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Recensione: “Heidi”

Titolo originale: Alps no shojo Heidi

Titolo inglese: Heidi, Girl of the Alps

Titolo Kanji: アルプスの少女ハイジ

Nazionalità: bandiera nazione Giappone

Categoria: Serie TV

Genere: Bambini  Storico

Anno: 1974

Tratto da: romanzo

Stagioni: Inverno (1974) […] Autunno (1974)

Episodi: 52

Stato in patria: completato

Stato in Italia: Doppiaggio completato, Sottotitoli completato

Oggi la vostra Mal, vi parlerà di un cartone talmente speciale che ogni volta che lo vede, piange immancabilmente: Heidi.

Il vecchio dell’Alpe era abituato a vivere da solo. Aveva scelto quell’eremo appartato lontano da tutto e da tutti da quando, cinque anni prima, in una notte di tempesta suo figlio e sua nuora morirono in un incidente di montagna, lasciando in vita una bimbetta di pochi mesi. Adolph, che non ammetteva che suo figlio sposasse quella giovane che per lui era di rango inferiore, si era messo contro tutto il paese e si era ritrovato lassù sull’Alpe.

I paesani davano ragione a suo figlio, e lui aveva rotto i ponti con tutti. Quel giorno, suo figlio era andato a fare pace con lui, portando con se la moglie e la figlioletta appena nata. Il vecchio non lo aveva fatto entrare, lo aveva cacciato mentre si approssimava un temporale. Pieno di rabbia, il giovane aveva preso la sua famigliola per tornare in paese: quel vecchio non era cambiato minimamente e non si era addolcito nemmeno davanti alla nipotina.

Fu un attimo. Il fulmine abbatté un grosso albero che travolse la giovane coppia uccidendola sul colpo. A salvarsi fu solo la piccola Adelaide.

Adelaide detta Heidi, da quel giorno crebbe con la zia Deite, sorella di sua madre. Adolph non ne voleva sapere niente, sempre più solo e sempre più orso, lontano dal mondo e dai paesani, da tutti coloro che lo giudicavano e lo biasimavano. Adolph aveva avuto cinque anni per pensare e capire e non immaginava che quel mattino la sua vita sarebbe cambiata per sempre.

Deite era uscita di buon mattino portandosi dietro Heidi. S’inerpicò su per il sentiero fino all’Alpe per affrontare il vecchio Adolph e metterlo davanti al fatto compiuto. Lei doveva andare a Francoforte, aveva accettato un buon posto di lavoro e non poteva portarsi dietro la bambina: Heidi era sua nipote ed era giusto che ora se ne occupasse lui, lei lo aveva fatto per 5 anni. Deite se ne andò, lasciando la bimba al vecchio “Cosa me ne faccio di te?” si chiese. Heidi poco alla volta conquistò il cuore del vecchio orso. Aiutava in casa, mungeva le capre, saltellava ed era felice. Il cuore del vecchio finalmente si intenerì.

Peter era un orfanello che raccoglieva le capre dei paesani e le portava al pascolo, come portava al pascolo le pecore del vecchio burbero. Il ragazzo fece amicizia con Heidi ed insieme andarono sui pascoli. Quando Heidi vide com’era decrepita e malandata la capanna del ragazzo, lo raccontò al nonno, lo pregò di aggiustarla e lui lo fece. La vecchia nonna di Peter, che era cieca, si spaventò sentendo battere e si meravigliò moltissimo sentendo che era il vecchio dell’Alpe che aggiustava la capanna. Tutti in paese si meravigliarono di come Adolph era cambiato negli ultimi anni, merito di Heidi.

Ma poi le cose cambiarono: Deite tornò e con l’inganno portò via Heidi con se a Francoforte. Le aveva trovato un posto presso una famiglia come compagna di giochi per una bambina disabile un po’ più grande di lei, Clara Sesemann. A Clara Heidi piacque subito. Le due bambine socializzarono, ma la piccola non piaceva alla governante, la signorina Rottenmeyer.

Lei non capiva niente di bambini e là dove lei aveva organizzato la casa con severa routine, Heidi fu la ventata d’aria fresca, il ciclone che ruppe gli schemi. La piccola montanara, come la chiamava la signorina Rottenmeyer, ogni giorno ne inventava una: Heidi cercava tra le case di Francoforte i suoi monti, cercava i suoi animali, e non c’era da meravigliarsi se portava a casa Sesemann topi, gatti, farfalle e animaletti di ogni genere.

L’unica che l’aveva capita era la nonna di Clara che l’aiutò insegnandole a leggere e a scrivere e dandole la chiave di un stanza segreta dove c’era un quadro che alla bambina ricordava tanto il nonno così lontano e i suoi monti tanto amati. Ma la Rottenmeyer le sequestrò la chiave proibendo ad Heidi di parlare del nonno, dei monti e di Peter a Clara. Perché Clara era così debole e vulnerabile costretta com’era sulla sedia a rotelle.

Heidi cominciò ad appassire piano piano, come un fiore reciso senz’acqua. Non aveva appetito e spesso piangeva chiusa nella sua stanza. Era malata, malata di nostalgia. Fortunatamente, se ne accorsero in tempo il signor Sesemann e il dottore di Clara e rimandarono la bambina da suo nonno.

