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Recensione: “Il marchio perduto del templare” di Giuliano Scavuzzo

 

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Nella Roma medioevale di Innocenzo III, una città in piena decadenza vessata dal malaffare e dal crimine, sei cavalieri templari, che durante la prigionia in Terra Santa hanno votato l’anima al diavolo, sono pronti a sacrificare due piccoli gemelli e a scatenare l’Apocalisse. Il loro capo, Lucifuge, ha bisogno di un antico libro, la Clavicula Salomonis, per compiere la cerimonia finale. Uno dei templari, Shane de Rue, ha però rubato e nascosto il prezioso grimorio, tradendo i suoi compagni e privandosi poi dei propri ricordi per impedire a chiunque di ritrovarlo. Ma le immagini di una battaglia cruenta in Terra Santa continuano a tormentarlo, come una maledizione. Solo Lilith, una strega dai poteri straordinari, potrebbe liberarlo dall’anatema che lo ha colpito: parola di Don Graziano, un prete che ha chiesto l’aiuto di Shane per fermare l’uccisione dei gemelli. Quando i due si recano al Colosseo per incontrare la donna, ecco che Lucifuge li sorprende…

Sei templari, sei assassini, sei demoni: 666  L’Apocalisse è solo questione di giorni Un romanzo che vi farà rivivere l’azione l’avventura e le atmosfere dark di Assassin’s Creed.

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Nelle strade buie e fetide di una Roma medievale, si delinea la scena iniziale della storia di Shane de Rue. Un assassino che si è macchiato dei crimini più efferati, ma anche un cavaliere templare che ha votato la sua vita alla difesa della fede cristiana e, nello stesso tempo, un nobile romano che desidera la serenità di una vita normale, da trascorrere con sua moglie e i suoi figli.

Una trinità oscura che popola una sola anima. Tre diverse essenze che si contendono la mente e il cuore di un uomo che tenta disperatamente di riconquistare i suoi ricordi, da cui però è obbligato a difendersi per non impazzire.

Quando un prete, Don Graziano, lo avvicina chiedendo il suo aiuto per salvare una coppia di gemelli innocenti da un sacrificio demoniaco, Shane comprende che quella può essere la strada per riprendere il controllo di se stesso e riuscire a scoprire finalmente chi sia davvero. Per arrivare a svelare l’arcano e scongiurare l’atroce delitto, i due uomini dovranno ritrovare un antico testo che racchiude una terribile profezia. Per far ciò saranno necessarie la conoscenza e le arti magiche di una donna, Lilith, tanto affascinante e sensuale quanto terribile, che si rivelerà ben più di una strega.

Tra personaggi tenebrosi, forze oscure e tanto sangue, si arriverà a un finale sicuramente inaspettato ma, a mio avviso, un po’ grottesco, di cui non farò menzione per evitare spoiler!

Tutta la narrazione è costellata da violenza e omicidi con descrizioni apertamente splatter, che da sole non sono sufficienti per definire la personalità di un romanzo. Nelle pagine mi è mancata la suspense, la tensione necessaria per fare di una storia con antichi riti di evocazione satanica, corruzione sociale e spirituale, magia nera e segreti oscuri, un’opera memorabile. La trama è ricca di elementi che la rendono intricata e interessante, ma mi è risultata povera di risvolti psicologici e sottili giochi mentali, che l’avrebbero resa più raffinata e godibile per i lettori che, come me, non si lasciano affascinare solo da scene di omicidi e decapitazioni.

Nella narrazione è facilmente intuibile la natura malvagia di tutti i personaggi, ancor prima che ciascuno di essi si sveli, negando al lettore così il brivido della sorpresa e del risvolto inaspettato.

Infine i particolari storici sono presenti, ma accennati e marginali rispetto al racconto principale, risolvendosi in richiami fugaci alla battaglia di Arsuf del 1191, durante la Terza Crociata, ad alcune pratiche di tortura da parte della Santa Inquisizione, sotto il papato di Innocenzo III, e brevi sprazzi descrittivi della Roma medievale.

Insomma una storia ricca di potenzialità che non sono state sfruttate a pieno, facendo risaltare gli aspetti sanguinari e paranormali, piuttosto che il lato psicologico dei protagonisti e delle vicende che li muovono.

Fiamme-Sensualità-Nulla NUOVA

Violenza-Altissima

Recensione a cura di: ladykei

Editing a cura di: Miky

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