Home / Recensione libri / Recensione: “Il libro dei ricordi perduti” di Louise Walters

Recensione: “Il libro dei ricordi perduti” di Louise Walters

Trama

Roberta lavora in una libreria e colleziona le lettere e le cartoline che trova nei libri di seconda mano. Un giorno suo padre le porta una valigia con libri e documenti che erano appartenuti a sua madre. Nascosta tra le pagine di un volume, Roberta trova una lettera del nonno che non aveva mai conosciuto. Una lettera sorprendente, perché datata dopo la presunta morte del nonno in guerra. Dorothy è la moglie infelice di Albert, che è al fronte. Durante un bombardamento, un aereo precipita nei campi dietro casa: Dorothy conosce così il comandante Jan Pietrykowski, e d’improvviso la sua vita sembra a una svolta: forse anche lei si merita di trovare la felicità. Ma il destino ha deciso diversamente per entrambi e, suo malgrado, Dorothy sarà costretta a custodire un segreto così terribile che la sua eco risuonerà ancora nella vita della nipote tanti anni dopo.
Dalla seconda/terza di copertina : Roberta lavora nella libreria Old and New. I libri per lei hanno un suono e un odore tutto loro e, soprattutto, parlano: raccontano storie che vanno oltre quelle stampate e Roberta ama riporli con cura negli scaffali e raccogliere le foto, le lettere e le cartoline che trova nascoste all’interno di quelli usati. Un giorno il padre le porta una valigia con dei vecchi libri di Dorothea, la nonna di Roberta, e lei trova una lettera firmata dal nonno Jan, che apparentemente non sembra avere molto senso. È indirizzata a Dorothea, che da due anni vive in una casa di riposo, ma contiene elementi che non coincidono con quello che Roberta ha sempre saputo della famiglia del padre. Cercando di dare un senso a quelle parole e all’oscuro segreto che custodiscono, Roberta rivive la tormentata storia d’amore della nonna ai tempi della seconda guerra mondiale senza rendersi nemmeno conto che sta mettendo ordine nella sua stessa vita. Lei, che ama guardare nelle vite degli altri, adesso è costretta a guardare nella propria e ad aprirsi agli altri mettendo a nudo la sua sensibilità, il suo dolore, la sua rabbia. Adesso vuole conoscere la verità, vuole dipanare ogni dubbio e vivere pienamente la propria vita senza la zavorra di cose non dette, passioni mai dichiarate, segreti che possono restare intrappolati dentro di noi.

Recensione

“Ripulisco libri. Spolvero i dorsi, le pagine, a volte una per una, un lavoro meticoloso, nocivo”.

Un incipit veramente evocativo che, insieme a una copertina affascinante e ricca di misteri, ti attrae come una calamita, dando il via a un romanzo che sarà sorprendente oltre ogni aspettativa. La sinossi stessa, che appare da subito intrigante, cela in realtà gran parte della storia, per lo meno non prepara il lettore a ciò che scoprirà leggendo.
Roberta, da perfetta libraia, ha imparato non solo ad amare i libri come se fossero esseri umani, ma a conoscere le persone, capirne il passato e il presente, osservandole e aiutandole nella scelta delle loro letture. Un trattamento mai riservato a se stessa, perché Roberta vive la vita degli altri e poco la sua, per lo meno la fa senza ascoltare la sua anima, evitando di guardarsi e scoprirsi, fino a quando, appunto, suo padre, donandole dei vecchi libri di sua nonna Dorothea, che vive in un ospizio, le porgerà le chiavi per aprire le porte del suo passato. E così, non senza sgomento  Roberta intraprenderà un viaggio nel passato alla ricerca della sua vera identità, che comprende essere ben lontana da quella che aveva sempre creduto. Il lettore, insieme a lei, si vedrà catapultato negli anni 40, dentro la seconda guerra Mondiale, in una Gran Bretagna offuscata dal fumo delle bombe, vittima delle crudeltà di una guerra spietata, che rivelerà non solo gli orrori della guerra stessa, ma verità che per Roberta saranno inizialmente inaccettabili e fardello troppo grosso da portare. Un carico enorme fatto di rinunce, scelte difficili, strazianti situazioni e soprattutto origini completamente diverse da quelle che la nipote fino a oggi credeva di avere. Vissute in prima persona da nonna Dorothea, le sue vicissitudini si rovesceranno come lava bollente nella vita, nell’anima e nel cuore della nipote, stravolgendola completamente, costringendola non solo a guardarsi dentro e riscoprirsi, ma anche a fare i conti con un passato da cui lei per prima vorrebbe fuggire, che rifiuta e anela contemporaneamente.
Un incedere nella trama tra passato e presente simile a due rette parallele che, però, a dispetto della logica si incontrano, intersecano, diventano un’unica via e si separano ancora. Una dura prova per l’essere umano, inteso prima di tutto come DONNA, ma contemporaneamente un aspetto fondamentale della vita è la maternità, che in questo romanzo l’autrice affronterà senza veli, senza reticenze, abbandonando il perbenismo. Per il lettore sarà un evento agghiacciante, perché rivelerà entrambe le facce di una stessa medaglia: l’essere madre quando lo si desidera ardentemente e non lo si può diventare, e il divenirlo quando l’istinto materno non esiste, non si trova, non si può confezionare, non arriva a dispetto delle leggi della natura.
Lo stile narrativo dell’autrice non è atto a incantare né a proteggere, si rivela crudo, realistico, quasi sterile, perché scevro di qualsiasi tipo di forzatura, incalza trascinando il lettore in una storia senza veli, priva di paraventi, in cui nessuno protegge nessuno. Un viaggio a ritroso nel tempo, ma contemporaneo, un passato che dilaga nel presente, che ribalta ogni previsione e ogni credo, accompagnando però entrambe le protagoniste nell’unica strada che può salvare un essere umano: l’Amore.
Una fotografia: una bambina con i calzini bianchi e le scarpe col cinturino alla caviglia, i codini e un abito ornato da volant che sembra indossare con orgoglio e il cui colore resterà un mistero. Un largo sorriso senza i due denti davanti. Tiene la mano a una signora ma la donna non ha volto, non ha testa, si vedono solo le gambe, una gonna scura, un braccio e una mano che tiene quella bambina. Non c’è scritto niente dietro.

Fiamme Sensualità hot

Recensione a cura di:

LadyLightmoon

Editing a cura di:

Firma Rubina

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

Lascia un Commento

x

Check Also

Recensione: “Dark and Light: Amore Impossibile” di Sabrina Pennacchio

Un’isola ricoperta costantemente da una strana nebbia grigia ...