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Recensione: “I ladri del cielo – Irene: volume 2” di Elena Sole Vismara

È nel momento in cui tutto sembra andare per il meglio che le cose tendono a complicarsi, non è vero? È proprio questo ciò a cui pensa Irene quando, a un passo dallo sfiorare la felicità con la punta delle dita, il passato di Luc torna a farsi sentire all’improvviso, prepotente e crudo. Basta un attimo per far crollare ogni illusione, per porre Irene davanti a una scelta dalla quale sa in partenza di non poter uscire vincitrice, e una terribile verità emerge a tradimento, minando le basi di una fiducia costruita con tanta fatica. Eppure non seguire quella vocina che in fondo al suo cuore non ha mai smesso di incitarla ad agire, a sottrarre Luc a un destino di sofferenza, è impossibile. Mettendo in gioco se stessa, la propria vita e forse perfino la propria anima, pur di riscattare quella di lui, Irene si imbarcherà quindi in un viaggio che la porterà nel profondo di un abisso. Un abisso in cui scopre che niente è come sembra, nemmeno lei stessa, e da cui riemergere sarà quasi impossibile, nonostante un’inaspettata serie di aiuti. Può davvero, però, chiamare amici coloro che le sono venuti in soccorso? “Caro lettore, cara lettrice: questo volume è stato curato da una editor e da una correttrice di bozze, entrambe professioniste. È possibile che qualche piccolo refuso sia comunque sfuggito, siamo esseri umani, ma ci auguriamo che l’intento di offrirLe un prodotto di qualità sia stato raggiunto.”

Il finale del primo libro della saga fantasy “Ladri del cielo” ci aveva lasciati in sospeso con un risvolto inaspettato, che io stessa speravo potesse condurre la storia verso un crescendo di azione e di avventura.

Un’evoluzione che la scrittrice ci ha donato con abilità e intelligenza. Perché quel dinamismo, che a mio parere era mancato del tutto nel primo volume, finalmente vivacizza le pagine del suo seguito, rendendolo ai miei occhi molto più coinvolgente e davvero accattivante.

Il romanzo inizia “in medias res” con Lucifero in persona che pone la povera Irene di fronte a un bivio, obbligandola a stringere con lui un patto tremendamente ingiusto. Un accordo che, tuttavia, si scontra col volere di Luc, diametralmente opposto a quello della nostra protagonista, così ostinato da portarlo a compiere una scelta pericolosa ma altruista.

Luc tuttavia non ha fatto i conti con il coraggio e con la tenacia di Irene che, dopo una scioccante rivelazione sulle sue strane e ingarbugliate parentele, con l’aiuto di alleati un po’ bizzarri e sempre pronti a bisticciare in modo spassoso, affronterà un inquietante viaggio negli Inferi per salvare il ragazzo che ormai ha capito di amare con tutta se stessa. Un’avventura fin troppo rischiosa, che in realtà rappresenta solo un minuscolo tassello di un piano di vendetta molto più ampio, i cui giocatori in campo sono creature ancestrali, leggendarie e molto potenti.

Devo ammettere che in questo libro Irene mi è piaciuta molto, perché si è rivelata una ragazza dalle mille risorse, così fiera e caparbia nell’ottenere sempre ciò che vuole, anche a costo di rendersi vulnerabile e soffrire per colpa di chi ama, ma che non sembra ricambiare i suoi sentimenti.

Di chi sto parlando? Ovviamente di Luc, che in questo secondo volume, purtroppo, non ha goduto particolarmente della mia simpatia, perché è sembrato la copia insipida e sbiadita di un eroe, soprattutto se rapportato a una fanciulla tenace e battagliera come Irene. Infatti, dopo che Luc si è ripreso pian piano dai brutali soprusi a cui gli altri diavoli lo hanno sottoposto all’Inferno, mi aspettavo come minimo una dolce riconciliazione con la sua amata, e invece no, lui stesso ha messo in scena una recita ingiusta e insensibile che non ho affatto apprezzato.

Ho capito la sua motivazione, dico davvero, ma resto comunque dell’idea che la sua scelta è stata scorretta e quasi codarda, soprattutto dopo la montagna di pericoli che Irene ha dovuto affrontare per lui. E la spietata menzogna con cui ferisce questa ragazza mi ha fatto venir voglia di prenderlo ripetutamente a schiaffi fino a farlo rinsavire, o magari fino a farlo svegliare un po’, quanto basta per aprire gli occhi e non lasciarsi scappare l’unica occasione che la vita gli ha donato per essere felice.

È per questo che il secondo libro mi ha lasciato con una lieve sensazione di amaro in bocca, perché Luc e Irene meritano davvero una seconda possibilità, una dolcissima occasione di felicità e di riscatto che, spero con tutta me stessa, potranno toccare con mano nel terzo volume della saga.

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È nel momento in cui tutto sembra andare per il meglio che le cose tendono a complicarsi, non è vero? È proprio questo ciò a cui pensa Irene quando, a un passo dallo sfiorare la felicità con la punta delle dita, il passato di Luc torna a farsi sentire all'improvviso, prepotente e crudo. Basta un attimo per far crollare ogni illusione, per porre Irene davanti a una scelta dalla quale sa in partenza di non poter uscire vincitrice, e una terribile verità emerge a tradimento, minando le basi di una fiducia costruita con tanta fatica. Eppure non seguire quella vocina…

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