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Recensione: “Hickey” di Cora Brent

Care Fenici, oggi Kiki ci parla di “Hickey” di Cora Brent 

Fare del sesso con il tuo incredibilmente sexy ex marito non è MAI una buona idea; soprattutto se lo odi a morte.
Eppure, sembra che io non sia riuscita a farne a meno.
La storia è questa: tanto tempo fa, in una piccola città che ho cercato di dimenticare… ho sposato il carismatico e tipicamente americano “re del liceo”.
Lui era sexy e affascinante; io timida e infatuata.
Avevamo entrambi diciotto anni e, naturalmente, non c’è stato il “vissero per sempre felici e contenti”: è accaduto l’opposto.
Avete pensato che quella fosse la fine?
L’ho pensato anche io.
Sette anni dopo e senza nessun preavviso, Branson Hickey è di nuovo nella mia vita.
Ancora lo desidero. Ancora non lo sopporto. E ancora penso a lui senza sosta, persino dopo tutto quello che ci siamo fatti.
Mi sono chiesta a lungo se mi sarei mai più innamorata.
Ora mi chiedo se ho mai davvero smesso di amarlo.

 

Il libro di cui vi parlo oggi è Hickey di Cora Brent, arrivato in Italia grazie a Hope Edizioni.

Care Fenici, entusiasmo alle stelle per questo libro! Difficile che mi piacciano i romance new adult, ma questo mi ha conquistata già alle prime battute. Non aspettatevi un libro melenso o strappalacrime: la Brent ha approfittato dell’occasione per parlare della depressione economica che coinvolge, ancora adesso, larghe fasce della popolazione americana. Per creare questo spaccato struggente e realistico ci porta a Hickeyville, paesino rurale dell’Ohio, descritto con precisione cinematografica. La grande fabbrica di piastrelle, fondata dalla famiglia Hickey, che da lavoro a mezza città; il liceo con la squadra di football dai grandi sogni; i piccoli ristoranti e le case con il giardino sul retro. Sono questi i pilastri della vita comunitaria americana: lavoro, istruzione e famiglia. Tutto perfetto, se non fosse arrivata, anni prima, la recessione economica. Fallita la fabbrica, del paese rimangono solo le macerie: l’economia va a rotoli e coinvolge tutti quanti.

Su questo sfondo, certo non felice, nasce la storia d’amore tra Bran e Cecily. Lui porta un cognome importante, sono i suoi bisnonni ad aver fondato la fabbrica che poi ha dato il nome al paese. Re del liceo, stella della squadra di football, desiderato da tutte le ragazze della città, è un predestinato, come se ne possono incontrare solo nella sterminata provincia americana. Ma il fallimento pesa sulle spalle di tutti, e la vita riscuote dalla sua famiglia un prezzo altissimo. Cecily, invece, sembra un angelo dipinto da un disegnatore benigno e ispirato: di una bellezza non appariscente, paga pegno alla timidezza che la mette un po’ all’angolo. Ma lui, Bran, la nota, si innamora pazzamente di lei e, appena diciottenne, la sposa.

Avrebbe potuto essere tutto perfetto, ma non è andata così. Dopo pochi mesi i protagonisti si lasciano, per seguire strade lontanissime: l’Esercito, per lui, un lavoro e poi l’università in Arizona, per lei. Il rancore e i sensi di colpa li sommergono. Ma possono, due ragazzi che si amano così tanto, stare separati? Passeranno sette anni prima che il destino li riunisca, e la strada che devono percorrere entrambi è in salita e irta di cocci. Ma se non fosse così non ci piacerebbero i libri romantici, no?

Una storia come tante, ma raccontata con tale realismo dall’autrice da essere praticamente perfetta. Ha una penna, la Brent, precisa e fortemente emozionale. Non ha scelto di parlare di miliardari o maschi alfa. Ha portato sulle pagine una trama che parla di amore e di rimpianto, di depressione e di accettazione del dolore, e soprattutto di perdono. A volte, quando ci si ama, si prendono decisioni che si credono fatte per il bene del partner: bisognerebbe riflettere attentamente, perché non sempre ciò che sembra giusto per noi lo è per un’altra persona.

Non avevo modo di ottenere il tipo di dettagli che desideravo disperatamente conoscere, come se per esempio se ci fosse un ragazzo nella sua vita, o se Celly mi odiasse ancora tanto quanto il giorno in cui aveva lasciato la città. Ma anche solo sapere che lei era là fuori e che stava bene, mi dava modo di dormire un po’ più sereno.

Pensai che, forse, con il tempo avrei smesso di sentirmi così male per ciò che le avevo fatto. Il modo in cui riusciamo a convincerci che stiamo agendo nell’interesse di qualcuno che amiamo è una gran stronzata. Solo quando è troppo tardi ci rendiamo conto che quello che abbiamo fatto potrebbe non essere stato un bene per nessuno.

Celly e Bran sono fatti per stare assieme, ma al tempo del loro matrimonio erano troppo giovani e tristi per capirlo. O, meglio, i loro cuori erano certi della forza del sentimento che li legava, ma i corpi e i cervelli faticavano a tenere il passo con tutti i cambiamenti delle loro vite. In poche parole, i diciottenni di allora si sono arresi. Quando si incontrano di nuovo, sette anni dopo, hanno la maturità che serve per superare la rabbia e il rimpianto, e ricominciare da capo. Come dice Cecily, forse tutto quello che avevano passato era stato necessario, per portarli a un domani più consapevole di cosa sia importante nella vita.

Non potevamo soffermarci su tutto il tempo che avevamo perduto. Non era importante o, forse, era stato necessario. Quando ci eravamo incontrati per la prima volta, eravamo entrambi molto giovani, molto immaturi. Ciò non significava che tutto ciò che c’era stato fra noi fosse stato un errore, ma non significava neanche che, a diciotto anni, fossimo pronti per il matrimonio. Dovevamo perdonare quei ragazzini sciocchi che eravamo stati. Qualcosa di così potente meritava una seconda possibilità.

Credevo che questo romance sarebbe stato solo un libro erotico fra i tanti letti. È stata invece una piacevolissima lettura che consiglio a tutti, per uscire dallo schema narrativo che di solito viene proposto e passare delle ore di lettura veramente appaganti.

 

 

 

Kiki

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