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Recensione: “Il chiaroscuro delle cose” di Emiliano Di Meo.

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Durante gli anni dell’Università Marcello incontra Alice e con lei Paolo, il suo amico gay. Vorrebbe conoscerli ma le circostanze non lo consentono così desiste. Sarà il destino a metterlo nuovamente sulla loro strada, come in un flashback del loro primo incontro.
Marcello si innamora di Alice, i tre diventano inseparabili e insieme creano quella famiglia che Marcello non credeva neppure di desiderare. Trascorrono insieme gli anni più sereni della loro vita fino al successivo intervento del destino quando un incidente, all’apparenza banale, priva i due uomini della presenza di Alice. E’ allora che Marcello comprende che Paolo è tutto quello che gli rimane dell’amore. DISCLAIMER: i contenuti espliciti potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori

Quando parlo di un libro comincio dalla biografia dell’autore, per ricordare sempre che dietro ad un manoscritto c’è l’impegno di una persona, ma in questo e-book non vi è presente.
Quindi c’è dato sapere soltanto che Emiliano Di Meo, è un uomo che scrive romanzi a tematica MM.

Il romanzo si apre attraverso la narrazione di Marcello, il protagonista di tutta la storia; non abbiamo una descrizione fisica, ma ci ritroviamo in una festa di studenti universitari.
Tra tutti i presenti, Marcello è attratto da Alice e Paolo, c’è qualcosa nella loro conoscenza che destabilizza il protagonista, basta soltanto un contatto di occhi per capire che tra i due non c’è una relazione, ma un legame che va oltre la semplice amicizia.

Come spesso accade, non siamo mai pronti a compiere il passo giusto subito, ma spesso basta confidare in una seconda volta per avere la meglio sul destino.
I tormenti di Marcello vengono appagati quando, a una nuova festa, si ritrova a conversare con i due ragazzi.

Veniamo messi a conoscenza che, da quel momento in poi, i tre legano molto tra loro e questo fa nascere una forte attrazione tra Marcello e Alice.
C’è qualcosa di diverso in lei e non è soltanto un fattore estetico, la sua personalità gioca un ruolo importante nell’attrarre Marcello.
Quando due persone sono fatte per stare insieme, il tempo trascorre velocemente, così come quando ci ritroviamo ad assistere, dopo pochi capitoli, al trasferimento di Alice nell’appartamento del protagonista.

L’amore che traspare tra i due ragazzi è unico così come la famiglia che si crea con Paolo. Il passato ha intrecciato le strade di Paolo e Alice, quando quest’ultima ha dovuto riorganizzare tutta la sua vita insieme al ragazzo per andare avanti. Quindi anche la sua nuova vita con Marcello deve comprendere Paolo come una parte essenziale della ragazza.
La vita all’interno della nuova famiglia scorre in modo naturale e senza complicazioni, c’è una sintonia eccezionale tra Marcello e Alice, e il tutto viene arricchito dalla dolcezza di Paolo, ma gli eventi si aggravano quando la ragazza viene a mancare per una stupida lite in strada.
La serenità che vi era prima scompare definitivamente, e in fondo al dolore Marcello trova un’attrazione forte verso il ragazzo. C’è sempre stato un rapporto intimo tra i due, ma mai così profondo come adesso. Si ha come l’impressione che sia una forma di repulsione agli avvenimenti della storia, ma quello che traspare fuori dal comportamento rude di Marcello è più grande di quanto si possa percepire. Almeno fino a quando non si arriva a leggere l’ultimo punto e ritorna la dolcezza dell’amore.

Un romanzo carino, con una scelta stilistica nell’evoluzione particolare.

Pur restando interessante, ho delle difficoltà nel poterlo consigliare. Vi sono delle carenze nella struttura temporale dell’evoluzione della storia. Scelte discutibili le sequenze dove cambia il tempo al presente; volendo rendere una scena più dinamica si è creato uno squilibrio nella scelta temporale dei verbi.

Non vi sono refusi o disgreganze nella storia, ma si trovano nella natura della struttura di come sviluppare un romanzo al meglio. In particolare nella prima parte per poi trovare sollievo nella lettura della seconda metà.
Ho apprezzato la storia con le sue scelte e di come si arriva al finale, avrei apprezzato più svolgimento nella seconda parte, che trovo più dinamica e coinvolgente dei primi capitoli.

Questo deve essere un input per Emiliano per rimboccarsi le maniche e dare sviluppo alla sua vena creativa. C’è la storia, c’è il giusto compromesso per leggere di Marcello, Alice e Paolo, ma bisogna raffinare e smussare la tecnica.
Mi viene da pensare alle prime lettere che ognuno di noi ha scritto per la prima volta nella vita. I primi segni malfermi e distorti dalla corretta esecuzione, ma nel tempo abbiamo trovato la giusta tecnica per arrivare all’obiettivo.

Recensione:

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Recensione: “Il chiaroscuro delle cose” di Emiliano Di Meo.
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Mistress Wellina

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