contemporanea andrebbe tutto bene, ma siamo nel 1807 e ci troviamo di fronte una Lady, figlia di nobili che se ne va in Scozia in carrozza, senza cameriera e tantomeno chaperon, che quando si trova di fronte dei banditi che attaccano la sua carrozza scende armata di un ombrello e li attacca. Trova Coll affascinante e decide di diventare la sua amante, non solo, non si fa nessun problema se la gente lo sappia, e qui sorgono i primi dubbi. Nel libro veniamo a conoscenza che non è più la benvenuta nella casa di suo padre, quello che non si capisce però, è se sia dotata di una rendita o se viva del suo lavoro di archeologa, perché in questo caso la sua noncuranza delle convezioni sarebbe tragica. Il lavoro per un archeologo donna, sarebbe già molto scarso di per sé, ma quale mecenate sarebbe mai disposto a finanziare lo scavo di una donna dalla dubbia reputazione? In quale casa sarebbe ricevuta? Non le importa neppure della possibilità che i suoi figli vengano considerati dei bastardi, e questo nonostante Coll, che da sempre ha sofferto per questa condizione, le offra il matrimonio e le assicuri che non le impedirà di proseguire la sua carriera. Se da una parte questa donna, così decisa, potrebbe suscitare ammirazione essendo anche un bel personaggio, mal si colloca nel periodo della nostra storia, e diventa davvero petulante nel suo continuo rimarcare le proprie idee di libertà ogni cinque minuti.

Coll Munro, al contrario, è un bel personaggio maschile, sempre pronto a farsi carico dei problemi di tutti, ama davvero Violet e si sente ferito quando capisce che pur amandolo anche lei, non lo sposerà comunque, ma riesce ad accettare ciò che lei è disposta a dare, compreso il fatto che i suoi figli non saranno legittimi, e questo per un romanzo storico è davvero qualcosa di molto originale. Candace Camp scrive molto bene, ma questo non è un libro che mi sia particolarmente piaciuto, ci sono stati momenti in cui ho stentato ad andare avanti nella lettura e anche se i personaggi sono davvero ben tratteggiati non sono riusciti ad entrarmi nel cuore. A tratti noioso è un libro che nonostante sia scritto da una delle mie autrici preferite si è rivelato una delusione.

#1  Inganno e Verità

#2  Il tesoro più prezioso

#3  Il segreto svelato

 

 

Kiki

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