Adolph, che con l’arrivo di Heidi era cambiato, con la partenza della bambina era tornato più cupo di prima. Ma quando lei tornò, il vecchio di rese conto di quanto Heidi contasse per lui. Restaurò la vecchia casa che avevano in paese e mandò la bambina a scuola. Lei ritrovò i vecchi amici contribuendo alla socializzazione di Peter con gli altri bambini. Ma Heidi non aveva dimenticato la cara amica Clara. Le due bambine si scrivevano spesso, poi un giorno Clara andò a trascorrere l’estate sui monti. Contro il parere della signorina Rottenmeyer, Clara lasciò la sedia a rotelle e fece esercizi, andò sui pascoli con Peter e Heidi.

Era affiancata a Francoforte da persone che la biasimavano, dicendole che non avrebbe mai camminato, ma come nelle favole, Clara si alzò in piedi e con tanta determinazione, aiutata da Heidi, si mise in piedi.

Quando suo padre e la nonna andarono a riprenderla non credettero ai loro occhi. L’allegria, la determinazione e l’esuberanza della piccola montanara avevano contribuito al miracolo. Clara camminava e la signorina Rottenmeyer aveva perfino cambiato opinione su Heidi, non la disprezzava più.

Basta poco, basta essere se stessi sempre e in ogni momento, non lasciarsi mai abbattere dagli ostacoli della vita perché ognuno è uguale a se stesso e non certo migliore dell’altro.

Perché con l’ottimismo, la determinazione e la tenacia si superano gli imprevisti.
Perché una volta toccato il fondo si può soltanto risalire e non può venire più buio della mezzanotte, prima o poi l’alba spunterà.

L’alba spuntò infatti per Adolph, il nonno di Heidi che tutti ritenevano fosse un uomo arido e privo di sentimenti, ma a cui nessuno dei paesani erano venuto in mente di tendere una mano. Isolato nella baita con il suo rimorso e il suo orgoglio per non aver saputo dire a suo figlio quanto gli volesse bene.

Per la zia Deite, affettuosa e alquanto comica.

Per la signorina Rottenmeyer, bigotta quanto severa. Senza un briciolo di compassione, chiusa nel suo mondo senza capire quanto grande sia l’universo di un bambino, dapprima disprezzava Heidi e il suo mondo ma quando vide quanto quel mondo aveva fatto bene alla signorina Clara, sua unica ragione di vita  a suo dire, vide crollare tutte le sue convinzioni apprezzando le doti di Heidi e del nonno.

Per il signor Sesemann, padre affettuoso ma molto distante.

Per Peter, amico fraterno ma molto geloso dell’amicizia tra Heidi e Clara.

Per la nonna di Clara, l’unica insieme al dottore a capire il dramma della bimba e la sua grande nostalgia.

Infine per Clara, piccola e relegata su una sedia a rotelle, a cui qualcuno aveva fatto credere che non sarebbe mai più guarita e non avrebbe mai più camminato. In realtà aveva soltanto bisogno, anche lei, di amore. Di quell’amore e quell’affetto che solo una vera amicizia sa dare. E di imparare a crederci fino in fondo.

Questa è una storia fatta di buoni sentimenti dove un vero cattivo non c’è. Dove anime semplici si sono trovate.

Commento

Se mi è piaciuto?? Certo! Ogni volta che lo vedo, giù fiumi di lacrime.

Un cuore inaridito da troppa solitudine come può tornare alla vita? Grazie alla gioia di vivere di una bambina. E le persone che le gravitano attorno come possono cambiare? Solo conoscendola. Heidi è questo. Gioia, spensieratezza, allegria, positivismo e ottimismo.

Le parti che mi sono piaciute di più sono sicuramente quando Heidi ritorna dal nonno dopo Francoforte. Lì piango sempre, inevitabilmente. E anche quando Clara cammina andando incontro al padre e alla nonna. Altre lacrime. Dio, sono diventata così emotiva?

Non sopporto invece la Rottenmeyer. Quante volte avrei voluto prenderla a schiaffi!!

Quindi si, se vi capita rivedetelo, anche se trovate i film.
Il cartone è tratto dal romanzo di Johanna Spyri.

Alla prossima.

A cura di: 

Titolo originale: Alps no shojo Heidi Titolo inglese: Heidi, Girl of the Alps Titolo Kanji: アルプスの少女ハイジ Nazionalità: bandiera nazione Giappone Categoria: Serie TV Genere: Bambini  Storico Anno: 1974 Tratto da: romanzo Stagioni: Inverno (1974) [...] Autunno (1974) Episodi: 52 Stato in patria: completato Stato in Italia: Doppiaggio completato, Sottotitoli completato Oggi la vostra Mal, vi parlerà di un cartone talmente speciale che ogni volta che lo vede, piange immancabilmente: Heidi. Il vecchio dell’Alpe era abituato a vivere da solo. Aveva scelto quell’eremo appartato lontano da tutto e da tutti da quando, cinque anni prima, in una notte di tempesta suo…

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Ilaria

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