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Recensione: “Il giocatore” di Jessica Bird (J.R. Ward) #2 serie The Moorehouse Legacy

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Spietato potrebbe essere il secondo nome di Gray Bennett. Lui fa parte di quei potenti carismatici e influenti che manovrano Washington, e che tutti ascoltano. Ma il motivo per cui ora si trova a Saranac Lake non è legato al suo prestigioso lavoro come consulente politico. Una difficile questione di famiglia ha sgretolato il cuore indurito dell’incrollabile Gray ed è forse anche per questo motivo che per la prima volta rimane colpito dallo sguardo profondo e conosciuto di Joy Moorehouse. Lui conosce quella chioma infuocata da sempre, da quando da ragazzo si spingeva fino al White Caps, il B&B della famiglia Moorehouse, ma non il suo copro curvilineo e sexy. Sebbene la dolce Joy sia troppo innocente per un cinico come lui, Gray, dopo la cena in cui l’ha rincontrata per puro caso, non può fare a meno di pensarla. Lei è il tipo di donna che merita un uomo amorevole e fedele, tutto quello che lui non è. Nonostante i propositi di Gray di starle lontano, Joy lo invoglia oltremodo ad aprirsi alla donna che è diventata e che sarebbe in grado di renderlo un uomo migliore. Questo fino a quando un segreto tenuto nascosto, lascia Gray di nuovo in balia dei dubbi.

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Non ci sono più parole da spendere quando si parla di Jessica Bird alias J.R. Ward, la sua fama la precede e sono arrivato alla certezza che tutto quello che viene toccato dalle sue mani diventi semplicemente un capolavoro.

Adoro la sua mano acerba in questo romanzo, all’oscuro della grande fama che l’ha portata a scalare le classifiche del New York Times con la sua saga centrale che tutti amiamo.

C’è una dolcezza e quel filo d’incertezza che tutti i grandi autori hanno conosciuto prima di raffinare lo stile ed esaltare la narrazione con quella leggerezza di vivere una scena davanti ai propri occhi.

La scrittura è un mezzo per molti, ma un’arte per pochi.

Questa donna ne ha saputo trarre una buona musa e mi viene in mente una sua affermazione all’interno di un’intervista:

Scrivo quello che le voci mi dicono, anche se non sono sempre d’accordo con loro; quando provo a cambiare seguendo quello che vorrei scrivere io, loro smettono di parlare.”

Sono pienamente d’accordo con le tue voci, perché hanno saputo portarci tutti insieme all’interno di queste grandi narrazioni.

Un romanzo leggero e dolce, che lascia sognare a ogni riga.

Non è trascorso molto tempo, dall’ultima volta che siamo stati tra i monti degli Adirondack a nord dello stato di New York, Gray Bennett conosceva fin troppo bene le temperature della zona e presto la bella stagione estiva avrebbe lasciato posto ai climi rigidi dell’inverno.

La sua barca scivolava lenta lungo le correnti del lago; se Cassandra Culter, una sua amica, avesse saputo quanto la tenuta di White Caps lo attirava nei suoi più profondi desideri, quel momento di distrazione non sarebbe servito a molto.

Joy Moorehouse viveva in quella sponda di lago e nessuna aveva catturato così intensamente i suoi pensieri. Lei era così dolce, allegra e diversa da tutte le donne che aveva incontrato nella sua vita.

Molto spesso, durante la lettura, ho provato a immaginare il dolore di Gray Bennett, e per quanto mi sforzassi, non riuscivo ad arrivare a quella soglia di dolore che si possa arrecare a un ragazzo così giovane.

Il peso delle sue riflessioni lo rendono un personaggio maturo, sveglio e spietato; quando i sentimenti lasciano spazio al vuoto più oscuro, possiamo solo riempirlo con sentimenti che non possano ferirci o peggio, cerchiamo di difenderci da quel vuoto dentro.

Anche se Joy intasa tutti i suoi pensieri, un uomo della portata di Bennett non può lasciarsi andare ad accettare la visione incantevole della ragazza, più tenta di starle lontano e maggiore è il filo conduttore che intreccia le loro strade.

La vita di Joy Moorehouse fino a quel momento si era basata su azioni semplici e spesso noiose. Mentre sua sorella Frankie si occupava del B&B, lei si prendeva cura della loro nonna Grand Em.

Nel corso degli anni aveva sviluppato un interesse per la moda, creando bozzetti e risistemando gli abiti della nonna aveva appreso come eseguire determinate cuciture e molto altro.

Un talento così naturale trova sempre il modo per emergere, ma spesso ha bisogno di qualcuno che può dargli una mano ad arrivare a tale obiettivo. Gray ne parla con Cassandra e la sua amica accetta il suo consiglio, così Joy è costretta a lasciare la sicurezza di White Caps per immergersi tra le trafficate strade di New York.

La dolcezza dei suoi occhi curiosi e indagatori lasciano Gray spiazzato, per poi incrementare l’attrazione per Joy. La vicinanza dei due gioca un passo fondamentale nella conoscenza, se fino a quel momento si trattava soltanto di un’attrazione visiva, le parole scavano a fondo rivelando elementi più interessanti e nuove visioni.

Ognuno vive la propria storia fin nell’istante in cui sulla sua strada s’intrecciano nuove storie. I lenti passi percorsi insieme non rivelano tutto quello che si è vissuto prima di essersi incontrati, ma continuando lungo la stessa direzione è più facile marcare nuovi percorsi riscavando il buio del passato.

Non possiamo affermare di aver conosciuto qualcuno veramente, fin quando non sono stati dissolti tutti i problemi e si è accettato di affrontarli e viverli insieme.

Gray Bennett è un personaggio molto enigmatico e spesso non si riesce a entrare con i suoi ragionamenti, ma quando si trova la chiave per capirlo, sono certo che avrete sfogliato le ultime pagine e vi sarete accorte di amarlo.

Un romanzo ben strutturato e molto dolce, dove si trovano tutti gli elementi per sognare e lasciarsi andare a qualche ora piacevole. Non sono presenti riferimenti paranormal, ma lo stile della Ward si fa riconoscere con quello spessore che solo lei riesce a narrare.

Fiamme-Sensualità-Medio NUOVA

Recensione a cura di:

Victor

Editing a cura di:

Gioggi

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